STRUGGLE SESSION- SUDAMERICA RUIDO Y AMOR


Questi simpatici giramondo, che vengono da Pechino e sono noti con il nome di Struggle Session si presentato con questo cortissimo e velocissimo 7 pollici di 33 tracce in qualcosa come dodici intensi minuti.
Fautori di un fastcore a tinte grind/thrash, hanno dedicato una canzone di questo lavoro per ogni data del loro allucinantissimo tour di appunto 33 date in Sudamerica (!)
Ogni bordata di rumore è accosta a un personale feeling su ogni posto che hanno visitato e che a quanto pare a livello di esperienze, tra febbri, km macinati, tatuaggi homemade, ha lasciato un ricordo indelebile a questi ragazzi che hanno a loro volta lasciato una testimonianza indelebile di questa fantastica esperienza.
Con "testimonianza indelebile" intendiamo una serie di urla mega isteriche su una base hardcore thrash a tratti grind che li fa sembrare un incrocio tra gli Ulcer e i Voetsek. Adorabili!
Le loro gesta non possono che farci venire in mente i più vicini Neid, anche loro vittime della wanderlast punk/hc, che insieme a loro potrebbero fare uno split e un tour.

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The hardcore wanderers from Beijing named Struggle Session release this blistering slab of vinyl which offers 33 tracks, each song take its name from a city they went during a  crazy and reckless tour where our heroes faced heat, fever, miles and homemade tattoos. Each lyric give a feeling on the city they visited in this titanic DIY odyssey.
Now those famous 33 tracks are distribuited in 10 minutes,guess the sub genre? Of course a thrash, the old fast noise that we are accostumed to blast through our speaker!
We cannot think of the italian grind vagabonds Neid which share their love for long and strange places to visit, and we hope they do a split\tour together.

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CLEAR CUT - TAPE 2019

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Bologna colpisce ancora! Come si resiste ad una tape con un diavolaccio skinhead che cavalca un leone cazzimmioso? (Domanda ovviamente retorica).
Se non ami le cover-art tamarre alla Sean Taggart ti perdi qualcosa!
Passando al contenuto sonoro, ci troviamo davanti un ottimo follow up al 7" di qualche tempo fa, che non cambia assolutamente le coordinate stilistiche del combo, ma calca la mano su un oi! mega old school e martellante.
I Clear Cut con questa tape ci danno 4 stilettate, questa volta tutte in inglese, sempre con un occhio all'Europa di Komiter Sect, Snix, Infaterie Sauvage e le vecchie glorie italiane di Klasse Kriminale, Basta e Rough.
Un'epopea di strada che ricorda quei 7" anni 80 con un mucchio di canzoni che diventeranno cult in poco tempo e che sicuramente sono scritte per essere performate dal vivo, anche se l'esecuzione su nastro denota una cura non da poco, dettaglio che viene invece spesso ignorato da troppi bootboys improvvisati.
Come ogni skin che si rispetti i Clear Cut rifiniscono le loro canzoni in territorio certamente non originale ma studiato nel dettaglio. La vera chicca poi è la stampa su nastro, come a voler confermare la scelta di seguire la sacra strada dell'analogico cominciata col vinile.
Ad essere pignoli l'unica mancanza è la cover di qualche gruppo sconosciuto francese/australiano noto solo a Lobo, che sarebbe bello sentire rielaborata dai nostri eroi.
Fuori per Tigre Records
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Clear Cut is an oi! combo from Bologna, that delivers one of the finest oi! tape that you ever heard.
This tape is their second effort after the 7" debut "Kids are innocent". Think of all that obscure french/italian oi that you listen without understanding a single word, but you still appreciate and think all those band (Snix, Komitern Sect, Camera Silens, Nabat, Rough) had bastard offspring who speaks english and "les jeux sont faits" 4 stomping anthemic tracks, made explicitly to ruin your favourite Bennie Sherman in the pit. Nothing has been left to the chance, every single song is a full bootstroke to your face, designed to sound anthemic and played with guts and balls from start to end. Dulcis in fundo a cover-art that looks like an outtake from the 80's catalog of Sean Taggart, printed on noble tape. A must.
Out for Tigre Records



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INTERVISTA AI CHAIN CULT

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[ENGLISH VERSION: LINK]

I Chain Cult sono una band Dark-Punk di Atene che ha tirato fuori quello che è probabilmente il miglior demo del 2018, confezionando un EP già maturo e dal tiro irresistibile.
Lasciamo dunque la parola a loro.



1) La Band ha esordito con una demo in cassetta limitata in 150 copie, che è stata prontamente ristampata in LP da La Vida Es Un Mus. Avevate preso in considerazione l’interesse di una label straniera? Siete entustati del suono? Quali saranno i vostri prossimi passi a livello di uscite?
Jason: Amiamo quelle canzoni e volevamo ristamparle in vinile perché non ristamperemo la cassetta e non avevamo abbastanza soldi per fare il disco da soli. Quindi abbiamo mandato qualche cassetta alle etichette che amiamo, chiedendo loro di ristamparla. Paco di La Vida Es Un Mus ha detto di sì! Ha anche fatto uscire il nostro 7” Isolated. Il sound della demo è diretto e semplice. Ora stiamo registrando il nostro Full lenght e vogliamo un suono più anarcho punk, ma in un modo post-punk, se capite cosa intendo.
Dino: Sì, finora siamo soddisfatti. Il nostro sound è abbastanza pulito, ma non direi radio-friendly, e questa è una cosa che mi piace abbastanza, tiene viva la fiamma del punk. Non cambierei poi molto. Il nostro prossimo album suona come una combinazione della demo e dell’EP, più i nuovi elementi menzionati da Jason, come l’anarco-punk e il tocco un po’ più rock.



2) Parliamo dell’aspetto grafico della cassetta. Siamo rimasti colpiti da come il “look” della cassetta si adatti perfettamente al sound. Tutto è perfetto: la copertina, il vostro logo e lo sticker incluso. Chi è il responsabile della grafica? Per voi è importante l’aspetto grafico della vostra band?
Jason: L'aspetto grafico dei Chain Cult è importante come la musica. Abbiamo deciso di lavorare con Aris perché amiamo i suoi lavori, e ha capito esattamente quello che volevamo, perché conosce il sound, l’estetica e ci conosce come persone. Quindi è stato facile riflettere queste cose nella copertina/logo/t-shirt e nei volantini dei nostri concerti. Potete trovare altri suoi lavori da advisions.bigcartel.com e su insta cercando “adaimonvision”



3) Ci è arrivata voce che la Grecia ha avuto una scena post-punk\darkwave fantastica negli anni che furono. Sinceramente non ne sappiamo molto. Illuminateci, vogliamo conoscere band greche che non siano i Chain Cult o i Necromantia (sì, siamo amanti del metal, quindi se conoscete qualche bel gruppo heavy\speed va bene uguale).
Dino: È vero! Abbiamo avuto delle band fantastiche di dark-wave anni 80 e sono molto felice che le persone stiano rispolverando questa roba. Potete dare un ascolto a: Χωρίς Περιδέραιο, Metro Decay, Alive She Died, Clown. La mia band preferita dei vecchi tempi sono i Γενιά Του Χάους, che sono punk-hardcore ma hanno un’atmosfera grigia e oscura. C’è pure un’ondata di revival di questo sound con band nuove come Era Of Fear, Cold I, Σκοτοδίνη, e Αρχή Του Τέλους dove suona il nostro batterista Vangelis. Mi piace l’heavy metal, ma non sono esperto nella nostra scena metal locale, cercatevi però i Sacral Rage che spaccano i culi!



4) Dateci 5 o più dischi che sono stati fondamentali per voi con una breve descrizione per ognuno
Dino: Cinque dischi personali che penso incontrino anche I gusti di Jason e Vangelis:
Blitz – Second Empire Justice
Cure – Disintegration and Pornography
Wipers – first three or even the whole discography
Chameleons – Script Of The Bridge
Zounds – The Curse Of Zounds
The Sound – Jeopardy
Lo so, ho barato.



5) Avete scelto la lingua inglese per espandere il più possibile il vostro messagio o perché il greco non si adatta alla vostra muscia? Ci sarà spazio per il greco in futuro?
Jason: Amiamo il punk cantatO in Greco, abbiamo però optato per una soluzione più internazionale, anche se abbiamo discusso l’idea di mettere qualche testo in greco in futuro.

6) Parlando del contenuto dei testi vediamo, un bilanciamento tra dei teti rabbiosi/melancolici con delle tracce di politica. In che percentuali i testi sono influenzati da questo “state of fear” in cui viviamo?
Jason: Ci sono delle lotte\delusione\routine devastanti di cui parliamo nei nostri pezzi ma allo stesso tempo essere politicizzati e prende una posiziono e un aspetto molto importante del punk e delle nostre vite e volevamo tirarcelo dentro. Aspettatene di più nel futuro! “State Of Fear” è proposito dello stato di polizia distopico che è la realtà in cui viviamo dove la repressione è attorno a noi e certe volte ci comportiamo come se non fossero reali e quando sentiamo certe notizie scioccanti da altre parti del mondo diciamo: oh ma non accadrebbe mai qui. Ma succederà se non reagiamo.



7) Siete attivi nella scena DIY? Quali sono in migliori aspetti e le parti peggiori di vivere la scena Punk\DIY di Atene?
Jason: Organizziamo concerti, aiutiamo a fare eventi benefit più grandi, portiamo in giro le band con il furgone, Vangelis ha qualcosa come 10 band e Dino sta scrivendo una fanzine che si chiama Winterview.
Dino: Sono stato più attivo quando vivevo in una città più piccola, in cui se non avessi fatto tutto da solo, con quei 4-5 amici/compagni non si sarebbe fatto nulla. Atene è immensa e ci sono molte cose interessanti organizzate da altri. Mi piace molto che i concerti si facciano ogni settimana in questa città, e sono molto affollati (200-300 persone), avvolte anche 1000! I concerti sono organizzati in squat, Spazi DIY, complessi universitari o posti all’aperto, con un suono abbastanza buono quasi ogni volta. Penso solo che abbiamo bisogno di più band locali nella scena. Io ascolto perlopiù band estere e vorrei invertire la tendenza. Un’altra cosa è che la città è molto isolata ed è difficile da raggiungere per le band DIY straniere che vengono a suonare qui. In ogni caso, abbiamo cominciato ad invitare molte bands straniere, quindi le cose stanno cambiando un po’ (ride).



8) Il Femminismo e l’inclusione LGBT è diventato uno degli argomenti più importanti nella scena punk mondiale. Ci sono gruppi femministi ed LGBT nella vostra scena DIY o c’è una chiusura su questi argomenti?
Jason: Il Femminismo e l’inclusione LGBT sono certamente argomenti importanti della scena DIY greca, anche se nella maggior parte dei casi il punk greco è stato prevalentemente dominato dai maschi. Siamo felici di vedere che giorno dopo giorno la cosa stia cambiando, con più ragazze e persone della comunità LGBT attive nella comunità e nelle band, o che fanno zine, volantini o gruppi politici legati a questi temi!

9) Cosa fate oltre la band? I punk sono ancora reietti in Grecia o lo stigma si è perso?
Dino: Decisamente no! Credo che la maggior parte dei punx occidentali siano middle-class/bianchi e privilegiati e anche i più estremi sono assimilati alla normalità della società comune. Mi fa ridere e preoccupare allo stesso tempo vedere i punk mettere le foto dei concerti/festival su Instragram… e mi ci metto anche io. Seriamente, c’è una grossa mancanza di gruppi punk con un messaggio politico forte al giorno d’oggi. Penso che se ci fossero dei reietti in qualche modo si sentirebbe la loro voce. Ho studiato ingegneria elettronica e al momento sono disoccupato e confuso.



10) Promuovete le band di amici o i side projects!
Dino: un po’ di band greche che spaccano: Gay Anniversary, Χωρίς Οίκτο, Ruined Families, Antimob and metal like: Dead Congregation, Tristengrav. I also play in Dirty Wombs

11) Spazio libero per voi! Grazie!
Dino: Vi ringraziamo per il vostro interesse!!! Suoneremo in Italia tra due settimane, a Roma e a Firenze. Venite a conoscerci! Ci piacerebbe visitare ancora l’Italia in futuro. Grazie tante!
[N.d.A: I Chain Cult hanno suonato in Italia lo scorso mese, ma non abbiamo fatto in tempo a caricare l'intervista prima dei loro concerti].

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CHAIN CULT INTERVIEW

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[TRADUZIONE IN ITALIANO: LINK]


Chain Cult is a dark punk band from Athens that dropped the sickest demo of 2018.
Let's hear what they have to say.


1) The band started with the 150 copies limited tape and then it got repressed on LP by La Vida Es Un Mus. Did you tought it would have been considered by a foreign label? Are you enthusiast with the sound of the demo? Which are the next steps in your musical production?
Jason: We loved the songs and we wanted the tape to be released in vinyl format 'cause we wouldn't repress the tape and we didn't have money to do it by ourselves. So we sent some tapes to the labels we love, asking them if they wanted to release it. Paco from La Vida said yes and there it is! He also released our 7'' EP Isolated. The sound of the demo was strict and simple. Now we are recording our full length album and we want the sound to be more anarcho punk but in a post-punk way if you get me.
Dino: I think we're very pleased so far. Our sound has been clear but I wouldn't say radio-friendly, a thing I personally like, still keeping the punk rock flame alive. I wouldn't change a lot of things. Our upcoming debut LP sounds to me as a combination of our previous two releases, plus new elements as Jason mentioned, like anarcho-punk and a rockish touch.


2) Let’s talk about the graphical aspect of the tape. We got impressed by how the the tape looks and how it fits with your sound. Everything is perfect: the front cover, the font of the logo and the sticker included. Who is the responsible for the graphical aspect? Is it important to you as a band?
Jason: The graphical aspect for Chain Cult is as important as the music. We decided to work with Aris 'cause we love his work, he could really understand what we wanted to do 'cause he knows the sound, the aesthetics and us as persons. So he could reflect all these in the cover/logo/t-shirts and many posters for our shows. You can find more of his work at advisions.bigcartel.com and on insta as “adaimonvision”.


3) We heard that Greece had a glorious post-punk/darkwave scene back in the days. We sincerely don’t know anything about that! Enlighten us, we need to know more Greek bands that aren’t Chain Cult or Necromantia (yes, we love metal, so if you know some decent heavy/speed bands you’re welcome too).
Dino: It's true! We had some amazing bands playing dark-wave in the '80s, and I'm happy people are digging again this stuff. You could check: Χωρίς Περιδέραιο, Metro Decay, Alive She Died, Clown. My old time favorite Greek band is Γενιά Του Χάους. It's actually punk to hardcore punk, but it's very grey and dark atmosphere. There's also a nice local revival in our days with bands like Era Of Fear, Cold I, Σκοτοδίνη, and Αρχή Του Τέλους where Vangelis, our drummer, also plays. I love heavy metal, I'm not an expert in our local heavy metal scene, but be sure to check Sacral Rage, you're gonna get blown away.


4) Give us five records (or more) that are mandatory for the band with a brief description for each one.
Dino: Five personal ones which I think fit Jason's and Vangelis' tastes as well are:

  • Blitz – Second Empire Justice
  • Cure – Disintegration and Pornography
  • Wipers – first three or even the whole discography
  • Chameleons – Script Of The Bridge
  • Zounds – The Curse Of Zounds
  • The Sound – Jeopardy

I know, I cheated.

5) Let’s talk about the lyrics. You chose the English language because you needed to spread your words everywhere or is just because Greek language doesn’t fit with your music? There will be room for Greek language in the future?
Jason: We love greek speaking punk but that time we decided to do something more international. Although we have discussed of adding some greek lyrics sometime in the future.


6) Speaking about the content of the lyrics, we see a balance between a ragefull/melanchonic approach and hints of politics/anti-systems thoughts. In which percentual lyrics are influenced by this “state of fear” that we live in and your state of mind?
Jason: There are some everyday life/routine/dissapointment/struggles that we wanted to talk about in our songs but the same time being political and taking a stance is a very important aspect of punk and our lives so we had to add it. Expect some more in the future! “State of Fear” is about the dystopian authoritarian police state reality we all live in where repression is all around us and sometimes we act likes its not real or when we listen about shocking news in another place of the earth and we say: ohh this would never happened here. But it is or it will be if we dont act.



7) Are you active in your DIY scene? What are the best aspect and the worst parts of living the punk/DIY scene of Athens?
Jason: Well we set up shows, help organizing bigger benefit events, we drive bands around, Vangelis plays in ten or more other bands and Dino is also writing a punk hardcore fanzine called Winterview.
Dino: I used to be a lot more active when I was living in a smaller city and If I didn't do everything myself, along with four five friends/comrades nothing would happen. Athens is huge and there's already a ton of interesting things happening by other people. I really like there are concerts taking place every week in the city, fully crowded with 200-300 people, even a 1000 sometimes! Gigs are organized in squats, DIY spaces, big universities, or outdoor places with pretty decent sound every time. I think we need more good local bands in the game. I mean I mostly listen to bands from abroad and I'd like this to change. Another thing is that the city is very isolated and it's very difficult for foreign DIY bands to come and play here. However, we've started inviting everyone here so it's been changing a bit (laughs).


8) Feminism and LGBT inclusion had become a core topic into the worldwide alternative community. Are feminist and LGBT group active in your DIY scene or is there a closure about these topics?
Jason: Feminism and lgbt inclusion is an important topic in Greece's DIY scene although as in most places of the world greek punk used to be male dominated. We are happy to see that change day by day with more girls and lgbt people getting active within the community starting bands, releasing zines, brochures, starting new political groups and promoting their agenda!

9) What do you do beside of the band? Are punx still outcasts in Greece or do you think that the stigma of being punk is something from the past?
Dino: Definitely not. I believe that the big majority of punks in Western world come from a middle-class / white privilege background and even the most extreme ones are assimilated within the normality of the current society. It makes me laugh and worry at the same time when I see punks uploading their pre or post-festival fun times on instragram... Including me a few times. And, to be serious, that's why there's a big lack of punk bands with a strong political message and attitude nowadays. I mean if it was about real outcasts you could definitely “hear” their voice. I've studied electrical engineering but I'm unemployed and very confused right now.



10) Promote you friend’s bands and/or your side projects!
Dino: A couple of good Greek current bands: Gay Anniversary, Χωρίς Οίκτο, Ruined Families, Antimob and metal like: Dead Congregation, Tristengrav. I also play in Dirty Wombs

11) Free space for you! Thanks!
Dino: Thanx for your interest!! We play in Italy in two weeks, in Rome and Firenze, come and meet us! We'd love to visit more places in Italy in the future. Thanks a lot!
[Chain Cult went in Italy last month, but we had no time to upload this interview until now].


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THE MOO RAYS-OFF THE NET

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Emergono nuovamente dalla laguna di Molentargius gli orribili Moo-Rays, squamoso combo casteddaio dedito a un garage punk cramp-oso pieno di suoni analogicissimi con le chitarre che sembrano uscite da un dsco Crypt-Records degli anni che furono, con il buon Massimo (T.M.D.) che  fa i suoi versacci r'n'r su questo tappeto di voodoo-billy selvaggio.

I rifermenti culturali sono quelli: Cramps, Oblivians, Howling Wolf, Dead Moon, The Morlocks, Sonics e Pagans (decidete voi se quelli punk di Cleveland o quelli garage del Minnesota).

Questo "Off The Net" si presenta come una dichiarazione di intenti: farvi muovere il culo, obiettivo che viene centrato in pieno con queste 12 tracce, dove non c'è un solo filler e hanno tutte più o meno un refrain che ti ricordi (anche la fighissima traccia strumentale a metà disco "Voodoo Theme").

Quindi, le chiacchiere stanno a zero: potete rincoglionirvi a suon di autotune, sentirvi intelligenti con l'indie, oppure muovere il culo e sentirvi i Moo-Rays.

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Emerging from the lagoon, the horrible scale ridden gang of The Moo Rays, delivers a reckless and relentless cramp-style analogic rock'n'roll.

All the r'n'r archetypes are into this voodoo-billy wild ride: twangy-guitars, up-tempo beats and gnarly vocals.

The influences are the usuals Cramps, Oblivians, Howling Wolf, Dead Moon, The Morlocks, Sonics and  Pagans (you decide if the ones from Cleveland or the Minnesota ones).

This "Off the net" is a rock n roll speedboat which has the only intent to make you move your ass, and, surprise surprise, mission accomplished!

If you love bad taste and bad ass music, get this release or drawn!


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