Intervista a Bakis Beks


1) Ciao, Bakis! Da poco è uscito il tuo primo disco “IPOCRICITY”. Questo nome pare piuttosto evocativo e, siccome siamo anche noi nuoresi, ti chiediamo: quali lati della nostra città ti hanno spinto a scegliere questo titolo?
Ciao a tutt*!
Ci terrei a precisare due cose:
La prima è che Ipocricity non parla di Nuoro o almeno, non parla solo di Nuoro.
La seconda è che se, rispondendo a questa domanda, parlassi solo del pezzo che da il titolo all’album, non sarebbe un discorso che potrebbe valere per l’intero album.
Ipocricity (l’album LINK ) è concepito da me come una sorta di cronaca di quello che è la vita di un ragazzo della mia età che vive in una città di provincia, Ipocricity (la canzone LINK) è come se fosse il brano che contestualizza tutti gli altri, diciamo che definisce il luogo nel quale si svolgono le scene.
Quindi, direi di parlare della canzone.
Io sono nato e cresciuto a Nuoro, per motivi di studio ho vissuto per 2 anni a Cagliari e una decina di anni a Sassari, dentro Ipocricity, ci sono i lati di queste tre città e soprattutto c’è il “come” io le ho percepite, vissute, forse un po’ subite.
Ovviamente parlo di realtà di provincia, di comunità grandi ma non tantissimo, dove la gente si guarda ancora in faccia, dove il tempo non scorre seguendo la frenesia delle dinamiche produttive e a volte sembra essersi addirittura fermato.
Ho cercato di evidenziare alcuni lati del nostro modo di affrontare i problemi quotidiani e mi sono accorto che la costante del nostro “modus operandi” è, per l’appunto, l’ipocrisia.
Dall’aspettare che qualche divinità risolva i nostri problemi, all’accusare gli stranieri di rubarci il lavoro, all’affidarci a forze del (dis)ordine, credendo che possano essere garanti della giustizia, ignorando che fanno solo gli interessi del più potente (anche nei piccoli centri), fino al delegare alle telecamere nelle piazze l’educazione dei nostri figli, come se controllarli in quel modo ci esimesse dall’insegnargli cosa è giusto e cosa no.
Mi autocito:
“A Ipocricity la mattina bambolotti cocchi di mammina
tutti “casa scuola merendina”, poi la sera
l’inquietudine è vera, bollicine di coca,
bolle di keta, rum e pera, la luna nera!”

I genitori spesso non conoscono a fondo i propri figli e delegano l’educazione a istituzioni come la scuola e la chiesa, accusandole poi del fallimento o della mancata realizzazione professionale, sociale e morale dei propri figli.
Ovviamente i riferimenti alla Solitudine, al Nido di corvi, al non saper fare e non lasciar fare, alla presenza esagerata di forze dell’ordine, alle telecamere nelle piazze, sono alcuni dei lati di Nuoro che ho messo dentro Ipocricity. Ma tanti posti come Nuoro possono rientrare in questo identikit.


2) Parlando sempre del nuovo disco, ci puoi raccontare un po' come è stato realizzato a livello di registrazione, di grafica e di packaging?
Il disco è stato interamente registrato da Malam per Rocca Produzioni, nel suo studio di registrazione, come la post produzione e la finalizzazione dell’album.
Il progetto grafico è stato interamente ideato e realizzato da Glise NOT crew, che ha anche realizzato il video di “Il Punto” (LINK).
Devo dire che in entrambi i casi mi sono trovato a collaborare con due professionisti che, dopo aver ascoltato le bozze dell’album, sono riusciti a tradurre , in suono e immagini, quelle che erano le emozioni che ho cercato di trasmettere quando ho ideato e scritto Ipocricity.
Per quanto riguarda la registrazione, trovandomi davanti al mio primo lavoro “consapevole”, devo dire che non è stato semplice riuscire a mantenere un certo tipo di equilibrio durante l’esecuzione di versi, doppie voci, ritornelli.
Malam, con la sua esperienza e la sua professionalità, mi è stato veramente d’aiuto per quanto riguarda la registrazione delle strofe e l’arrangiamento delle basi, così come Glise è stato fondamentale nell’ideazione e nella realizzazione dell’art work per il disco, stampato dalla Shelve a Milano.


3) Dal tuo Bandcamp salta fuori che sei anche l’autore di buona parte dei beats. Come ti approcci alla produzione? Sei più un tipo da campionatore e vinile o preferisci affidarti a mezzi più moderni? (Scusa la domanda un po' ignorante, ma qui siamo più avvezzi a parlare di chitarra e batteria...)
Purtroppo, o per fortuna, ho iniziato a fare beats da pochi anni.
Il mio approccio, credo anche per questo motivo, è decisamente legato a mezzi più moderni.
Per produrre le mie basi utilizzo alcuni software, scheda audio, alcuni controller midi, e spesso pezzi di canzoni edite. Io non sono un fondamentalista dei beats, non sono uno di quelli che dice che si debba fare tutto per forza con il vinile o tutto con il computer.
Se una cosa suona, per me, suona e basta.
Io ho dovuto fare di necessità virtù, quindi diciamo che la scelta dei miei strumenti è legata soprattutto alla mia possibilità economica, più che a scelte stilistiche. Cerco di ottenere il massimo da quello che ho a disposizione, o che posso permettermi.
Ascolto tanti generi musicali e quando produco i beat rubo molto dalle canzoni che mi piacciono di più, come i samples che poi modifico come più mi piace anche se a volte cerco di ri-suonare quello che sento.
La cosa fondamentale per me è cercare di essere originale.
Intendo dire che quando faccio un beat a volte parto dal campione, a volte dalla parte ritmica, comunque cerco di costruirmi qualcosa addosso.
Non faccio centinaia di beat che poi vendo o distribuisco, non sono un produttore.
Cerco di essere più una specie di sarto che fa vestiti su misura per se stesso.
Questi vestiti, a volte, stanno bene anche ad altre persone.
Raramente succede, ma succede! :D

4) Cinque (o più ) dischi di qualsiasi genere e periodo che ti hanno influenzato e perché.
Non solo i dischi rap mi hanno influenzato, ma su questi preferirei concentrarmi. Se no non se ne esce! :D
Allora, iniziamo con tre punti fermi :
  • Lou x – A volte ritorno 
  • Kaos One – L’attesa 
  • Assalti Frontali – Banditi 
Diciamo che questi tre dischi non ho mai smesso di ascoltarli e dalla prima volta all’ultima, continuano per me a essere fonte di ispirazione e di motivazione.
Perché? Per l’energia, per i contenuti e le tematiche, per le produzioni musicali, per le tecniche di rap e di utilizzo della voce.
Poi: 
  • Snoop Doggy Dogg – Doggystyle 1993
  • Big L – Lifestylez ov da Poor & Dangerous 1995
  • Tupac – All Eyes on me 1996 
  • Busta Rhymes – Genesis 2001
  • Dilated Peoples – Expansion Team 2001
  • Blackalicious - Blazin Arrow 2002
Questi dischi americani mi hanno influenzato molto durante la mia prima fase di produzione lirica e musicale. La musica e le metriche, ma anche le liriche di questi artisti hanno segnato le basi della mia ricerca stilistica. Soprattutto per quanto riguarda le tecniche di rap.
  • Tech Nine – All 6’s and 7’s 2011
  • Yelawolf – Love Story 2015
Sono i due dischi che meritano una menzione speciale.
Presto capirete perché e in che modo mi hanno influenzato. ;)


5) L’hip hop sembra essere entrato nel mainstream. A inizio 2000 non avremmo mai pensato di sentire dei rappers italiani in radio o in tv, mentre ora è la consuetudine. Come ogni ondata di popolarità, la moda ha portato il genere ad un ammorbidimento del suono e ad un allontanamento da tematiche perlomeno consistenti, a nostro parere. Come vedi tu quest’interesse mediatico? Opportunità di affermarsi e acquistare una propria dignità o un definitivo sputtanamento?
Mah, il discorso secondo me è davvero molto articolato.
Non credo che si possa dire in assoluto che il genere si sia ammorbidito o meno.
Purtroppo quando si parla di musica “mainstream”, non possiamo dimenticare che stiamo comunque parlando di industria, di soldi, di un prodotto che deve essere venduto.
Non sto dicendo che la musica è fatta per essere venduta, ma dico che ovviamente il mainstream si occupa di quello, quindi dobbiamo per forza parlare di domanda e offerta.
Se in classifica c’è solo “rap” molle, o vuoto di contenuti, è perché il mercato richiede questo.
Ma ciò non significa che il rap in assoluto si sia ammorbidito.
Si è ammorbidito il rap che sta in classifica, anzi, forse l’ha fatto per fare in modo di andare in classifica.
Credo che comunque si debbano fare poche ma doverose eccezioni rispetto a qualcuno che in classifica ci finisce facendo roba comunque rispettabile.
L’Hip Hop e il Rap con i contenuti non sono spariti, è solo che non trovano quasi per niente spazio nel mainstream che a sua volta è lo specchio della società nella quale viviamo.
Non possiamo vedere il mondo “reale” che va a rotoli e aspettarci che ci possa essere musica figa in classifica. La musica è uno specchio dello spessore culturale.
Oltretutto l’Hip Hop e il Rap non sempre vanno di pari passo o a braccetto, anzi. 


6) Nuoro è un paesotto e, se si parla di scena rap, la cerchia si restringe ancor di più ma non per questo essa è meno degna d’importanza rispetto a quella appartenente ad altre realtà. Ti va di raccontarcela dal tuo personale punto di vista?
Nonostante Nuoro sia un paesotto, dal punto di vista del rap e della cultura Hip Hop, è sempre stato un punto di riferimento per gli altri centri in Sardegna. Dagli anni ’90, credo.
Sia per il rap, sia per la break dance, sia per i graffiti.
Personalmente, la mia attività “reppistica” è iniziata abbastanza tardi, intorno al 2000, un po’ prima, un po’ dopo.
Dopo lo scioglimento del mio primo gruppo, mi sono tenuto volontariamente un po’ ai margini della scena Hip Hop cittadina e regionale (pur facendo contest di freestyle e partecipando a Festival Regionali e suonando in tutta l’Isola, negli anni), perché non condividevo e non condivido certi fondamentalismi né certi “futurismi” un po’ forzati.
Non sopporto il falso buonismo misto a opportunismo che si respira in questi ambienti.
Non sopporto neanche il nonnismo.
Oh, non è tutta merda eh, ho anche qualche amico! :D
Detto questo, da esterno, posso dire che la scena nuorese attualmente è molto florida.
Quando io ho iniziato c’erano già gruppi che avevano maturato tantissima esperienza, altri che si stavano facendo le ossa e promettevano bene, altri ancora che si stavano affacciando alla scena.
Negli anni ho visto conferme, sparizioni, apparizioni, meteore, talenti.
Probabilmente la scena non è mai stata realmente coesa, pur essendoci state sporadiche collaborazioni, però si è sempre fatta rispettare in tutti i campi.
Nuoro probabilmente, rispetto a città come Sassari e Cagliari, dal punto di vista quantitativo, ha prodotto meno, ma dal punto di vista qualitativo ha sempre sfornato roba di alto livello che ha trovato riscontro non solo dentro i confini dell’Isola ma anche all’estero.
E parlo di Rap, Breakdance, Graffiti, Dj. Tutte le 4 arti.
Attualmente ci sono Mc’s esperti e Mc’s più giovani, produttori che alla luce del sole o sottotraccia producono la propria musica in modo originale, con stile.
La scena è viva e forse è pronta per un ricambio generazionale o comunque per un innesco di forze fresche.
Penso a WZA e a Rankiu, su tutti per parlare di producer freschi freschi e che collaborano anche con artisti d’oltremare. Penso a Serial che in città offre il miglior rapporto età/qualità delle rime.
Io non credo di essere un buon termometro di quello che è la situazione attuale della scena hip hop nuorese. Io so con chi collaboro e con chi no. E ho i miei ottimi motivi per entrambe le cose. Peace. :D

7) Ti piace qualche altro genere musicale, oltre al rap?
Si, certo. Sia per passione che per lavoro ascolto davvero tantissimi generi musicali che amo e che hanno un preciso significato all’interno della mia vita.
Ascolto dalla classica alla dubstep al metal, passando per il folk rock, quasi tutto il jazz, il soul, la cumbia rap, ma anche il pop, perché no?
Però, più che dirti cosa mi piace, ti posso dire cosa non mi piace.
Ho qualche difficoltà con la musica reggae, la techno, la EDM, la gente che urla, la maggior parte del pop italiano moderno.
Ma anche di questi generi c’è qualcosa che salvo, perché alla fine tutta la musica se fatta bene, è godibile. In ogni genere c’è qualche perla.
A parte nel pop italiano. :D


8) E due parole su quel mito che è WZA, non le spendiamo?
Conosco Biagio (WZA) da almeno 20 anni visto che è il cugino del mio vicino di casa. Si, lo conosco da quando lui era un bambino e io poco più. Credo di averlo conosciuto sempre con la barba. Tipo a 8 anni aveva già il pizzetto fatto e finito. :D
Abbiamo iniziato a collaborare una quindicina di anni dopo.
Collaborammo per il suo disco “Excursus 2013” per il pezzo “Lo stesso”.
All’inizio sembrava una collaborazione come tante, poi ci siamo trovati sia artisticamente che umanamente e dopo aver condiviso palchi abbastanza importanti in Sardegna e a Milano (LINK) (aperture di Mezzosangue, Mista e Shocca, Rancore e Dj Mike, DSA, KaosOne), lui si è occupato dei remix e di alcuni inediti di “Ipocricity Extended” (LINK) .
Il mio prossimo disco, al quale stiamo già lavorando, verrà interamente prodotto da WZA.
Tra l’altro lui è uno che si dà un sacco da fare, sia come producer che come dj, visto che si trova spesso e volentieri a mandare i beat (prodotti da lui) ad alcuni dei contest di Freestyle che si tengono in questo periodo a Milano e sono tra i più importanti in Italia.
Oltretutto collabora con tantissimi artisti in tutto lo stivale, cosa che credo sia indice di quanto il prodotto di Biagius sia di buona qualità e di quanto lui sia bravo a fare quello che fa.

9) Ci incuriosisce molto il tuo logo con l’ovino cornuto (così non sbagliamo animale). Che cos'è ? Cosa rappresenta? Ti abbiamo sentito nominare “Minerva” in un freestyle... c'entra qualcosa?
No, Minerva non c’entra. Quando lo cito in freestyle è un modo come un altro per dire che sono pronto alla guerra, alla guerra giusta o alla guerra per difesa.
L’ovino cornuto è un muflone. È l’animale che ho scelto per rappresentare Bakis Beks e i motivi, così come i significati legati a questo animale, per me, sono tanti.
Alcuni un po’ simbolici/esoterici, altri un po’ più terreni.
Per rispondere alla domanda “cosa rappresenta” potrei dire che rappresenta la capacità di sopravvivenza in habitat particolarmente ostici e ostili. 

10) C’è qualche altro media (film/libri/fumetti) che influenza in modo particolare le tue liriche?
Guardo pochi film.
Preferisco leggere libri di vari generi (nonsonounsecchione.com) o guardare serie tv animate tipo SouthPark, Family Guy, Brickleberry e queste puttanate del genere.
Adoro la stand up comedy e in particolare Bill Hicks.
Sono più o meno queste le cose che influenzano le mie influenze. :D

11) Ci puoi raccontare qualche esperienza particolare vissuta durante i live (sia in positivo che in negativo)?
Una volta stavo partecipando a una gara per gruppi rap. Si partecipa con le canzoni dal vivo. Io, abituato alle gare di freestyle, forse prendo un po’ sottogamba la situazione. Bevo, mi distraggo. Faccio la prima canzone e dopo l’ingresso, dimentico completamente la prima strofa e non riesco più a riattaccare. La gente mi guarda e io sto zitto. Non possono rimandare la base da capo, visto che è una gara, e io non posso sotterrarmi perché oramai sono lì. Continuano a guardarmi, parlano tra loro e io guardo loro. Arriva il ritornello, io mi riattacco a quello, e faccio la seconda strofa come fosse l’ultima volta che faccio un pezzo in tutta la mia vita. Passo il turno e poi vinco la gara con altri due pezzi, battendo i padroni di casa. Che figura di merda.


Una volta invece mi invitano a una festa privata in una villa. Il programma è: dj set, il mio live, performance di un percussionista, dj set. Il pubblico credo non si aspettasse il mio live. All’epoca facevo pezzi come “Piove Merda”, “Soldi Fama Droga e Successo” “Foto Sbiadite” ecc. Insomma, successoni, oltretutto pezzi particolarmente allegri. Vabbe. Mezz’ora prima del live esco a prendere aria, a fumare, a bere una birra. Quando rientro nella sala, verso l’una e mezza, stavano pompando l’ultimo pezzo di Shakira e la sala da ballo era una bolgia. Tutti ballavano, sudati, gasati, felici. Tocca a me. Inizio con Piove Merda. Gelo. Totale. Una ragazza arriva dal fondo della sala, mi si piazza di fronte e mi fa: “Oh! Noi vogliamo ballare!!!”. Tutti mi guardano. Chiedo al dj resident di mandare la base successiva. Faccio freestyle sulla ragazza che mi ha appena “sfidato”. Il locale diventa di nuovo una bolgia. La gente inizia a tirare fuori gli oggetti dalle tasche io faccio freestyle su ogni cosa che mi passano, chiavi di casa, campioncini di profumo, carte d’identità, chiavi, cocktails, vestiti. Di tutto. Ho fatto freestyle ininterrottamente per un’ora e mezza. Circondato dal pubblico. Ho smesso solo quando mi hanno detto BASTA!! :D Credo che sia stata una delle esperienze più belle della mia vita soprattutto a livello umano. E devo ringraziare soprattutto il mio amico Spenky per questo. 

12) Spazio libero, puoi scrivere qui ciò che vuoi. Grazie per l'intervista e a presto!

Credo di aver detto abbastanza! :D
Grazie a voi per lo spazio dedicatomi, è stato un piacere.
Chi fosse interessato può visitare
  • il mio canale YOUTUBE dove potete trovare il mio album Ipocricity, alcuni videoclip, video live, varie ed eventuali. 
  • il mio canale BANDCAMP dove potete trovare il ultimo album Ipocricity Extended, con remix e inediti
  • la mia pagina FACEBOOK dove potete trovare i pezzi vecchi, video dei live, freestyle, inediti. 
Grazie a tutt*
Bakis


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