EMERGENZA METEO IN SARDEGNA


Scusandoci per l'assenza di questi mesi, stavolta non vi proponiamo un post di carattere musicale, vogliamo invece parlarvi del ciclone che ha colpito la Sardegna in questi ultimi giorni, causando 17 morti e 2700 sfollati.

Ciò che stiamo per raccontarvi vorrebbe andare al di là delle notizie che riportano i telegiornali e i siti internet che, raccontando i dettagli della tragedia, pongono distrattamente l’attenzione su ciò che è rimasto di un luogo che – ancora una volta – è stato in parte distrutto, in una manciata d’ore, da una quantità di pioggia pari a quella che dovrebbe normalmente precipitare in un periodo di 6 mesi.
E’ noto che la zona di Olbia (dove si è registrato il più alto numero di danni) è stata in parte costruita abusivamente in terreni non a caso inedificabili, per motivi che si comprendono solo quando è ormai troppo tardi.
I responsabili, come chiunque può immaginare, esistono, ed ancora una volta propinano la loro fasulla solidarietà per un evento al quale la popolazione residente nelle aree interessate aveva tutto il diritto ad essere adeguatamente preparata.
Ma la preparazione deve obbligatoriamente passare per la prevenzione ed è qui che i notiziari tacciono.
Si parte dalla Legge Regionale del 2 Agosto 2013, che elargisce un finanziamento a favore delle persone prive di reddito.
Questo slancio di generosità da parte delle Autorità presuppone però che si revochino, anno dopo anno, i finanziamenti stanziati per la realizzazione di opere di prevenzione del rischio idrogeologico (U.P.B. S04.03.004). 
Ora, con qualche migliaio di sfollati, il numero di persone che si trovano in condizioni di povertà è ulteriormente aumentato e il merito va attribuito a coloro che, troppo impegnati a intascare denaro pubblico (che diversamente sarebbe bastato per coprire, almeno in parte, sia le spese da destinare alle famiglie povere che agli opportuni interventi di cui c'era urgente necessità), non provano nessun senso di colpa per i morti che hanno sulla coscienza.

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