INTERVISTA AI CHARLES BRIGADE


1) Chi Siete e qual è il vostro obiettivo?
I Charles Brigade sono un gruppo di beoni antifascisti che si divertono a fare casino. Mettiamo insieme qualsiasi cosa, dal rock n roll ai film di serie b, dall'opposizione alle droghe all'amore per la birra, dall'hc più crudo ad Umberto Smaila. Siamo un gruppo vecchia maniera (credo e spero), ci interessa suonare, dire la nostra, provocare magari qualche pensiero scomodo e tirare un po' di bordello. Penso sia tutto riassumibile nei testi di due canzoni del nostro primo cd (recensito qui: LINK) "Charles Brigade" e "This is Italia mica Boston" (LIVE VIDEO)

2) Cinque o più dischi che vi hanno influenzato.
Dead kennedys "Fresh fruits...": album su cui c'è poco da dire, un mix di rnr e hc distruttivo, con testi geniali che se li facesse un gruppo di oggi sarebbero malvisti. Penso che un po' di quel mix tra 50's e 80's si sia iniettato nel nostro suono;
Slapshot "Step on it": semplice, martellante e con la perfetta formula dei ritornelli da cantare e da usare per prendersi a pugni;
Wild in the streets: l'album hc per antonomasia. È perfetto e ha fatto da modello per il 90% della roba
che è uscita dopo. Riff tagliati con la motosega, bei testi, poco da fare;
Misfits "Walk among us": a chi non piacciono i Misfits, con quel mix di melodia e buzzuraggine? Il loro essere stati in bilico tra generi diversi, seminali, autoreferenziali e, soprattutto, fissati con sci-fi e horror;
Rough "Indelebile": qua sono più io. I rough sono uno dei miei gruppi preferiti e hanno sicuramente influenzato tantissimo il mio modo di scrivere e concepire i pezzi con tutti i gruppi che ho avuto;
Billy Boy e la sua Banda "Biancosarti, trippa e sodomia": sono il gruppo oi! con cui sono partito, sono della mia città e sono stati la migliore punk band in Italia di sempre. Ce li ho tatuati pure addosso, quindi meritano sto posto, almeno per me.


 3) Migliore live dei Charles Brigade.
Tanti, potrei dirti quello al CSA Dordoni perché ci ho fatto militanza ed è un posto a cui sono affezionato, oppure l'ultima che abbiamo fatto al Ponte della Ghisolfa di Milano con un bordello enorme sopra e sotto il palco, o quella ad Asti con i Topnovil in cui ero così sbronzo che non ricordo nulla!

4) Il primo disco punk ascoltato.
Il primissimo? Era un cofanetto da due CD best of dei Ramones, quelli che a tutt'oggi considero il miglior gruppo della storia sotto ogni punto di vista.

5) Qual è la cosa su cui andate meno d'accordo quando suonate? Il batterista sta mai fermo? Se sì ce lo prestate?
In realtà ascoltiamo tutti roba diversa, a parte certi gruppi ben chiari, ma buttiamo tutto dentro e vediamo cosa esce dal mix. Non saprei dirti qualcosa su cui non andiamo d'accordo, io mi preoccupo di fare i testi, gli altri le musiche e alla fin fine ci basta bere! Il batterista ha altri tre gruppi, tutti con un membro o più dei CxB quindi auguri!

6) Come hai conosciuto gli altri Charles Brigade?
Bert, il chitarrista, l'ho conosciuto perché la sua e la mia ragazza sono amiche, così quando ho iniziato a uscire con lei ho conosciuto lui e ci siamo trovati, abbiamo anche diviso il palco con i nostri vecchi gruppi (Infrangibile e Libanesi); Angel, il batterista, l'ho conosciuto prima dei CxB con un gruppo con cui ho fatto due o tre prove; Fez, la bassista, la conoscevo solo di vista. Quando io e Bert abbiamo deciso di mettere su un progetto old school a settembre 2014, ho sentito loro quasi per caso, e invece ha funzionato!

7) Qui c'è un dibattito molto serio anche con il nostro coinquilino: thé al limone o o thé alla pesca? Lo scontro intramontabile.
Dipende dalla marca. Solitamente limone, ma ci aggiungerei una goccia di Biancosarti.


8) Dalle foto che abbiamo visto, il vostro chitarrista suona pressoché nudo (ed anche gli altri usano a volte costumi ecc); questo ha fatto sì che vi etichettassero come "poco seri" o come gruppo da evitare?
Suonavo anche io nudo ogni tanto ma da cantante è un pochino più imbarazzante! Comunque non ci abbiamo mai pensato, non progettiamo mai i nostri concerti e se uno si leva i pantaloni (o indossa qualcosa di strano) è l'atmosfera della serata o, solitamente, il tasso alcoolico. Siamo un gruppo che si diverte a fare casino, alla fin fine siano un mix di goliardia e violenza e più bordello tiriamo su meglio è! Detto questo, non penso.. abbiamo suonato con gruppi decisamente diversi come approccio (Kalashnikov Collective) e in serate con gruppi esteri, e nessuno si è mai lamentato. Alla fine può essere anche rinfrescante guardarsi un gruppo che non fa il solito accacì pieno di sé ma che non progetta nulla, tira fuori quello che ha da dire senza filtri e fa divertire il pubblico. Semplicemente ogni volta cerchiamo di dare il 101% divertendoci e se questo vuol dire buttarsi fuori così, bè, è hc oi! mica Vecchioni!

9) L'astio verso i giornalisti è un topos dell'OI! e della cultura skin in quanto questa categoria è solita fare un ritratto impietoso e totalmente distorto delle sottoculture. La TV italiana spesso se la prende con i "ragazzi dei centri sociali". Vorremmo quindi sapere: chi sono realmente, secondo te, i ragazzi dei centri sociali?
Detto con molta semplicità, io ho parecchio rancore verso certe cose di cui ho detto prima, ma la speranza che ripongo nella scena e in chi ne fa parte sono una delle poche cose che mi tira su. Chi sono i ragazzi dei CS? Sono i militanti politici, gli antifascisti che alle parole preferiscono i pugni nei denti, sono quelli che prendono manganellate, denunce e sgomberi per tenere aperto un posto che faccia aggregazione in città che sono morte. Sono quelli che organizzano le palestre popolari, che aiutano i ragazzi anche a levarsi dalla strada, sono quelli dei comitati antisfratto, dei consultori autogestiti, dei movimenti per il territorio. Sono quelli in cui brucia un odio mosso d'amore, se posso citare.  E oltre a loro ci sono i rasati, i punk, quelli che ascoltano hip hop e reggae e trash, chi non si trova nel brodo culturale in cui viviamo ogni giorno, sono quelli che vedono la propria vita e capiscono che non è quella che gli hanno raccontato in tv, che si sbattono per fare gruppi, serate, fanzine e distro che saranno quasi sempre buchi neri ma anche punti di ritrovo. E, ovviamente, sono anche teste di cazzo che rovinano quello che fanno i primi.

10) Tema sessismo: "le donne sembrano essersi ampiamente amalgamate in un contesto di parità con l'altro sesso, specialmente in ambito punk". Quanto c'è di vero in questa frase?
Sicuramente la scena è un ambito in cui il sessismo non è mai stato ben visto (voglio ignorare i deliri hardline et similia), ma altrettanto certamente non ne è esente. La scena è uno specchio in cui la società si riflette, non è qualcosa di scollegato, quindi fintantoché nella società vi saranno elementi di sessismo, è difficile che questi non ci siano anche tra di noi. Certo, la consapevolezza e la presenza di persone che -in teoria- sono anti sessiste dovrebbe impedire certe cose (e fattualmente è così, è difficile che ai concerti vi siano fatti di sessismo palese) ma tutti noi proveniamo da una società che è talmente impregnata da certi comportamenti che alcune cose sono davvero difficili da estirpare. Purtroppo la questione del sessismo è sempre il mio punto debole e sbaglio qualsiasi cosa dica! Per il mosh/stage diving, ad esempio.. in America molte bands e organizzazioni creano delle safe zones dove non ci sia bordello e chi vuole può godersi il concerto (sottintendendo spesso le donne). Secondo me questa è una stronzata: 1) sono un fan del tribalismo da moshpit 2) penso che "not just boys fun" intenda non che dobbiamo tenere le donne in palmo di mano ma integrarle, ovviamente sapendo che magari una ragazza di un metro e mezzo in un mosh di tizi da due metri può farsi male, ma d'altronde è lei che ci si butta dentro. Non so se sono molto chiaro ma il succo è che apprezzo sempre quando una compagna, una punk, una skin si mette i boots e magari fa il culo a qualche stronzo gonfio di ego che vuole fare il fenomeno sorto il palco. In sintesi: la società è una merda e la scena può essere migliore ma non completamente diversa.

11) Ti ricordi qualche esperienza legata all'ambito concerti /dell'hc più in generale che ti abbia fatto girare le palle? Spesso si parla di unione e amicizia quando ci sono persone che neanche dovrebbero varcare l'ingresso del concerto...
Be, nessuno è perfetto e a volte partono sindromi da isteria generale stile caccia alle streghe, per cui si va a rompere il cazzo a gente a caso allontanandola dalla scena, oppure capita il contrario e c'è un generale "ma vabbè, che ci vuoi fare?". Io non sono nessuno per dire se qualcuno sbaglia o meno, ma ho visto gente che aveva la faccia in un posto e la mascella in un altro a furia di cocaina magari andarsi a cercare la rissa o dare fastidio alla gente, rovinando il concerto a tutti, e questo con di sottofondo "eh ma è tizio, lui è fatto così". Se, come dicevo, anche il punk è moda, avremo sempre più gente che "attitudine" sa giusto come si scrive, che non ha idea di cosa voglia dire socialità diversa. A parte i crociati della purezza (che sia veg/pc/qualsiasi altra cosa) il problema è che ci smeniamo il cazzo sulla scena come fosse un'entità extracorporea, mentre sono le cazzo di persone. Alla fine tutti i miei testi nascono un po' dalla voglia di rompere i coglioni alla gente, di buttargli in faccia quella che è la merda che tutti ingoiano ma fanno finta di nulla.




12) Una volta parlavamo di gente che "non va oltre i Nabat". Cosa c'è che non va nell'oi italiano? In cosa pensi sia arretrato e qual è il tipo di gruppo che odi in questo sottogenere?
Questa è una bella domanda. Chi mi conosce sa che amo la polemica, soprattutto ai concerti, quindi è un argomento che ho già affrontato. Io penso che l'oi! italiano abbia avuto una storia enorme, ricchissima e rispettatissima all'estero (per fare un esempio, è difficile che i kids negli altri Paesi non conoscano Nabat o Klasse Kriminale, per dire) ma, anche per questa sua importanza, si è cristalizzata in una sorta di "rimpianto dell'età aurea". Chiaramente i gruppi validi non sono mancati negli anni '90 e non mancano ora (Colonna Infame, Duap, Billy Boy, Ultimi, Automatica Aggregazione, Barbera&Champagne, Dalton, Plakkaggio, Bull Brigade, Nessun Pudore... butto lì qualche nome senza nessun ordine cronologico), ma ad imporsi, ad uscire dal ristretto circuito cittadino sono veramente poche. Ad oggi in Italia potremmo circoscrivere, tagliando con l'accetta, a tre gruppi "nuovi" una portata nazionale: Bull Brigade, Ultimi e Plakkaggio; e di questi, due escono da esperienze grosse a Torino e Roma. Quindi, per trovare un filo conduttore, penso che la scena italiana produca ancora dei gruppi validi sicuramente (gli Zona Popolare di Bologna, i Tullamore da Torino, i Miners da Bergamo, per dirne alcuni), ma che tutto si sia fossilizzato nella ricerca di un sound ottantiano, nella ricerca -magari neanche totalmente consapevole- di ricreare quell'atmosfera, quel tipo di scena che c'era all'epoca. Ovviamente il fatto che ci sia poca gente ai concerti e poche etichette che investano tanto non fa che spingere in questa direzione. Si fa di tutto per concentrare la gente in pochi, selezionati, "super eventi", puntando sui cavalli vincenti.
Ai Cock Sparrer a Bologna c'era gente della Lombardia che non vedevo da 5-6 anni, ma dove sono ogni volta che si fa un concerto oi! con gruppi locali o comunque "minori"? Credo sia un discorso assai complesso, anche perchè si rientra nell'ambito di delineare quelli che sono punti cruciali di una sottocultura, ma penso che il problema sia riassumibile in una serie di punti molto schematici: 1) il punk (e con punk tutta la scena) è diventato molto più potabile, certo, la società digerisce ancora malino certe cose ma nessuno sbarra più gli occhi di fronte ai tatuaggi come si faceva negli anni '80. Il punk è una ribellione ma non è più quello scontro frontale con la società che poteva essere 30 anni fa. Il bomber lo trovi anche da H&M per fare un esempio stupido. Diventando più potabile assume anche i caratteri di una moda, e quindi tiri dentro gente che non lo fa per attitudine, per spirito, ma perchè ci capita dentro, perchè fa "ribelle" e allora anche la musica diventa un prodotto di consumo. Di conseguenza, è molto più facile tirare su un po' di bordello con un cover di "asociale oi!" piuttosto che sbattersi per far conoscere quello che si fa; 2) manca la gente, il ricambio generazionale e questo porta a un cristallizzarsi di tendenze, ma penso sia solo una cosa periodica. Nel senso, va a ondate, ora c'è meno gente, domani ce ne sarà di più. Qualche anno, in un periodo di buona, per intenderci, sono usciti gruppi come Automatica Aggregazione, Raptus e Youngang, insieme a mille altri; 3) col fatto che in Italia comunque ci sono ancora gruppi storici e una miriade di piccoli gruppi (anche se spesso mal cagati), c'è un disinteresse sostanziale per la scena estera. Certo, gli Sham 69 vendono anche da noi, ma gruppi che magari fanno sfracelli in USA da noi sono sconosciuti o quasi (i Noi!se per dire). Paradossalmente Internet ha permesso una capacità comunicativa altissima, ma tutto è divenuto molto più usa-e-getta. Viviamo in un contesto dove qualsiasi cosa che puzzi di "business" è vista come il demonio (cosa che non ha senso, visto che in USA non si fanno ste seghe e gruppi e dischi vanno molto più forte) e intanto utilizziamo la nostra stessa scena come un video porno per una sega. La ribellione su youtube o su soulseek con i download facili.
Che mi fanno incazzare? Ce ne sono fin troppe hahah! Droghe, poserismo, rompicoglioni in primis, vanno bene come lista iniziale? Quando poi si incrociano è davvero il non plus ultra!



13) Nuove uscite?
Tra poco dovrebbe uscire il nostro split su Crowd Control Media con i Thunder & Glory (USA) su 7" nonché altri due pezzi inediti (di cui uno featuring con i Tullamore di Pavia) per una compilation internazionale benefit "oi! The tape", e intanto stiamo cercando etichette per un altro split 7" con i Barbera & Champagne

14) Spazio libero.
Bill Cosby è innocente!


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