MALOKARPATAN - KRUPINSKÉ OHNE

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I Malokarpatan (letteralmente "abitanti dei Piccoli Carpazi", catena montuosa slovacca), ci presentano il loro terzo full-lenght "Krupinskè Ohne"(il fuoco di Krupina), mastodontico concept su fatti stregoneschi che accaddero in Slovacchia, dove una congrega di streghe terrorizzò la popolazione e finì sul rogo dell'infame inquisizione.
Cantato in lingua madre, delle traduzioni in inglese ci guidano in questo viaggio oscuro ed occulto di sicuro fascino e particolarità.
Sotto quest'impianto lirico c'è un suono che pesca a piene mani dall'heavy metal classico di Mercyful Fate, Candlemass, Exorcist, Diamon Head e Death SS, ma con il tocco black first wave di Venom, Sabbat (JPN), HellHammer e Mortuary Drape, filtrato in un'ottica da band dell'ex-blocco sovietico come Root, Master's Hammer e Polkogep!
A questi assalti fatti di riff incasellati perfettamente uno dietro l'altro alla maniera della mitica Satan's Fall, si unisco parentesi acustiche e prog degne di Black Widow e High Tide.
Ci troviamo davanti ad un mix primitivo degli elementi più epici ed evocativi della musica del diavolo, con una voce sguaiata e minacciosa che racconta storie inquietanti in lingua madre.
L'album  si compone di 5 tracce per 49 minuti in totale, un bel viaggio pregno di riff e stacchi. L'ennesimo gruppo sotto Invictus Records che si innalza sopra la mediocrità di bands con approcci "folk" con mille ciufoli e stumentini del cazzo, ma pesca a piene mani anche dal passato più interessante della scena metal, riarrangiandolo in una visione locale sicuramente accattivante.
I più vivi complimenti al membro dei Malokarpatan che sfoggia con orgoglio una maglia del mitico Land of Mistery dei Black Hole, gruppo italiano che mai abbastanza è stato celebrato.
Il disco sarà fuori in vinile e cassetta.

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Malokarpatan (literally "inhabitants of the Little Carpathians", a Slovak mountain range), unleash  their third full-length "Krupinskè Ohne" (Krupina's fire), a mastodontic concept about witchcraft related events that happened in Slovakia, where a coven of witches terrorized the population and ended up at the stake of the infamous inquisition.
Sung in their the mother tongue, the lyrics are a dark and occult journey making this record charming and peculiar.
The Lyrics are supported by a sound that take influence  from the classic heavy metal of Mercyful Fate, Candlemass, Exorcist, Diamon Head and Death SS but with a touch of  First wave black metal in the style of Venom, Sabbat (JPN), HellHammer and Mortuary Drape filtered from a former Soviet bloc view in the likes of Root, Master's Hammer and Polkogep!
A perfectly crafted riff assault in the manner of the mythical Satan's Fall! 
There is also room for eerie acoustic breaks and prog sections worth of band like  Black Widow and High Tide, we are in front with of a  primitive mix of the most epic and evocative elements of the devil's music, with a shameless and threatening voice that tells occult tales.
The album consists of 5 tracks for 49 minutes of total running time a nice trip full of riffs and haunting melodies.
Another stunning band under Invictus Records that rises above the mediocrity of bands with "folk" approaches with a thousand  useless weird insturments, but instead a work that picks up also from the most interesting features from the past of the metal scene, rearranging it in a captivating vision.
The warmest congratulations to the member of the Malokarpatan who proudly shows off a shirt of the awesome Land of Mistery of the Black Hole an Italian band that has never been celebrated enough.
the record will be out on vinyl and cassette.

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FEASTEM - GRAVEYARD EARTH

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La Finlandia è una fucina instancabile di musica estrema che ha dato i natali a psicopatici come Impaled Nazarene, Mellaka, Varaus, Terveet Kädet,  Rippikoulu, Pestigore, Demilich... e la lista potrebbe andare avanti all'infinito!
Il caso in esame sono i Feastem, gruppo grind con un piede ben piantato nel punk (girava un fantastica cover dei Mellaka fatta da loro) e un altro in quello del grind più preciso e metalloso dei compatrioti Rotten Sound, e dei mai troppo compianti Nasum.
Approdati al loro quarto disco, più la consueta dose di EPs e split (uno con gli americani Kill the Client e l'altro con gli spagnoli Teething), questo "Graveyard heart" è un lavoro compatto, che si distingue per un  drumming dinamitardo del batterista Patrik Fält (che pare essere stato "campione olimpionico di blast-beat" nel 2012), ma anche per un riffing che pesca ora dal death metal ora dal punk più classico, rendendo questi 20 minuti di randellate molto meno monotoni di quanto il genere suonato potrebbe suggerire.
Registrato e mixatao al Kolotila studio a Lauttasaari di Helsinki, con il risultato di un suono bello compatto, moderno ma non plasticoso.
Tappa obbligata per ogni grind maniac, uscito questo 13 marzo per Lixiviat record in vinile. Grind-on!


Finland is an unstoppable powerhouse of extreme music that has given birth to the following psychopaths such as Impaled Nazarene, Mellaka, Varaus, Terveet Kädet, Rippikoulu, Pestigore, Demilich and the list could go on.
Feastem, of course, comes from the land of Pukko and Saunas, and delivers a solid grind attack with one foot firmly rooted into punk music (they did an awesome cover of Mellaka in one comp) and the other into the metallic side of grindcore, similiar to the countrymens Rotten Sound and the gone but not forgotten Nasum.
After 3 records and the usual dose of EPs and splits (one with the Americans Kill the Client and the other with the Spanish Teething), this "Graveyard heart" is their fourh effort. A real solid work that stands out for the explosive drumming of  Patrik Fält (their facebook page claim that he was the "Olympic blast-beat champion" in the 2012),but let's not understimate the riffage, that is really inspired from death metal and classic punk, making these 20 minutes of relentless beating much less monotonous than what the genre could suggest. Recorded and mixed at the Kolotila studio in Lauttasaari  (Helsinki), with the result of a nice compact and modern but not "fake" sound.
A must for every grind maniac outta-here. Out on March 13 for Lixiviat vinyl record. Grind-on!



LIXIVIAT RECORDS

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RAW INTERVISTA

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Provocazione!
Completini sadomaso!
Gypsy Rob!
Tutto questo e molto altro in un'intervista agli implacabili scumpunx cagliaritani Raw!


1) Citiamo dalla Bibbia :”Non affannatevi a cercare la morte con gli errori della vostra vita, non attiratevi la rovina con le opere delle vostre mani” (Sapienza 1:12). Raw sembrano fare tutto il contrario di questo insegnamento biblico, e sembrano accogliere a braccia aperte la rovina e coltivarla alacremente.Vogliamo ripercorre, per chi non vi conosce, le principali tappe della vostra rovinosa storia.

[K] “Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui ecc. ecc. “ (Apocalisse 3:20), questo passo ricorda un po’ Salvini che citofona no? Comunque si, quando decisi di formare i Raw lo feci con lo spirito con cui si ruba una macchina per farla correre, derapare e saltare con la consapevolezza che alla fine rimarrà di essa solo un ammasso fumante di lamiera. Non mi interessa (non più, da tempo) creare qualcosa per vederla crescere e affermarsi in qualche contesto, avere un seguito, essere apprezzato, lo spirito con cui decidemmo di metter su la band era quello di arrivare al baratro, alla rovina della tua citazione, il più rumorosamente possibile. Abbiamo iniziato questo “progetto” verso la fine del 2009, da lì ad oggi io sono l’unico superstite, negli anni praticamente tutti e tutte son saltati o dovuti saltare giù, chi per droga, carcere, casini personali o semplicemente per optare per percorsi di vita e creativi immatricolati e con la revisione aposto. Ho da poco provato a fare un diagramma con tutte le persone che son salite a bordo e saltate giù ma ho davvero perso il conto. Anche io in effetti (così come da accertate previsioni cliniche) sarei dovuto crepare già due volte, almeno, in qualche modo posso aver deluso le aspettative. La formazione attuale siamo io, Silvia, Elvio, Stefano, Dani e Gipsy Rob che suona sia live che in sala al posto dell’uno o dell’altra qualche pezzo quando non gli vengono inverosimili scuse per paccare all’ultimo. (Adoro questa formazione potrei quasi sperare di durare un altro anno o due.


2) I vostri live sono altamente nocivi per il vostro cantante a cui è stato fatto di tutto: fustigato, preso al guinzaglio, “piercato” dal vivo, subìto prese da wrestling, e anche spruzzato di panna spray. Intuiamo che il vostro rapporto con i live sia abbastanza viscerale. Da dove nasce questa “pulsione di morte”? Qual è il commento più shockato che avete mai ricevuto? Da queste parti, una persona non del giro punk che vi ha visti live ci ha chiesto: “Perché si vogliono così male?”. Rispondete se volete!

[K] Premetto che ho di mio forti tendenze masochiste e un’innata attrazione verso il dolore e l’autodistruzione, se poi ci metti anche un’abbondante dose di esibizionismo, travestitismo e tanti altri “ismo” in pratica, volenti o nolenti, voi che state davanti ai live, state tutt* facendo sesso con me. Di commenti, più che altro riferiti, ne ho sentiti di tutti i colori rivolti sia alla band che a me. In
qualche cittadina i nostri live sono diventati acceso argomento di discussione in consiglio comunale con tanto di diapositive “cose non degne di una comunità civile” ecc.; ma questo non mi stupisce quanto la volta che la parrocchia di … non ricordo esattamente, Donori mi pare, aveva mandato un messaggio alla pagina facebook del gruppo per chiedere la nostra partecipazione alla manifestazione musicale della festa della Madonna Santa Vergine di non mi ricordo cosa… Non ho mai capito se fosse ingenuità legata all’aver visto qualche foto in cui indossavo abiti cerimoniali o una trappola inquisitrice con tanto di pira nella pubblica piazza.


3) L'ultima vostra fatica è uno split LP con Spike Polite (Regan Youth), Strange Fruit e Bosozoku (il più grande gruppo della storia e simbolo della sinergia tra Kambo e Roberto). Come avete deciso con chi condividere il disco e, soprattutto, come siete vi siete messi in contatto con le suddette bands?

[K] Con Spike ci abbiamo suonato assieme ad un queer fest nel nord Italia; lo trovo uno spirito affine per molti versi anche se lui ha avuto la fortuna (o condanna) di aprire diversi show, specie ultimo periodo, di Mr Jesus Christ Allin e attualmente canta nei Reagan Youth che sono uno dei miei gruppi preferiti (avrete intuito dal “New Order? No Order! Disorder” tatuato sul petto). Gli Strange Fruit sono la band di Ruggero della Professional Punkers di Milano, organizzatore del suddetto show e incrociato in tante occasioni sia sul palco che come promoter e con il quale, anche in questo caso,  mi son sempre trovato molto in linea, anche se mi inquieta il fatto che non lasci mai trasparire alcuna
emozione o sentimento neanche in situazioni estreme. I Bosozoku sono un side project in cui mi ero trovato coinvolto e a cui ho diedi il mio contributo improntandolo sulla nipponfilia (bōsōzoku appunto). È un gruppo che non è mai esistito formalmente, compare ogni tanto come l’herpes e da un fastidio atroce.


4) I vostri testi hanno il consueto spirito di protesta che ogni gruppo punk dovrebbe avere, unito ad un'ironia malsana che non può non strappare un sorriso. Titoli come “Nazi trans fuck off” o “In god we trust, for kids we lust” sono dissacranti al punto giusto. Quali sono i temi che preferite toccare? In
che misura un vostro testo deve essere serio e quanto deve essere dissacrante?

[K] Viviamo in un mondo dove tutto è orribilmente sbagliato, grottesco, idiota e malsano; continuiamo a ripetere acriticamente a noi stessi, come un mantra, che tutto ciò è normale e necessario; le torture e stermini di altre specie, le devastazioni, le imposizioni morali, le catene, i confini, la prevaricazione, i preconcetti, Dio. Basta avere un minimo di sensibilità perché sia chiaro
che ciò non è affatto normale né tantomeno accettabile. L’ironia è quel filtro che ti consente di convivere, in prima persona o come osservatore, con realtà estremamente ostili; un po’ come succede nella filmografia gore splatter. I testi che scrivo non fanno altro che rispecchiare questa tecnica di sopravvivenza in questo inferno chiamato esistenza.


5) Nel vostro ultimo lavoro spunta fuori una canzone dedicata a Judge Death, storica nemesi di quel fascistone di Dredd! I fumetti sembrano dunque essere una vostra fonte di ispirazione. Quali sono i vostri preferiti? Quali altri media extra-musicali vi influenzano?

[K] Adoro la figura di Death! Incarna l’estremizzazione del giustizialismo a tal punto da ritenere che l’esser vivi è di per se un crimine a cui debba esser applicata la pena capitale. Si, penso che i fumetti (un certo tipo di fumetti), di cui sono assiduo lettore sin dalla giovane età e dei cui personaggi ho marchiato il 90% del corpo, siano una forma narrativa sottovalutata e, nell’opinione corrente,
associata a sterili nerdismi adolescenziali, mentre, in realtà, è capace di affrontare tematiche sociali con critico acume più di qualsiasi altra, basti pensare alle opere di Alan Moore, per dirne uno. Nei pezzi ci sono spesso richiami più o meno espliciti a particolari fumetti, ma anche a film, canzoni e addirittura videogames; questa tendenza sarà portata all’estremo nei pezzi che stiamo al momento registrando per il nuovo disco di cui, magari, vi dirò dopo


6) Fateci un elenco di 5 o più album (con una breve descrizione per ognuno) che sono stati fondamentali per il suono dei RAW.

[K] uhmm vediamo, parlo per me
  1.  Adolescents (omonimo), un connubio perfetto tra nichilismo dei testi, poesia, hardcore e sonorità surf, l’album la cui immediatezza, spontaneità e genialità costituiscono per me lo zenit della creatività punkhardcore e punto di riferimento da sempre
  2. D.R.I. – Dealing with it! lo ascoltai appena uscito e per me (ma presumo per il punkhc in generale) fu rivoluzionario, canzoni brevissime tirate a mille ma suonate con gusto, il cantato che inizia nello stesso istante in cui parte la canzone; credo abbiano inevitabilmente influenzato tutto ciò che è venuto dopo, noi in particolare.
  3. S.O.D. Speak English or Die: credo l’inclusione di questo album sia d’obbligo visto che penso che esso sia inevitabilmente il perfetto connubio tra thrash e punk hc e considerato che nei Raw han sempre militato thrashers incalliti e incallite (Sorre, Cioppa, Sayba e attualmente Elvio e Ste che sono i thrashers più thrashers che abbia mai conosciuto).
  4. Plasmatics -New Hope for the Wretched: venero W.O.W. come una dea, è inevitabile che l’Opera omnia dei Plasmatics sia fonte d’ispirazione, così come lei lo è per me anche per l’aspetto scenico e il modo di rapportarsi col pubblico.
  5. lo butto così senza pensarci Iron Maiden - Iron Maiden \00/_



7) Una vostra introduzione diceva che la chiesa ha inventato il BDSM e che Dio è uno stalker. I pochi abiti che Kambo indossa sul palco rimandano a un ruolo ecclesiastico (non di meno è stato insignito del titolo di “Vescovo dal fallo nero”). Nello split coi Mucopus ci sono poi riferimenti all'Eden. Vogliamo approfondire il ruolo che hanno la chiesa, la fede e le tematiche religiose per i R.AW.

[K] ahaha si, il titolo che citi infatti era relativo alla querela del consigliere prima citata. La Chiesa o meglio la religione cattolica e in generale tutte le religioni monoteiste sono la chiave di volta di tutta l’architettura del sistema di celle, mentali e fisiche, nei quali siamo costretti a vivere. Liberiamoci di
Dio e le mura portanti verranno giù. C’è chi dice che sia da condannare l’uomo per la sua applicazione erronea  del cristianesimo, qualcuno si spinge a condannare la Chiesa salvando comunque la purezza del dogma cristiano;
io sono convinto debba essere fatto a pezzi, invece, proprio tutto l’apparato di stronzate che ci propinano  come religione. A Morte Dio, a Morte Gesù, a testa in giù come è giusto che stiano tutti i tiranni!


8) Normalmente nella scena HC si tende a stendere uno sguardo un filo acritico sulla scena stessa. Qui,al contrario, vi vogliamo chiedere quali sono gli aspetti che odiate di più e che vorreste vedere finire di questo beneamato giro punk.

[K] io trovo che quello che non va sia cercare troppo ciò che non va. Chi vende ricette, prontuari, kit o teoremi su come deve o dovrebbe essere la fantomatica scena punk e HC sta vendendo pomate alla glicerina come pozioni per allungare il pene. Cerchiamo piuttosto di essere noi stessi, il più possibile liberi da ogni condizionamento morale e tabù. Unica regola? Fuori dal cazzo fasci, macho sessisti,omofobi, intolleranti e moralisti che di tale libertà sono l’antitesi.


9) Tutti hanno dei side projects, e questo è il momento di pubblicizzarli senza alcuna pietà! Idem per tutti i gruppi amici sardi/italiani e via dicendo che volete lodare.

[K] Al momento gli unici side projects attivi dei membri dei Raw (che poi non li definirei “side” perché i rispettivi membri sono confluiti nei Ra successivamente all’esistenza delle rispettive bands) sono gli Abductions, autentico thrash alla Nuclear Assault di cui sono incondizionato fan sin dalla prima volta che li sentii e dei quali è in uscita a brevissimo il loro disco in LP e gli Haywire Desire band garage punk in cui suona Daniele, ex Scarecrew che han modificato il nome dopo l’ingresso alla voce della cantante Yaprak e i Moo-Rays, anch’essi garage punk e fondati da Gipsy. Per quanto riguarda i gruppi sardi/italiani di amici e amiche da lodare, aiuto, ce ne sono una marea, al di là delle ipocrisie, mi limito a dire che l’aspetto migliore del suonare è il fatto che a volte si stringano rapporti viscerali con altre persone che ritengo la mia morlock-famiglia, al di là del sottogenere musicale che si suoni, dei gusti personali e dei confini geografici di merda. La maggior parte dei gruppi, poi, sanno promuoversi egregiamente da soli senza bisogno che li pubblicizziamo noi, anzi, un nome lo voglio fare perché mi fa rabbia il fatto che siano una delle migliori band punk mai nate in Sardegna ma siccome son dei disagiati misantropi non son conosciuti come meriterebbero: i Four Units di Porto Torres, se siete amanti del genere seguiteli e non ve ne pentirete


9) Un vostro pezzo si intitola "Is Mirrionis is better than Brooklyn" e, a questo proposito, Kambo ci ha raccontato scene da guerriglia urbana: metal-heads contro gaggi, con sfondo proprio di Is Mirrionis. Ci vuoi parlare di questo quartiere e di questo episodio?

[K] Erano i primissimi ’80, dopo varie peregrinazioni in vari paeselli dove trovavano lavoro i miei decisero di trasferirsi a cagliari nei palazzoni di via is mirrionis
all’angolo con via cornalias, dove albergava la famigerata banda di is mirrionis che in quegli anni mieteva vittime e omocidi a cagliari e interland; il giorno in cui ci trasferimmo lo ricordo sempre come un sogno,arrivammo in macchina la sera tardi e c’era, sotto casa, una rissa paurosa, roba che vedi solo nei film di genere, una delle due fazioni aveva giubotti in pelle nera borchiati, bracciali e capelli lunghetti o con orribili mullet, c’erano spranghe, catene, attacchi, incorse. I miei di fronte a quello scenario, fermi in macchina si davano la colpa a vicenda “ma dove cristo siamo finiti?!!!” “maledetta teppaglia” ecc. Io non avevo idea di cosa fosse il metal né tantomeno il punk, sapevo solo che ovunque andassimo mi sentivo in perenne disagio ed escluso dalle dinamiche dei coetanei, quella volta, invece, ebbi come un’illuminazione; chiunque fossero, qualunque cosa fossero quelle semidivinità, DOVEVO esserne parte. Diciamo che tutto quello che sono è stato in qualche modo ispirato da quell’episodio 🙂 Ho un attaccamento romantico per quel quartiere, anche se oggi è quasi tutto cambiato e pochi e poche dei miei amici e amiche di allora ci vivono ancora.


10) Spazio libero.

[K] Approfitto per annunciare che stiamo attualmente registrando il nuovo album che dovrebbe uscire quindi prima dell’estate, sono 12 nuovi pezzi scritti nella nuovissima formazione con l’ingresso di Silvia alla Chitarra più una cover dei giapponesi the Stalin; dico con un briciolo d’orgoglio che i pezzi, buttati giù e strutturati in brevissimo tempo con il malsano apporto di tutti e tutte tra birre risate e insulti, sono quelli che più mi piacciono tra quelli scritti sinora. Stay tuned. Grazie per l’intervista bellezze, a presto :-*



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BOBSON DUGNUTT - BE THE CHANGE (OR WHATEVER)

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Bobson Dugnut è un giocatore di baseball maledetto che non è riuscito a realizzarsi nella vita, e quindi gli rode il culo. Visto che dà il nome a questa band il suono, giustamente, è da rosura di culo immediata. Divisi tra la Germania e l'Emilia Romagna, questi 5 hc kids suonano un hardcore tirato ma con venature sludge quando il tempo cala, debitore tanto a Black Flag e Trash Tal, quanto agli Eyehategod. Come Struttura l'Ep è compatto: sei  brani per un quarto d'ora, la durata giusta per darci un assaggio del loro mondo senza stancare.
Il pezzo che ci è garbato di più è  "Warvey Heinstein" che con la frase: ''Though you claimed you said no, the only thing I heard was yes '', dice la sua su un tema importante ricadere in moralismi o retorica, ma mostrando il mostro per quello che è. Siamo abbastanza sicuri, per quanto il disco spacchi, che la dimensione corretta dei nostri sia sicuramente dal vivo, quindi cercate il palco più vicino e spaccatelo insieme a loro.
Ma poi, cosa vuoi dire a gruppo che come video ufficiale usa clip del mitico Korkusuz (remake turco di Rambo)?


Bobson Dugnut is a cursed baseball player who has not succeeded in his goals, and therefore is pissed and determined to ruin your life, with such a monicker the band sound obviously pissed as fuck. Divided between Germany and Emilia Romagna, these 5 hc kids, play a tight hardcore with hints of sludge when things get slowed down, sounding similiar to Black Flag and Trash Talk, as well as Eyehategod.
This short Ep is a short but sweet six songs value pack for 15 minutes of punk fun, the right timing to give the listener a taste of their world without boring him\her to death.
We really loved the song named  "Warvey Heinstein" that sentencing: '' Though you claimed you said no, the only thing I heard was yes'',  says something meaningfull without falling into moralisms or rhetoric, but showing the monster for what it is.
We are pretty sure, as far as the EP is a blast, that the correct way to enjoy 'em is surely to see them live, so look for the closest stage and mosht it hard all night long.
A band that use an official videoclip of the legendary Korkusuz (theTurkish Rambo remake) is a band that needs all your love.

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THULSA DOOM INTERVISTA

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I Thulsa Doom vengono da Roma e suonano un connubio di epicità e oscurità sottoforma di death metal di scuola Bolt Thrower e Asphyx!
Nail e Phantomlord si aprono ai nostri microfoni.


1) Ciao! Parlateci un po' delle origini della band. Siete attivi da relativamente poco, ma sappiamo che avete avuto già esperienze in campo musicale. Come siete finiti dentro questo progetto?

[Nail] I Thulsa Doom sono in effetti un progetto recente (nati nel 2018) anche se l’idea e le radici del gruppo risalgono a qualche anno prima. In quel periodo io, Filippo “Phantomlord” e Lorenzo “B.G. Triumph”, dopo esserci congedati ognuno dal relativo progetto in altra band (rispettivamente io Vultures Vengeance e prima Necromancer, Filippo Lurking Terror.Lorenzo Demonomancy) decidemmo di unire le forze e dar voce a materiale che avevamo già pronto. Da quel materiale, in poco tempo nacque Realms of Hatred. A seguire si è unito
alla formazione come bassista Antonio Cutthroat che molti hanno sicuramente già apprezzato come mastermind nel suo progetto “Demon Bell” e come bassista nei Demonomancy.



2) Il vostro death ci ha ricordato non poco i Bolt Thrower, i Sadistic Intent e i Sathanas, filtrati in un’ottica epica e oscura. Cosa vi ha spinto ad adottare questo stile così particolare e poco battuto?

[Nail] Hai colto abbastanza bene le nostre influenze. Diciamo che secondo me, guardando indietro al nostro background musicale, i Thulsa Doom sono un risultato abbastanza“naturale”. Per quanto non ami le etichette e le definizioni, nella maggioranza dei progetti a cui abbiamo preso parte abbiamo sempre pagato un forte tributo ai gruppi death/thrash 80’s/90’s. Per quanto riguarda l’attitudine epico-oscura invece, quello per me è un “condimento” alla musica che, a mio gusto personale, da un valore aggiunto ed una particolare chiave di lettura all’ascoltatore e si incastra molto bene con l’esaltazione e la violenza che può trasmettere una musica estrema quale il death metal è.

[Phantomlord] Come ha detto Nail è stato semplicemente un processo naturale, suoniamo e ci rifacciamo ai gruppi thrash e death che amiamo e ascoltiamo da sempre. Per quanto mi riguarda questo è un processo basilare, ci piacciono quelle band che sanno suonare il riff e non come spesso accade oggi dove si punta a fare dell’inutile “”death metal”” atmosferico o cavernoso con 0 riffs.



3) Da queste parti R .E. Howard è molto apprezzato, così come la sua creatura chiamata Thulsa Doom. Se avete scelto questo nome sicuramente l'heroic fantasy, sword and sorcery non sono termini nuovi per voi. Quali sono i vostri racconti/scrittori preferiti in questo campo(valgono anche film e fumetti)?

[Nail] Ovviamente Tolkien (Silmarillion, Lotr), Moorcock, Poe, Lovecraft.

[Phantomlord] Sono e siamo cresciuti con LOTR, il Silmarillon e le opere di Lovecraft.Personalmente adoro il ciclo di Elric di Moorcock e sono sempre stato appassionato di letteratura di fantascienza, dall’epoca d’oro degli anni 50 (Heinlein, Asimov o Clarke per citare i più famosi) al periodo New Age.


4) Realms of Hatred è fuori per Invictus Records nei sacri formati di cassetta e vinile. Siete contenti del risultato ottenuto? Ci raccontate un po’ di retroscena su questo EP d'esordio? Side question: siamo molto interessati ai due intro stumentali che ben delineano l'atmosfera.Come nascono?

[Nail] Sono abbastanza soddisfatto del risultato ottenuto con Realms of Hatred. Con il senno di poi riesco sempre a trovare qualche virgola fuori in ogni cosa che faccio, ma sono abbastanza convinto che questo faccia parte della mia indole “maniacale”.Le quattro canzoni di Realms of Hatred nascono dall’unione dei pezzi scritti da me e Filippo precedentemente alla formazione del gruppo e rielaborati in sala prove (At the gates of Nineveh risale addirittura al 2015). Sostanzialmente ci siamo trovati in sede di rehersals a provare delle canzoni già abbastanza consolidate, perfezionandole a livello di riff ed agganciando delle lyrics in modo da risultare coerenti con l’immagine che volevamo dare al
gruppo.Per quanto riguarda i due strumentali, la traccia “Realms of Hatred” è un tema di 1 minuto e mezzo con archi altisonanti ed effetti sinsitri. Il pezzo ha avuto origine da un’idea del nostro batterista Lorenzo B.G. Triumph. Ricordo che un giorno porto in sala prove una sua tastierina Bontempi giocattolo a due ottave, e durante una pausa ci fece ascoltare le 4 note malefiche che aveva in testa (fu una scena abbastanza comica a dire il vero) e da cui sono partito per creare lo strumentale. Devo ammettere che mi sono divertito molto ad aggiungere armonie di archi e effetti malefici sotto. Il risultato finale mi ricorda atmosfere alla Celtic Frost ed è perfetto per aprire i nostri live

Misfortune Glance è invece un breve arpeggio neo-classico che funge da preludio al pezzo finale del disco “Thulsa Doom”. Seppur breve, quest’intro cerca di giocare un po’ sull’effetto sorpresa in quanto, probabilmente, non è un qualcosa ti aspetteresti in un disco death metal



5) Sappiamo bene che anche l'occhio vuole la sua parte, soprattutto quando si parla di metal old-school, quindi parliamo un po’ dell'artwork e del logo, sicuramente evocativi e d'impatto. Chi li ha realizzati? Quanto conta per voi il lato grafico della band?

[Nail] L’artwork è stato realizzato dal nostro amico ì Samuele Gore a partire da una mia bozza realizzata al computer. Il disegno rappresenta un cavaliere oscuro immerso in un immaginario sinistro medievale, ricco di riferimenti (un esempio sono le rovine sullo sfondo, bassate sulle rovine realmente presenti a Roma in zona Appia-Pignatelli, un riferimento alla nostra città). Il personaggio è anche un tributo ai disegni di Bakshi ed ai suoi Nazgul, che ovviamente tutti noi amiamo.
Curiamo molto la parte grafica, non solo per l’artwork, ma tutto ciò che concerne ad esempio flyer o immagini dei post che pubblichiamo. Ritengo che sia un aspetto importante se si cerca di creare un’aura particolare attorno al gruppo. È importante rappresentare con immagini efficaci e coerenti ciò che tratti in musica. 



 6) Vorremo sapere 5 (o più) dischi fondamentali per il suono dei Thulsa Doom, con per ognuno una breve descrizione.

[Nail] Non in particolare ordine:


  • Dark Angel - Darkness Descend (tra i migliori esempi di commistione death/thrash di fine 80s’);
  • Infernal Majesty – None Shall Defy (disco perfezione per riffing e grande fonte di ispirazione personale);
  • Deicide – Deicide (tra i dischi più violenti mai ascoltati); 
  • Morbid Angel – Blessed are the sick (assieme ad Altar of Madness tra le massime espressioni che il metal abbia mai prodotto in termini di riff e songwriting);
  • Bolt Thrower – In battle there’s no law (perfetto accostamento tra death metal a tematiche fantasy);
[Phantomlord] 

  • Morbid Angel – Altars e Blessed perché sono i due più grandi capolavori del genere, fonte inesauribile d’ispirazione. 
  • Slayer – Hell Awaits e Reign in blood, semplicemente l’origine del male. Inutile stare a citare altri dischi o gruppi (xUAx: Phantom Lord se passi in Sardegna hai diritto a un disco dalla nostra distro,Slayer Uber Alles)

7) Parliamo di concerti. Sappiamo che siete previsti per il “Live Evil” del 2020 con bands quali Eternal Champion ed Hellish Crossfire. Come vi sentite a proposito? Come sono i live dei Thulsa Doom e quali sono state le migliori e le peggiori date finora? 

[Nail] Il Live Evil è stato davvero un’esperienza particolare. Abbiamo suonato in una giornata del festival in cui, ad eccezione forse degli Hellish Crossfire, non erano presenti gruppi di metal “estremo”, quindi la situazione era un po’ particolare. La risposta del pubblico è stata ad ogni modo è stata molto positiva e ci siamo divertiti.

[Phantomlord] Probabilmente due delle date migliori sono state a Strasburgo e Parigi


8) Parlando sempre di estetica, come vi presentate ad uno show? Pensate che una band death metal debba avere un impatto visivo o non vi interessa?

[Phantomlord] L’impatto visivo è sicuramente importante, ma non per questo tocca puntare tutto su borchie e face painting. Uno degli obiettivi di ogni band death metal deve essere sconvolgere il pubblico ed esaurirlo proprio a livello fisico.


9) Quali sono le vostre prossime mosse in ambito discografico?

[Nail] L’obiettivo è un full-length e vorremmo completarlo entro il 2020.

[Phantomlord] Stiamo lavorando ai pezzi nuovi per un uscita entro fine anno

10) Spazio libero per voi. Grazie mille e alla prossima!

[Nail] Grazie per lo spazio concessoci ragazzi, alla prossima!




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