FLAMEKEEPER - WE WHO LIGHT THE FIRE


Flamekeeper è il nome dietro il quale si cela Marco S. (Demonomancy, Devil's Mark Studio) e con il quale suona questo particolarissimo mix tra epic, black e heavy metal, che in parte si distacca dagli echi estremi della sua band di origine.

Il progetto nasce durante lo spostamento di Marco dall'Italia verso Stoccolma che, da bravo nomade e musicista, ha scritto la colonna sonora del suo personale esodo, sia liricamente (titoli come Nomads of The Underworld sono estremamente eloquenti), sia dal punto di vista del suono.

Ci sono diverse influenze black metal (anche qualche sano blast beat) che rimandano alla scena mediterranea, così come certi inserti melodici prettamente heavy, conditi da una voce poderosa e tuonante, che si lancia in ritornelli antemici, e talvolta melodici che ricordano le clean vocals di un certo Quorthon, fondendo epicità e sentimento dei quali questo EP è pregno.

I riferimenti sono molteplici: i Bathoryy di Blood Fire and Death, i Manilla Road di Voyager, i Venom di At War With Satan, e non ultimi ,i sottovalutatissimi Necromantia, che vengono tributati con una splendida cover del classico Ancient Pride, rielaborata in un epico pezzo heavy da cantare a pugno in aria sotto il palco.

Flamekeeper è un progetto che propone un modo di fare heavy ben radicato nell'old school, ma riformulato nelle sue intenzioni e suggestioni, sia con un suono ricco di sfaccettature, che nelle tematiche.

Troppi gruppi ci ripropongono un immaginario precotto di divinità nordiche che non gli appartengo. Qui, ancora una volta, la personalità vince.
Un plauso a Marco, che ha suonato qualunque strumento su questa registrazione e ne ha curato i suoni. Speriamo di sentire presto un full-lenght, e magari di poterlo vedere dal vivo con una line-up completa, perché a noi due questo disco è piaciuto davvero tanto!

Fuori in cd e vinile per la Invictus Records, etichetta di spessore, che tra i Thulsa Doom, i Demonomancy e questa release, sta dando più attenzione all'underground italiano di molte etichette nostrane.


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Flamekeeper is the name behind which Marco S. (Demonomancy, Devil's Mark Studio) is hidden and in which he plays this very personal mix of epic, black and heavy metal, which is partly detached from the extreme sound of his original band.

The project was born during the relocation process of Marco from Italy to Stockholm, and as a good nomad and musician, he wrote the soundtrack of his personal exodus, both lyrically (titles like Nomads of The Underworld are extremely eloquent), and  soundwise.

There are several black metal influences (even some good ol' blast beats), that refer to the Mediterranean scene as well as certain melodic inserts that are typically heavy, a soundscape shaken by a powerful and thunderous voice that delivers into anthemic and sometimes melodic refrains that remembers the clean vocals of a late Quorthon, a soulfull and epic vocal perfomance that sets aside techinique in favor of feeling.

There are many references from Bathory's Blood Fire and Death, Manilla Road's Voyager, Venom's at War with Satan and, last but not least, the greek cult band Necromantia, that are honored with an outstanding cover of the classic Ancient Pride, which is reworked in an epic piece of  heavy metal to singalong with your fist to the air.

Flamekeeper is a project that proposes a way of doing heavy metal well rooted in the old school, but reformulating his intentions and suggestions, both with a richly faceted sound and with fresh thematic suggestions.

Too many bands propose a precooked mix of nordic divinities that don't belong to them, here again a band with personality wins.
A praise to Marco, who has played all the instruments on this recording and has taken care of the sounds.
We hope to hear a full-length soon and maybe to be able to see it live with a complete line-up, because we like very much this release.

Out on cd and vinyl for the Invictus Records, thick label that, with Thulsa Doom and Demonomancy, is giving more attention to the Italian underground of many italic labels.





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SIEGE STOMPERS - TEMPLE OF ICE

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Straight outta Bolo, arrivano i Siege Stompers, alfieri dell'hc old-school di stampo americano.
Un artwork che farebbe presagire un sound alla Bolt-Thrower, invece siamo su dei territori molto 80s, con un suono che pesca a piene mani da DYS, Slapshot, Side By Side e Gorilla Biscuits.
In 13 minuti fanno quello che deve fare un gruppo hardcore: picchiare duro e veloce, inserendo sporadiche parti moshabili, di modo che il loro pubblico medio (gente rasata con bomber e bretelle o tipacci tatuati con canotta e scarpe da ginnastica) si possa dare delle sonore botte sotto al palco. Ottima prova per gli emiliani, che dopo la demo di rito e lo split con  gli Hittin' Random, mette a segno un altro colpo ben riuscito, merito anche dei suoni a cura di Fabio Banfio, che ben ricalcano le produzioni crude del decennio che più ha infiammato l'hardcore, senza però rinunciare ad una buona pulizia del suono. Complice nell'atto criminale ritorna l'ottima Tigre Records (quelli della tape dei Clear Cut), che stampa in cassetta questo gioiellino. L'artwork che tanto ha colpito la nostra attenzione è stato disegnato da Luca Zironi (Rough Touch, Game Over) e la altrettanto ganza grafica delle loro T-Shirt è stata fatta da Paolo Colletta.

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Straight outta Bologna, comes Siege Stompers, worshippers of the old-school USHC, drops this new release with an artwork that made us think of a Bolt-Thrower-like sound but, instead, we've got in some very 80s-driven territory, with a sound in the likes of DYS, Slapshot, Side By Side and Gorilla Biscuits.
In 13 minutes they do what an hardcore band must do: strike hard and fast and inserting sporadic moshable parts, so that their average audience (shaved droogs with boots and braces or tattooed guys with tank tops and sneakers) a reason to fuck up each other in the pit.
An excellent performance for the boys from Bolo who, after the usual demo and the split with Hittin 'Random, they scored another successful shot, also due to the sounds editing by Fabio Banfio, that follow the raw productions of the golden decade of the hardcore, without giving up a good clean and tight sound. Once again Tigre Records is a patner in crime (those of the Clear Cut tape) that releases this gem on tape. The stunning artwork is designed by Luca Zironi (Rough Touch, Game Over) while the tees are designed by Paolo Colletta.

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CRISIS BENOIT - NIGHT OF THE LIVING DEATHMATCH

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Il ritono dei luchadores bolognesi, questa volta un sarebbe un "turn-heel", ovvero quando un wrestler da Face (buono) passa a Heel (antagonista). Non che i Crisis Benoit prima fossero buoni o dediti al posicore, ma la svolta a questo punto è davvero oscura: il grind-core di questa duo si è tinto di malsano War-Metal e di intuizioni derivanti da cult act come i Sarcofago, e sembra trovare la propria direzione.
Dopo due demo, un trionfale tour messicano e qualche Entrance-Theme a federazioni underground e aqualche lottatore (immaginiamo la loro contentezza), questo lavoro si configura come il loro album d'esordio, ed è sicuramente il più completo e devoto alle loro passioni: il Wrestling - come citato prima - e l'horror di spessore, come si evince dal titolo e dalla copertina e sopratutto dall'intro che riprende il tema di Zombie 2 del compianto maestro Fulci.
Dopo la violenza più brutale, dove i consueti "caveman riffs" si fondono con ritmiche punk - a volte blast bleast brutali,  a volte rallentamenti - c'è anche lo spazio per 2 cover che vengono macellate in stile cage-match, Last Caress e Breaking the Law (stavolta Breaking the Bones), che non sono nuove all'essere state grindizzate, ma questa volta, inaspettatamente, sono molto più aderenti agli originali di quanto si immaginerebbe.
Che dire? Ancora un volta vince la commistione di genere contro il preconfezionato, e stra-vincono le passioni particolari contro quelle mainstream, sintomo che a volte anche una tematica può rompere la monotonia degli schemi che l'undergound non dovrebbe imporsi.
Un plauso va anche al video della title track "Night of the living deathmatches", praticamente un cortometraggio che è un tributo d'amore infinito a Bava e Fulci, e che si assesta su dei livelli di qualità veramente difficili da raggiungere per video underground.
Fuori in cassetta per la Slaughterhouse Records che, insieme al Toxic Basement, si riconferma sigillo di garanzia.
FFO: Blasphemy, Beherit, Spazz, Napalm Death, Insect Warfare and BrucexCampbell.

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The Hellish Luchadores are back from the dead!
This time is a "Turn-Heel", even if those fuckers where not "Face" for sure, but the descent into the ECW wrestling is complete!
The grindcore noise is corrupted by the evil force of war metal, spawnig a relentless blast machine ready to rule the apron ring!
After the intro, the theme of the cult movie "Zombie Flesh Eaters" by the master Fulci, your ear will be assaulted by an avalanche of caveman riffs and blastbeats that are filtered through a punk point of view, and brought to you in the most abominable way.
There's room for two abominable covers: "Last Caress" and "Breaking the Law" (Breaking the Bones). It's not the first time we hear a grind treatment on this two classics, but this time the result is not too far from the original structure!
A very well crafted debut record that, once again, show that ideas and peculiar passions wins against conformity and pre-constituted schemes.
Another insane act by Crisis Benoit is the video of the title track, which is de facto a short 8 mins movie, an heartfelt tribute to Bava and Fulci that is really high on quality! ùOnce again Slaughterhouse recs and Toxic Basement strike hard and evil with a limited run of tapes.
FFO: Blasphemy, Beherit, Spazz, Napalm Death, Insect Warfare and BrucexCampbell.








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THECODONTION - INTERVISTA

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1) Da brave mastodontiche bestie preistoriche quali siete, vi state facendo largo nell’underground war/black metal. Siete probabilmente oscuri ai punkettoni che leggono questo blog, quindi leviamoci il dente con la domanda di introduzione: presentatevi!

 Ciao! Sì, è corretto, siamo una band probabilmente più vicina all'ambiente metal estremo che a quello punk. Però è anche vero che nelle nostre prime due uscite gli elementi grindcore non mancano, anzi qualcuno ci considera praticamente una band grindcore. Detto questo, noi siamo i Thecodontion, ci siamo formati nel 2016 e finora abbiamo pubblicato una demo e un EP. Suoniamo con due bassi distorti e senza chitarre, in più ci caratterizziamo per i nostri testi sulla preistoria.


2) Tornando sempre in ambito punk, il vostro suono - secondo noi - oltre le consuete influenze black e death (ci vengono in mente acts come i Neoandertals e i BogBody) ha varie attinenze con il crust e grind. Questi due sottogeneri del punk spesso hanno fatto uso del doppio basso senza chitarre come Godstomper, Nulla Osta, Suppression e primi Agents of Satan. Vi piacciono questi generi? Li seguite?

 Ti risponderò onestamente, non sono mai stato finora un grande cultore del punk. Però sono a conoscenza del fatto che nel punk più estremo questo approccio che prevede due bassi è più frequente rispetto al metal. Questa nostra scelta è stata dettata sia da un mio desiderio di fare metal estremo senza chitarre, sia perché volevamo proseguire la nostra collaborazione senza coinvolgere troppi session esterni al progetto. Inoltre penso che i due bassi conferiscano un suono più crudo e ancestrale che ben si confà alla nostra immagine.


3) Per il vostro sound avete un approccio da distorsione a volume 10 o prediligete un settaggio più assennato e calcolato?

Finora abbiamo sempre suonato molto distorti, ma ci stiamo lavorando e credo che cambieremo qualcosa nel settaggio. Questo è dovuto al fatto che abbiamo anche un po' mutato il songwriting e le canzoni saranno meno "straightforward" e un po' più complesse. Ciò implica che la linea di basso ritmica dovrebbe avere un rilievo diverso per far sì che le "melodie" possano essere meglio recepite dal pubblico. Diciamo che nulla è lasciato al caso e stiamo lavorando per migliorare anche sotto questo profilo.

4) Guardando l’indispensabile metal archive, vi si vede impegnati in molti side-projects, tutti dalle tematiche al quanto peculiari. Volete farci una panoramica dei vostri progetti attuali e passati con un approfondimento sulle tematiche trattate?

Sì, abbiamo diversi progetti in comune, la nostra collaborazione musicale è piuttosto fruttifera e, come dicevi, uno dei nostri interessi è cercare di portare in generi estremi delle tematiche peculiari e poco trattate che però possono risultare perfettamente aderenti al genere. Ad esempio, Framheim è black metal atmosferico sui viaggi ai Poli; Batrakos è un black/noise/industrial con molti riferimenti alle avanguardie artistiche del '900; Perpetuum Mobile è black/grindcore con un concept di carattere alchemico-mistico. C'è poi Veia che è stato il mio primo vero progetto musicale, attualmente lasciato un po' da parte, con il quale facevo black metal sugli etruschi: spero di tornarci sopra.


5) Vogliate indicarci 5 (o più) album fondamentali per i Theocodotion, con una breve descrizione per ciascuno di essi.

Cinque album fondamentali sono duri da elencare, provo a farti qualche nome che mi viene in mente sul momento (anche se sono sicuro che in un altro momento probabilmente vi avrei nominato altri dischi):

Bathory - Under the sign of the black mark. 
E' uno dei dischi di metal estremo più importanti degli anni '80, nonché una delle prime band metal che io abbia ascoltato. Ha senz'altro un grande peso nella mia formazione musicale.

Franco Battiato - Patriots. 
So che può stupire trovare qui un album di Battiato, ma di lui ho sempre ammirato il "multiforme ingegno" di cui è dotato. E' un artista che nella sua lunga carriera non ha mai fatto la stessa cosa ed è fonte di estrema ispirazione. Anche nei testi, secondo me, abbiamo un qualcosa che può vagamente ricordarlo, quantomeno come approccio, al di là delle tematiche che sono ovviamente diverse.

Antediluvian - Through the cervix of Hawaah. 
Dobbiamo molto agli Antediluvian perché l'immaginario preistorico è in parte ispirato anche a loro. Siamo molto interessati anche all'aspetto del black/death metal più oscuro e i canadesi con questo disco ne sono degli importanti esponenti.

Cocteau Twins - Treasure. 
Con i Thecodontion c'entrano forse poco, ma è un album le cui melodie sognanti sono di ispirazione per chiunque. Per me è imprescindibile.

Discordance Axis - The inalienable dreamless. 
Per potenza, velocità ed espressione tecnica in ambito grindcore, uno dei dischi più importanti del genere.



6) Il vostro tema sono i dinosauri. Il bambino che è in xZANx vi vuole chiedere quale è la vostra creatura preferita! Un altro fattore d’interesse sono i vostri warnames… tipo Heliogabalus, da dove viene?

6 - A me piacciono molto lo pterodattilo (che in realtà è uno pterosauro, non un dinosauro) e il diplodoco. Per quanto riguarda i nostri nomi di battaglia in realtà li abbiamo cambiati subito dopo la pubblicazione dell'ultimo EP, Jurassic: io sono G.E.F. e il bassista è G.D.. Questo perché i nostri nomi precedenti, Heliogabalus e Stilgar, riflettono un approccio al genere forse più "adolescenziale", passami il termine. Comunque il mio vecchio nickname, Heliogabalus, era riferito all'imperatore romano Eliogabalo, uno dei più strani e controversi che l'impero abbia mai avuto. Sono molto affascinato dalla sua figura e dopo aver letto "Eliogabalo o l'anarchico incoronato" di Antonin Artaud decisi di omaggiare così questo oscuro imperatore.

7) Il vostro logo è stato disegnato da Andy Cunnigham (Wreck of Hesperus/ex-Malthusian). Come avete scelto questo artista? Chi si occupa del vostro lato grafico e quanto conta per voi?

 Siamo entrati in contatto con Andrew Cunningham grazie a internet. Quando creammo la pagina Facebook di Thecodontion, Cunningham si è mostrato molto interessato al nostro concept e si è offerto di disegnarci un logo. Gratuitamente. E' specializzato in loghi leggermente asimmetrici e devo dire che il risultato ben si adatta alla nostra musica. Per quanto riguarda l'aspetto grafico, per le copertine della demo "Thecodontia" e dell'EP "Jurassic" abbiamo collaborato con la nostra amica Giulia Ajmone-Cat e riteniamo che il risultato sia stato molto soddisfacente. Per le prossime uscite siamo in contatto con alcuni artisti rinomati nella scena per delle opere concettualmente un po' diverse, ma riveleremo i dettagli a tempo debito.




8) Vogliamo sapere tutto del vostro momento più alto (quando Metal Carter è passato davanti alla telecamera durante un vostro show)! Scherzi a parte, sembra che abbiate un’ottima attività live, per questo vi chiediamo: come ricreate l’impatto che date su disco? Quale è stato il contesto live in cui meglio si è inserito il vostro sound?

Difficile risponderti, ogni live è diverso, ha la sua atmosfera e nasce in un contesto differente dall'altro. Non ci interessa dare ai nostri concerti l'aura di "rituale" o altre stronzate, è pur sempre musica cruda e diretta ma fortemente distorta, per cui usare certe terminologie da ambito occulto mi pare fuori luogo. Ricollegandomi alla domanda numero 3 è importante creare un buon settaggio per equilibrare l'aspetto delle distorsioni con quello di ciò che effettivamente arriva al pubblico. Bisogna semplicemente adattarsi bene alla situazione, quindi dipende anche dal locale, dall'acustica e così via.

9) Se non ci sbagliamo avete un’etichetta. Fate spudorata pubblicità alle vostre uscite! [Side question: consigliateci anche po’ di prodi gruppi/etichette underground italiani e non].

Sì, l'etichetta che gestiamo si chiama Xenoglossy Productions, con la quale peraltro ci siamo occupati della co-produzione dell'ultimo EP dei Thecodontion. E' una label con cui ci occupiamo principalmente di black metal, noise e musica sperimentale, siamo anche riusciti a collaborare con artisti internazionali di un certo livello come Vessel of Iniquity, La Torture des Ténèbres e Overishins, e questo è motivo d'orgoglio per noi. Gruppi ed etichette di valore che conosciamo ce ne sono tanti: fare solo pochi nomi sarebbe ingeneroso nei confronti degli altri.


10) Dai vostri profili si evince che state registrando un full lenght. Date qualche anticipazione, working title e, magari, fateci sapere se c’è un’etichetta interessata (noi vi vedremmo molto bene in NWN o Iron Bonehead).

Mentre stiamo rilasciando questa intervista, le registrazioni sono in corso. E' un disco sul quale puntiamo molto, non ci nascondiamo: è diverso, più maturo e anche più interessante rispetto ai lavori passati. Abbiamo contatti con alcune etichette, ma valuteremo con calma una volta che avremo in mano il master finale. Nuclear War Now e Iron Bonehead sono sicuramente due label di grande spessore, ma ce ne sono altre che potrebbero fare al caso nostro. Mi preme dire comunque che tra la fine dei lavori e la data di uscita potrebbero passare molti mesi, dal momento che ogni etichetta ha un suo calendario, per cui per ora preferiamo non anticipare troppi dettagli al riguardo.


11) Spazio libero! Grazie mille a tutti voi.
Grazie a voi per l'intervista, potete seguire i Thecodontion sui nostri canali social: siamo su Facebook e Instagram, mentre potrete trovare dischi e merchandising sulla nostra pagina Bandcamp.




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TALACACTUS - ST

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Argentina, la terra di Borges, del tango, delle empanadas e dei Talacactus, banda di rock'n'roll impertinente che confina con il punk più spinto.
Un quarto d'ora scarso di mazzate, asciutto nel minutaggio ed alto in velocità, con una bella sezione ritmica in cui il batterista si diverte ad utilizzare campanacci e percussioni che, insieme alle lyrics in spagnolo, danno un sapore latino al suono dei nostri Talacactus.
Musicalmente siamo dalle parti di cult-acts come Los Huevos, New Bomb Turks e Reagan Youth. Il punk si sporca di rock'n'roll (o forse il contrario) e non ha nessun altro obiettivo che mandarvi a fanculo. Si nota che ogni canzone ha una mini-identità che conferisce freschezza al disco; giusto per menzionare un esempio, "Holocausto Nuclear" ha una sezione simil thrash che le regala una nota niente male. Punti bonus per un testo dedicato a "Cadillac and Dinosaurs" forse uno dei coin-op preferiti da un degli autori di questo blog.
Insomma, anziché buttare un quarto d'ora su tante cazzate che ci sono su internet, investitelo sul bandcamp dei nostri eroi... c'è pure il diavolo su sta cazzo di copertina!

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Argentina is the land of Borges, tango, empanadas and, of course, Talacactus, a band of snotty rock'n'roll that trepass the border to merge with punk.
A scant 15 minutes of savage beating to your eardrums, with a nice rhythmic section where the drummer enjoys using cowbells and percussions that gives latin flavor to the sound of Talacactus.
They are influenced by cult-acts  like Los Huevos, New Bomb Turks and Reagan Youth. A sound where punk gets dirty with rock'n'roll (or maybe the opposite) and has no other objective than to send you a fuck off. It is noted that each song has its own identity, for example "Holocausto Nuclear" has a mini thrash-like section, which gives freshness to the release. Bonus points for a text dedicated to "Cadillac and Dinosaurs", perhaps one of the favorite coin-ops by one of the authors of this blog. Rather than waste your time on so many bullshit that there is on internet, invest it on the bandcamp of our heroes, and come on.... is a record with the devil on the fucking cover, we need to say some more?






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