Gli split EP spesso rappresentano simboli, simulacri che testimoniano il desiderio di accomunare due o più band legate da amicizia, affinità sonora o visione comune. L’amicizia vive nei gesti semplici, nel bere insieme, nello stimarsi e nel riconoscersi. Solo raramente, però, uno split riesce a trasformare questa dimensione umana in una manifestazione artistica solida e significativa.
Questo è uno di quei casi.
Perché questo accade su XUndisputed AttitudeX. E su XUndisputed AttitudeX l’amicizia e la convergenza artistica assumono una forma più dura, più oscura e più intransigente. Quello che emerge qui è qualcosa di oscuro, deviato, inquietante, monolitico e dissonante rispetto a ogni aspettativa di conforto o normalità.
Dal lato dei romani Diserta! emerge il loro genere autoattribuito: Doom Jazz. La formazione si articola su basso e batteria e, al posto della chitarra dissonante canonica, introduce un sassofono che tesse trame profondamente dissonanti e atmosferiche, evocando le immagini di un noir triste, inaccettabile e macabro. La sezione ritmica si muove su tempi lenti e controllati, evitando sia la velocità che la prevedibilità, costruendo strutture instabili e vive.sassofono che ci ricorda Grim Reaper dei Siege!
Su questo lato compare anche Paolo, voce dei Fosso della Carogna, che aggiunge un ulteriore livello di urla di matrice Death/Black, arricchendo i sette minuti di Ombre su Spinaceto con una sensazione di malessere che cresce e si espande. Il brano si sviluppa come un thriller noir diretto da una presenza sospesa tra Melville e Tsukamoto, dove la realtà sembra collassare su sé stessa. Il risultato appare opaco e guidato da un’urgenza espressiva che si sottrae alla forma canzone tradizionale, pur restando ancorata a un caos coerente.
Si percepiscono echi di Naked City, insieme alla lezione di un Mingus nelle sue forme più dissonanti e instabili, filtrati attraverso una sensibilità radicata nel punk, nel black metal, negli Shining e nella tradizione del Black Jazz. I Diserta! dimostrano una piena consapevolezza del linguaggio della musica estrema e scelgono deliberatamente di abbandonarne i cliché, mantenendone intatto il peso emotivo e sonoro.
I Fosso della Carogna sono già passati su XUndisputed AttitudeX, e parlare ancora di loro in questa occasione rappresenta una continuità naturale. Il loro necro-pastoral sludge conduce l’ascolto in territori rallentati, saturi, malefici e intrisi di suggestioni folk horror, dove il male assume una forma primitiva, aggressiva e ridondante, più grande dell’essere umano, che può solo rispondere con reverenza o soccombere.
Il trio si muove in una configurazione classica, attingendo a piene mani da Eyehategod, Buzzov•en e Crowbar, dialogando anche con le derive più viscerali del doom death contemporaneo come Coffins e Hedonist. La loro identità sonora si fonda su una lezione sabbatiana rielaborata attraverso le influenze del punk, del black e del death metal, tutte componenti che convivono nel loro suono e trovano sintesi nella forza essenziale del loro retroterra crust punk.
Il sassofonista dei Diserta!, accreditato qui come Telo da Mare, compare anche su questo lato, contribuendo con un intervento dissonante nella sezione finale della suite di dieci minuti Gli occhi vitrei della notte, un titolo che sembra quello di un racconto di Eraldo Baldini. Il suo contributo espande l’atmosfera del brano, aggiungendo tensione e instabilità che si diffondono lentamente e in modo persistente.
Questo split mefitico esce in collaborazione con No Hope Records, in pieno spirito DIY, sia in formato tape che CD. L’uscita accompagna una serie di date live che vedono entrambe le band condividere palco e strada, rafforzando un legame reale e concreto, esattamente come esige la cospirazione underground e DIY.
Menzione speciale per l’artwork, questa sfilata di spettri, anime erranti e mostruosità che sembra quasi una Wild Jagd, realizzata da Paolo Petrucci, chitarrista e cantante dei Fosso della Carogna e autore coinvolto in molti altri progetti, il cui stile di disegno gotico e celestiale conferisce allo split una dimensione visiva perfettamente coerente con il suo contenuto sonoro, e la ricerca dei suoi lavori rappresenta un’esperienza fortemente consigliata.
Questo split riporta l’attenzione su qualcosa di profondamente umano. Queste band condividono amicizia, fiducia e visione, e riescono anche a raggiungere una convergenza artistica autentica. Il risultato rappresenta un passaggio importante nelle discografie di entrambe. Questo split rappresenta una dichiarazione condivisa di intenti, identità e intransigenza sonora.
niente di meglio per feateggiare i 15 anni du xundisputed atittudex
ENG Split EPs often stand as symbols, simulacra that testify to the desire to bring together two or more bands connected by friendship, shared ideas, or sonic affinity. Friendship exists in simple gestures, in sharing drinks, in mutual respect, in genuine care. Only rarely, however, does a split turn that human connection into something that also stands as a strong and meaningful artistic statement.
This is one of those cases.
Because this is happening on XUndisputed AttitudeX. And on XUndisputed AttitudeX, friendship and artistic convergence take a darker, harsher, and more uncompromising form. What emerges here feels obscure, deviant, unsettling, monolithic, and dissonant in relation to ordinary expectations and comfort.
On Diserta!’s side, the Roman band presents their self-defined genre: Doom Jazz. The lineup consists of bass and drums, and instead of the expected dissonant guitar, they introduce a saxophone that weaves deeply dissonant and atmospheric textures, evoking the imagery of a bleak, unacceptable, and macabre noir film. The rhythm section moves through slow and deliberate tempos, avoiding both speed and predictability, creating structures that feel unstable and alive. for us also saxophone means siege
Paolo, vocalist of Fosso della Carogna, appears on this side as well, adding layers of Death/Black-influenced screams that enrich the seven-minute track Ombre su Spinaceto with a suffocating and expanding sense of unease. The track unfolds like a noir thriller directed somewhere between Melville and Tsukamoto, where reality slowly collapses inward. The result feels opaque and driven by expressive urgency, stepping away from traditional song form while remaining grounded in controlled chaos.
Echoes of Naked City can be heard, alongside the influence of Mingus in his more dissonant and unstable expressions, filtered through a sensibility shaped by punk, black metal, Shining, and the Black Jazz tradition. Diserta! shows a deep understanding of extreme music’s language and consciously chooses to abandon its clichés while preserving its emotional and sonic weight.
Fosso della Carogna has already appeared on XUndisputed AttitudeX, and celebrating this split with them feels entirely appropriate. Their necro-pastoral sludge brings the listener into slowed, saturated, malevolent territories filled with folk horror atmospheres, where evil feels primitive, aggressive, repetitive, and larger than human existence itself, leaving only reverence or annihilation as possible responses.
The trio operates in a classic formation, drawing heavily from Eyehategod, Buzzov•en, and Crowbar, while also resonating with the visceral edges of contemporary doom death such as Coffins and Hedonist. Their sonic identity builds upon a Sabbathian foundation that is reshaped through punk, black metal, and death metal influences, all of which coexist within their sound and find synthesis through their crust punk background.
Diserta!’s saxophonist, credited here as Telo da Mare, appears again on this side, contributing a bleak and dissonant saxophone intervention in the closing section of the ten-minute suite Gli occhi vitrei della notte, a title that feels like it could belong to a story by Eraldo Baldini. His presence expands the track’s atmosphere, adding layers of tension and instability that spread slowly and persistently.
This mephitic split is released in collaboration with No Hope Records, fully embracing the DIY spirit, on both tape and CD. Its release is accompanied by a series of live shows where both bands share the stage and the road, reinforcing their connection in real, physical space, exactly as underground DIY conspiracy demands.
Special mention goes to the artwork, this procession of ghosts, wandering souls, and monstrous figures that almost resembles a Wild Jagd, created by Paolo Petrucci, guitarist and vocalist of Fosso della Carogna and contributor to many other projects, whose gothic and celestial drawing style gives the split a visual dimension perfectly aligned with its sonic identity, and whose body of work is highly recommended for
This split brings attention back to something deeply human. These bands share friendship, trust, and a common vision, and they also achieve a genuine artistic convergence. The result stands as an important step forward in both of their discographies. This is not a simple exercise in style. This is a shared statement of intent, identity, and uncompromising sound.
nothing better to celebrate our 15 birthday
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