THECODONTION - SUPERCONTINENT


Finalmente il tempo è arrivato e il futuro diventa un distante passato ante-umano in questo splendido full-lenght dei Thecodontion.
11 tracce che narrano la storia del supercontinente, ovvero la massa di terra che, comprendendo più di un cratone, può essere considerata il raggruppamento di quasi tutti i continenti, e che è andato a modellare la Terra per come la conosciamo.
Ogni canzone ha il nome dei vari supercontinenti, nelle sue varie incarnazioni che nel tempo hanno assunto.
Tutto questo si traduce in un un war metal che collide con del prog più a 360 gradi dove, come al solito, non ci sono chitarre, ma solo due distruttivissimi bassi che, sopra un tappeto sapientemente tessuto dalla batteria di V.P., tessono trame primordiali ma intricate.
Qui si pesca dagli Antediluvian come dagli High Tide o dai Necromantia, in un patchwork sonoro stupefacente e molto atipico nel panorama estremo ,spesso troppo incanalato in stereotipi che non lasciano spazio alla personalità.
I Thecodontion se ne fottono e scrivono la loro storia e, ancora una volta riescono e centrano il bersaglio.
A coadiuvare il buon GEF alla voce abbiamo anche dei guest Rodolfo Ciuffo (SVNT) e anche Skaðvaldur (Urðun) quest'ultimo direttamente dall'Islanda, inoltre anche JPC (degli ottimi doomsters Night Gaunt) aggiunge alcuni fantastici inserti di chitarra baritona.
Un prodotto certamente interessante che può destare interesse in qualunque ascoltatore di musica estrema abbastanza aperto da riuscire a capire cosa realmente possono offrire i nostri.
Chiudono il cercio un fantastico artwork di Stefan Thanneur e i suono curati da Marco S.(Flamekeeper), creando un'opera difficilmente dimenticabile.
Fuori il 20 giugno per I, Voidhanger Records(CD) e Repose recs (Vinile 12").
Non lasciatelo scappare.

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Finally the time has come and the future becomes a distant pre-human past in this awesome full-length by Thecodontion.
11 tracks that tells the history of the supercontinent the mass of land that including more than one craton can be considered the grouping of almost all continents and who went to shape the earth as we know it, each song has the name of the various supercontinents in its  incarnations over time.
All this translates into a collision between war metal with  360° ​​degree prog whit as usual no guitars but only two  destructive basses that above a pattern expertly woven by the drums of V.P. they weave primordial but intricate textures.
Thay take from Antediluvian as from High Tide or from the Necromantia an amazing and very atypical sound patchwork in the extreme panorama often too channeled in stereotypes that leave no room for personality Thecodontion doesnt give a fuck and write their story and yet another time they manage and hit the target, to assist  GEF on the vocals duties we also have some  guests Rodolfo Ciuffo (SVNT) and also Skaðvaldur (Urðun) the latter directly from Iceland, also also JPC (of the excellent doomsters Night Gaunt) adds some fantastic baritone guitar inserts.
An interesting product that can be  interesting  any listener of extreme music open mindend  enough to be able to understand what Thecodontion can really offer.
The icing on the cake is  a fantastic artwork by Stefan Thanneur and the sounds is crafted by Marco S. (Flamekeeper) creating a work that is difficult to forget.
Out on June 26 for I, Voidhanger Records (CD) and Repose recs (Vinyl 12 ").
Don't miss it.

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RISE OF THE STATELESS WOLF - BORN DEAD/YEAR OF THE RATS

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Siamo in un'epoca di mutamenti e di crisi di ideali, dove non esistono più delle etichette certe, e se nella maggior parte dei casi significa vuoto intellettuale e miseria artistica, per i R.O.T.S.W.  è tutt'altro.
Questa band piemontese la si potrebbe definire blackened crust, ma sarebbe fuorviante perché hanno tutti quegli stacchi sludge e poi crust-hardcore? Quale gruppo del genere finirebbe con un pezzo acustico e con inserti vagamente industriali? Davvero un'identità multisfaccettata e ricca, ma coesa, quella che traspare da questi quattro pezzi (uno è una cover dell'anthem Troops of Doom, virata più su Morbid Visions che non su Schizoprhenia).
Le influenze chiaramente si sprecano: si possono sentire i riff asfitici dei Bolt Thrower, cupi echi figli dei Dissection, tetre ricadute alla Iskra, ma tutto sapientemente amalgamato, per riuscire ad elevarsi dalla mediocrità del clone e marcando il proprio territorio con le insegne del proprio stile, che sicuramente ha bisogno di un'espansione e di un respiro più largo di un EP, ma che getta le basi per un percorso fervido.
Dalla bio in nostro possesso pare i testi siano ispirati alla vita di Emilio Salgari.
Italian Extreme Underground stampa questo nero pezzo metallo in 50 cassette.

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We are in an era of changes and crisis of ideals, where certain labels no longer exist and if in most times it means intellectual void and artistic misery, for R.O.T.S.W. it means real artistic personality else you could call it blackened crust. But would it be misleading because they have all those sludgy riff and then again crust-hardcore? Which group of this genre will end up with an acoustic track and with vaguely industrial inserts? Truly a multi-faceted and rich but cohesive identity of these four tracks (one is a cover of the Troops of Doom anthem, veering more on Morbid Visions than on Schizoprhenia).
The influences are various you can hear the asphyxical riffs of the Bolth Thrower, gloomy echoes  spwaned from Dissection, gloomy fallouts in the vein of  Iskra skillfully cohesive to be able to rise from the mediocrity of the clones and marking its own territory with the insignia of its own style that certainly needs its wider room than an EP, but which lays the foundations for a fiery path.
From the bio in our possession the lyrics seem to be inspired by the life of Emilio Salgari.
Italian Extreme Underground prints this black metal piece in 50 cassettes.

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STIGMATIZED - ... A WALL OF FALSENESS

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Ritornano i cagliaritani Stigmatized, composti per 2/5 dagli Iato (Francesco e Lorenzo voce e batteria), da Leonardo (Last Breath), Marco (Dawnbringer) e Matteo (Quercia e Deiceved).
Molto attivi nella scena sarda sia come musicisti che sottopalco, dopo la demo "Stigmatized corpses" questo è l'esordio al fulmicotone del loro grindcore schiaccia-sassi con sfumature death metal che tanto da vicino ricorda acts come i Rotten Sound, Corey, Terrorizer, senza dimenticare il lato più prettamente punk di Yacopasae e Disfear prima maniera.
Un quarto d'ora di violenza oscena, brutale e spietata, dove le spietate raffiche ritmiche si alternano spasmodicamente in tutte le possibili varianti della brutalità musicale. C'è però anche spazio per una parentesi tetra e quasi atmosferica (con atmosferica non intendiamo la musica da ascensore ma più la colonna sonora giusta per muoversi al buio cacciati da uno Xenomorfo) in Parasitic Evolution, che poi sfocia nel pezzo più punk del lotto Apathy, coadiuvata nell'assalto vocale dal veterano Ciuffo (Cotard+Ogu Malu, ma in passato Speranza Morta, GAP, Full Of Hatred).
Questi quindici minuti di mazzate sono per ora usciti solo in formato digitale, ma meriterebbero che un'etichetta si rimboccasse le maniche e stampasse un degno 7"/tape come succede a tanti gruppi del genere a diverse latitudini ma si sa, l'erba del vicino è sempre più verde e guardiamo troppo spesso all'estero, quando gruppi come questo non hanno nulla da invidiare a realtà più celebrate(EDIT:è appena stato stampato in CD tramite una bella congrega DIY)
… A Wall Of Falseness è stato registrato e mixato ad aprile 2019 da Alberto Bandino al Cut Fire Mixing Studio (Sanluri). Artwork a cura di Francesco Curreli/ISLTN

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Stigmatized from Cagliari return, composed for 2/5 by (Francesco and Lorenzo vocals and drums), Leonardo (Last Breath), Marco (Dawnbringer) and Matteo (Quercia/Decieved).
Those guys are active in the Sardinian scene both as musicians and as scenesters, after the demo stigmatized corpses.
This is the lightning-fast debut of this grindcore crusher with death metal influeces that closely resembles acts such as Rotten Sound, Corey, Terrorizer and without forgetting the blunt punk side of grindcore with Yacopasae and early Disfear.
15 minutes of obscene  brutal and ruthless violence where the storming rhythmical bursts alternates spamodically in all possible variations of musical brutality.
There is also room for a gloomy and almost atmospheric track (with atmospheric we do not mean elevator music but more the right soundtrack for moving in the darkness chased by a Xenomorph) in Parasitic evolution which then outburst into the most punk track of the record Apathy assisted in the vocal assault by the veteran Ciuffo (Cotard + Ogu Malu, but in the past Speranza Morta, GAP, Full Of Hatred), a 15 min of savagey that for now have only been released in digital format but would deserve a label to print a 7 "/tape as happens to so many groups of this kind at different latitudes but the neighbor's grass is always greener and we look too often abroad when groups like this have nothing to envy to more celebrated realities.(EDIT: is out on CD,get it while supplies last)
…A Wall Of Falseness has been registered and mixed in April 2019 by Alberto Bandino at the Cut Fire Mixing Studio (Sanluri). Artwork a cura di Francesco Curreli/ISLTN

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THE UNBORN - SLASHER (STREET PUNK ANTHEMS)

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The Unborn Slasher

I "The Unborn" sfornano il primo full-lenght.
Dopo la tape e il 7" ci piazzano queste 12 tracce di OI! tinto dell'orrore che tanto contraddistingue la band. Salvo un intro e un outro detti (Trailer) ogni canzone è ispirata a una pellicola horror da classici come "Non aprite quella porta" e "Profondo rosso" a cult come "Ecologia del delitto" aka "Reazione a catena" del maestro Mario Bava.  C'è spazio pure per dell'action con "The Warriors" e per l'horror profondamente sociale come "Videodrome" e "Terrore dietro lo specchio".
Tutte queste tracce non sono solo titoloni ad effetto ma anche anthem di una certa rilevanza, con cori in primo piano e riff che, oltre a tributare 4-Skins, Last Resort e The Business, ci impiantano degli inserti di Hard Rock\NWOBHM che rendono i pezzi ancora più malvagi e d'impatto!
Questo branco di assassini mascherati quindi passa il test dell'album completo con "Rabbia e Stile". Menzione speciale per la grafica che è un mega omaggio a un famosissimo gruppo oi! e al fantastico "catalogo" con i docs sporchi di sangue e altri strumenti di morte. Una produzione Skinhead Sounds!

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The Unborn unleash their first full-length after the tape and the 7 "places these 12 tracks of horror-infused OI! is typical of the band.
Except for an intro and an outro said called trailer every song is inspired by a horror film from classics such as "Texas Chainsaw Massacre" (Non Aprite quella porta) and "Deep red" (Profondo rosso) to cult such as "Bay of Blood" (Reazione a Catena) of the master Mario Bava.
There is also room for an awesome action movie with "The Warriors" and to social Horror as "Videodrome" and "Candyman".
All these tracks are not only impressive titles but also wild rocking tunes with insane singalongs and crazy riffs that are not only inspired by 4-Skins, Last Resort and The Business with implants of Hard Rock \ NWOBHM which makes the songs even more evil and impactful!
This pack of masked assassins pass the test of the full with "Anger and Style" (Quoting an old school Mod band).
Special mention for the layout a mega tribute to a very famous  oi! band is fantastic catalog with blood-soaked docs and other instruments of death. A Skinhead Sounds production!

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HEAD OF THE DEMON - DEADLY BLACK DOOM

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capro antromorfo,senza logo band

Agli svedesi Head Of the Demon non piace andare veloce, in nessun senso.
Con un titolo estremente esplicativo, "Deadly Black Doom", rilasciano un album ogni 4 anni, ed ora è il turno di questo bel full-lenght edito da Invictus Production.
Ci troviamo davanti ad una bestia fatta di occultismo e tempi ipnotici e dilatati, su cui si stagliano arpeggi incatatori e riff maligni che ti avvologono in spire blasfeme per toglierti il respiro e regalarti l'oscurità più completa e demoniaca.
Un vero inferno sonoro, interrotto solo dalla voce decisa e tuonante del frontman Saibot che, come un sacerdote di un culto deviato, salmodia inni all'occulto e all'inumano.
Un viaggio dantesco di circa un'ora, che dà i punti a tutto il penoso norse-core che vi ascoltate voi altri e ci  spacciate pure pure per "kvlt". Qui di culto ci sono solo le influenze di band tipo i Mortuary Drape, Bethlem, Candlemass i Darkthone e Pentagram, che trattate con lo stile e la perizia a cui le band svedesi ci abituano.
Un lavoro consigliato e promosso a pieni voti.

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The Swedish comvo Head Of the Demon doesn't drive in the fast lane both musically speaking  with an extremely explanatory title: Deadly Black Doom, and production wise releasing an album every 4 years, now it's the turn of this astonishing full-length published by Invictus Production.
The listener have face a beast made of occultism and hypnotic beasts, and on which the bewitching arpeggios and evil riffs choke you into blasphemous coils that take your breath away and drive you into the most complete and demonic darkness.
a true sonic hell interrupted only by the determined and thundering voice of the frontman Saibot who as a priest of a deviated cult chants hymns to the occult and inhuman void.
A Dantesque journey of about an hour, that makes bite the dust to all the awful norse-core clones that you listen to you others and also are adressed as "kvlt".
The only cult thing  are only the obvious  influences of bands such as Mortuary Drape, Bethlem, Candlemass, Darkthone, and Pentagram that are delivered with the usual style and skill like  the Swedish bands accostumed us to! highly reccomended!

INVICTUS PROD

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