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FABLE-LONG HATH THE NIGHT DWELT

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 Da quando l'incendio è divampato nel bosco, il regno felice del gufo è diventato una tirannia oppressiva, dove il fuoco è l'unica legge e la prigionia l'unica moneta. Chi abita questo luogo non conosce pace, dove la notte impera e il gufo preda su tutti.

Questo affascinante concept svela il debutto dei Fable, combo spagnolo che tre mesi fa ha fatto uscire questo album. È abitato da volti noti della scena metal  tradizionale spagnola, che portano nuovo sangue in una linfa antica. E chiaramente, una band che si definisce antifascist heavy metal  non poteva che attirare l'attenzione della nostra webzine, sia per la vicinanza a questo ideale che per noi è imprescindibile, sia in seconda battuta per il loro splendido modo di intendere l'heavy metal.
Si tratta di sonorità antiche e malinconiche che prendono spunto da Ashbury, Thin Lizzy, così come Medusa, Dust e tutto quel Hard & Heavy che flirtava con la malinconica epicità ma ancora non era heavy metal ma era già troppo per essere hard rock. E così abbiamo melodie taglienti e malinconiche che fischiano come il vento in questo bosco, tormentato dal terribile gufo tiranno che spreme le vite di chi lo abita.
Cantate con maestria da Alberto, che ricordiamo come chitarrista di varie altre formazioni, intervistato già qui su xUndisputed Attitudex per essere un graphic designer formidabile, che qui invece canta con un tono veramente pieno e soulful con una bellissima voce a metà tra Mark Shelton e Biff Byford, è molto espressiva e certamente indimenticabile nel panorama heavy metal dove diciamo che il registro alto fa per fort da padrone ma esistono anche esempi dove per fortuna esiste un'altra visione.
È un EP relativamente breve con un prologo parlato e vari altri inserti melodici che vanno a raccontare questa storia ma sono sorprendentemente organici e freschi nonostante facciano riferimento a uno stile che spesso è ancora più antico di quello che già chiamiamo traditional metal. Sono i gruppi che vorremmo sentire, quelli che mettono passione, suono e ricerca anche in un approccio old school ma che non dimenticano che nelle allegorie fantasy, nel fantastico e nelle storie che attraversano la vita di tutti noi c'è anche da raccontare qualcosa di più importante.
Benvenuti Fable. Non vediamo l'ora che questo disco venga stampato in vinile per Dying Victims Records. Non vediamo l'ora di averlo sul giradischi, ma non vediamo l'ora anche di sentire materiale nuovo che sappiamo non ci deluderà affatto. 

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Since the fire ravaged the forest, the owl's once happy kingdom has become an oppressive tyranny where fire is the only law and imprisonment the only reward. Where night reigns supreme, there is no peace, and the owl preys on all who inhabit this domain.
Within this fascinating concept unfolds the debut of Fable, a Spanish combo that released this album three months ago. It's inhabited by familiar faces from the Spanish old school metal scene, bringing fresh blood into an ancient lineage. And clearly, a band that defines itself as antifascist heavy metal  couldn't help but capture the attention of our webzine, both for their proximity to this ideal that is indispensable to us, and secondly, for the splendid way they interpret heavy metal.
These are ancient and melancholic sounds that draw inspiration from Ashbury, Tim Leasy, as well as Medusa, Dust,Wishbone Ash and all that Hard & Heavy that flirted with melancholic epicism but wasn't yet heavy metal, yet was too much to be hard rock. And so we have cutting and melancholic melodies that whistle like the wind in this forest, tormented by the terrible tyrant owl who squeezes the life from those who inhabit it.
Masterfully sung by Alberto, whom I remember as a guitarist in various other formations, and whom I've interviewed here on Undisputed Attitude for being a formidable graphic designer, who instead sings here with a truly full and soulful tone with a beautiful voice halfway between Mark Shelton and... Biff Byford it's actually very expressive and certainly unforgettable in the heavy metal landscape where, let's face it, the high register fortunately reigns supreme, but thankfully there are also examples of this kind where another vision exists.
It's a relatively brief EP with a spoken prologue and various other melodic inserts that tell this story, yet are surprisingly organic and fresh despite referencing a style that is often even older than what we already call traditional metal. These are the groups we want to hear - those who put passion, sound, and research into an old school approach but don't forget that in fantasy allegories, the fantastical, and the stories that run through all our lives, there's also something more important to tell.
Welcome, Fable. We can't wait for this album to be pressed on vinyl by Dying Victims Records. We can't wait to have it on our turntable, but we also can't wait to hear new material that we know won't disappoint us at all. 






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INTERVISTA AI PLAKKAGGIO

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1) Il Collettivo Plakkaggio arriva "oltre la vetta": sono ormai diversi anni che proponete questa fusione di OI! HC, metal estremo e non. Come avviene il processo di ricombinazione degli stilemi che molti considerano dozzinali e superati?  Resistere al cambiamento, come e perché? Come è nata questa mega line up allargata?  

Purtroppo per voi e per eventuali lettori, saranno risposte abbastanza lunghe…
Siamo cresciuti a “pane e Metal”, specialmente con i classici gruppi come Iron Maiden, Judas Priest, Metallica, Slayer, Megadeth, Helloween, Mercyful Fate, Sepultura, Sodom, Venom, Sarcofago, Bathory, Possessed, Black Sabbath, Deep Purple e qualsiasi altra tipologia di musica simile che all’epoca finiva tra le nostre mani. Poi la nostra giovinezza (specialmente quella mia e di Gabriele) è stata “rovinata” negli anni ’90 dal Death & Black Metal di cui ancora oggi rimaniamo dei grandi appassionati. Paradossalmente, tutto quello che ruotava intorno al mondo Punk Hardcore e OI! Lo abbiamo “scoperto” e approfondito successivamente ma sempre da ragazzi, ascoltando Misfits, Anti Nowhere League, Exploited, Sex Pistols, G.B.H., Ramones, Dead Kennedys, Nabat, Klasse Kriminale,Negazione, Raw Power et cetera… Però tutto questo percorso è stato grazie ai gruppi Metal (es. Slayer, Metallica, Megadeth, Motorhead) che coverizzavano i gruppi Punk/HC oppure che indossavano le loro magliette oppure perché venivano citati nelle loro interviste e/o nei ringraziamenti degli album.
Inoltre, Colleferro era una piccola realtà e da ragazzi capitava di frequentare indistintamente persone con le stesse passioni per la musica detta “alternativa”, che fosse Punk/HC oppure Metal poco importava, l’importante era la possibilità di incontrare e confrontarsi con gente “diversa” e bastava avere i capelli colorati con tagli particolari, giubbotti di pelle, bomber e/o t-shirt di band (rigorosamente da uomo con taglie enormi perché c’erano solo quelle) per creare una sorta di “feeling” e di scambio materiale. Parliamo perlopiù di cassette (specialmente duplicate), vinili e VHS, riviste musicali e fanzine. Ovviamente stiamo parlando degli anni Novanta anche perché molte di queste cose sono andate perse con l’avvento prepotente della tecnologia. Quindi potevi concentrarti su un determinato genere musicale oppure fare come noi e recepire diverse “informazioni”. Tutte queste influenze ed esperienze sono confluite nel nostro “modus operandi” di concepire e comporre musica. Con autoironia abbiamo cercato di definire il nostro cosiddetto stile come “New Wave Of Black Heavy Metal Oi” ed il testo di questa canzone è presente su Ziggurath, racconta in parte quello che vi abbiamo vissuto in prima persona…Poi che sia tutto scontato poco ci importa e non crediamo di aver inventato qualcosa di nuovo, per noi l’importante è rimanere soddisfatti del prodotto finale e speriamo che qualcuno apprezzi. Già queste cose le consideriamo dei piccoli traguardi raggiunti.
In teoria è impossibile resistere ai cambianti, perché fanno parte dei vari cicli della vita. il celebre aforisma di Eraclito (qualcuno afferma che sia stato scritto da uno dei suoi discepoli ma in merito non esistono ancora prove concrete) “panta rei os potamòs” in sintesi dice che “non è possibile immergersi due volte nello stesso fiume”. In pratica è quasi necessario adattarsi al mutamento ma noi cerchiamo di farlo rimanendo coerenti con le nostre idee, alimentando le nostre passioni anche se potrebbero sembrare anacronistiche oppure obsolete. Per fare un esempio banale, lo facciamo comprando e/o stampando con il gruppo ancora cassette, vinili e CD oppure facendo interviste per riviste e/o fanzine cartacee, oltre che a continuare a comprarle. Questo nel 2022 dove quasi tutto potrebbe essere a portata di mano con un semplice click. Però come vedete non lo facciamo tramite lettere oppure un audio registratore ma utilizzando un mezzo più veloce tipo internet.
Il “concetto” che noi chiamiamo Collettivo è iniziato all’incirca 5 anni fa, perché ci sono stati dei cambiamenti che riteniamo fondamentali, come il trasferimento di Chris a Milano, il quale ad agosto del 2021 ha avuto anche un grande erede di nome Alexander “The Great” (in onore alla famigerata canzone degli Iron Maiden). Questo fattore ha comportato delle difficoltà logistiche anche solamente per fare delle prove in saletta (a cui Chris non partecipa) però fortunatamente in aiuto è arrivato il nostro amico Francesco, da noi soprannominato “Il Maestro” (perché diplomato al conservatorio), il quale gestisce anche la saletta dove proviamo attualmente. In pratica dove non riesce a suonare Chris suona Francesco e viceversa, oppure dove riescono lo fanno entrambi alternandosi al basso sul palco oppure uno suona e l’altro fa i cori o quel che sia ed è come avere due bassisti in formazione. Inoltre, Francesco ricopre un altro ruolo fondamentale (oltre a suonare egregiamente lo strument) ossia quello del Jason Newsted della situazione e quindi viene vessato in continuazione dal resto del gruppo, questo perché cerchiamo di carpire più insegnamenti possibili dai Metallica. Per esempio, una volta è stato rinchiuso dentro un bagno di una stazione di servizio per un paio d’ore, perché durante il viaggio in macchina aveva sbagliato per due volte di fila la discografia dei Marduk e per noi certi sbagli non possono essere tollerati.
Infine, dato che il nostro nuovo album “Verso La Vetta” è stracolmo di armonizzazioni e assoli “metallici” alla seconda chitarra spettrale è stato preso Valerio dei 666 che in pratica sono quasi tutti membri dei Plakkaggio. Purtroppo, spiegarlo in maniera scritta è caotico però l’importante per noi è riuscire a suonare in diverse condizioni. Potrebbe farlo da solo Gabriele come il “Conte Grishnackh”, potremmo farlo in due come gli Abruptum (Rest in Hell glorioso IT), in 3 come agli inizi e con lo spirito degli Hellhammer oppure in maniera esagerata con la formazione a 6 come l’attuale réunion degli Helloweem. Nel Collettivo sono imprescindibili due cose: l’amicizia e il legame, per qualsiasi motivo, con Colleferro.


2) I testi del collettivo Plakkaggio spiccano per precisione e iconicità, unendo il gusto stradaiolo con un ventaglio di termini alti e spesso ricercati. Dove affonda le radici il vostro lirismo?
Fino all’album “Approdo” Chris ha cercato di dare un supporto a Gabriele per i testi ma da Ziggurath in poi li ha scritti tutti lui. Avendo noi diverse passioni (non per forza tutte affini) oltre a quelle musicali, abbiamo cercato di prendere spunto dalle varie letture, film ed esperienze di vita cercando di affrontare anche tematiche distanti da quelle comunemente utilizzate in ambito Punk ma senza dimenticare le nostre radici. Ecco perché nei vari dischi troverete canzoni che parlano di figure mitologiche come la Fenice oppure storici (utilizziamo questo termine giusto per semplificare il concetto più profondo) come Ziggurath, Proto Indo Europa, Sacriporto e Palaexodon Antiquus (entrambi per omaggiare come sempre la nostra amata roccaforte Colleferro), Valhalla e sono solamente degli esempi. Inoltre, pensiamo che la lingua italiana sia ricca di “significato” ed è bello “giocare” con le parole. Aggiungiamo il fatto che Gabriele con il tempo è diventato sempre più meticoloso nella ricerca dei termini e abile nel renderli fluidi i loro intrecci durante la stesura delle liriche.
Invece, entrando nello specifico nei testi del nostro ultimo lavoro “Verso La Vetta” probabilmente possiamo considerali quelli con uno sfondo maggiormente “politico” perché ci troviamo dinanzi a un contesto sociopolitico molto differente e bislacco in confronto al passato. La maggior di questi sono stati terminati a ridosso dell’uscita del disco e per cui risentono delle nostre situazioni di vita quotidiana e lavorativa, dell’attuale questione sociale italiana e purtroppo della situazione pandemica.

3) "Un ghetto chiamato provincia". La provincia e il piccolo paesino sono descritti lontani dal raggio d'azione del punk, spesso raccontato con una narrazione urbana dove la grande città ha un ruolo di catalizzatore di sottoculture. Tuttavia la provincia sforna gruppi spesso più interessanti e anche iconici. Un gruppo su tutti potrebbero essere gli Affluente o, in tempi recenti, gli ottimi Intothebaobab, per non parlare della spavalda scena della Tuscia. L'appartenenza a una piccola realtà è una caratterstica determinante in un gruppo punk, secondo voi?
Aggiungeremmo anche gli Skruigners e gli Alter-Azione tra queste band, le quali ci piacciono sia musicalmente che a livello di testi…
Comunque ritornando al nocciola della questione; secondo noi l’ambiente circostante in cui si cresce e si vive diventa un fattore di rilievo che però non è sempre positivo.
Dal nostro canto, ci ha insegnato ad apprezzare maggiormente le piccole cose, spesso conquistate con sacrificio e dedizione. Per fare un esempio banale, quando eravamo ragazzi e non c’era la possibilità di internet, capitava di andare a Roma anche solamente per acquistare delle semplicissime toppette e spillette dei Venom oppure delle magliette dei gruppi che non fossero gli Iron Maiden o Metallica. A volte partiva solamente una persona, tutto questo per risparmiare dei soldi e gli altri gli “commissionavano” delle cose da prendere. Siamo stati anche fortunati, in confronto ad altri, perché Colleferro non dista molto dalla Capitale ma comunque ogni volta era un viaggio in treno oppure in autobus, una spesa aggiuntiva da sottrarre ai pochi soldi che avevamo e capitava che la stessa persona facesse il viaggio chiuso nel bagno del vagone per risparmiare e poi ci sono le tante piccole rotture di palle annesse. Questo perché nel nostro paese non c’era tanta possibilità di avere negozi “specializzati” e quei pochi che c’erano, giustamente, non avevano le toppe dei Venom, ahahah.
Il resto l’abbiamo già spiegato nella prima domanda e quindi non vogliamo ripeterci.

4) Valhalla è l'episodio di commistione tra un certo black metal e la spinta punk che vi contradistingue. Il testo prende a piene mani dalla celebratissima tradizione norrena. Cosa vi ha portato a narrare del lupo Fenrir e del Ragnarok? E come è nata l'incursione degli archi in questo pezzo?

(Risponde Gabriele)
In passato abbiamo già toccato temi mitologici oppure legati a creature simili.
Nello specifico quelli da voi citati e facenti parte della cultura norrena, li abbiamo scoperti grazie al nostro retaggio Black Metal (basti pensare al moniker di Fenriz dei Darkthrone oppure ad alcuni albumi di Quorthon/Bathory) e visto che questa volta volevamo spaziare anche a livello di testi (scritti da Gabbath per tutto l’album) è stato scelto di omaggiare nuovamente quella parte di musica estrema per cui proviamo fascinazione.
Fernir è una figura molto forte, un animo indomito ma riuscirono ugualmente a “legarlo” con una catena magica chiamata Gleipnir. Tutto questo per mezzo dell’inganno, la cospirazione e che con le arti magiche. Comunque Fenrir riuscì a vendicarsi subito strappando con un feroce morso la mano di Tyr “Dio della guerra” che lo aveva “incatenato” e più avanti, dopo una lunga prigionia forzata, divorò Odino durante il Ragnarok.
Metaforicamente parlando gli eventi connessi al Ragnarok sono affascinanti, la lotta tra il bene e il caos, alcuni Dei considerati immortali che vengono sconfitti, l’eterno bilico tra la morte e la vita, i vari cataclismi naturali che portano distruzione ma allo stesso tempo sono un atto di purificazione e rigenerazione per creare nuovo mondo/inizio e via dicendo. Ovviamente, in sé per sé la storia è intricata, lunga e complessa ma fortunatamente nel caso si voglia approfondire è possibile trovare facilmente informazioni su internet oppure in libreria (esistono edizioni semplice utilizzate anche per i bambini a scuola).
Dulcis in fundo; anche la cultura dei popoli scandinavi rientra in quelle sradicate dal Cristianesimo con la forza e infima astuzia. Questo è uno dei principi cardine della nascita del Black Metal primordiale.
Invece andando sul discorso musicale; L’incursione degli archi è stata merito di Marco “Cinghio” Mastrobuono da cui abbiamo registrato l’album (Kick Recording Studios / Kutso Noise Home), il quale dopo un nostro spunto, ci ha proposto di contattare Vittoria Jinko Nagni che ha composto e registrato le parti di violino presenti nel brano. L’idea di utilizzare strumenti simili era già nata negli anni precedenti però non abbiamo mai avuto la possibilità di concretizzarla. Essenzialmente ascoltiamo anche musica classica e consideriamo una miglioria l’utilizzo sensato di strumenti diversi da quelli canonicamente utilizzate per la nostra amata musica.

5) Vorremmo sapere due cose: 5 album che hanno formato il suono dei Plakkagio (per ognuno una breve descrizione) e poi i vostri 10 singoli N.W.O.B.H.M. preferiti.
Iron Maiden “Killers”: il drumming serrato di Clive Burr ma comunque vario e pieno di spunti, armonizzazioni di chitarre facili da fischiettare anche sotto la doccia, ritornelli che si stampano in testa, il cantato “grezzo” di Paul Di Anno che riusciva a dare ai primi 2 album dei Maiden quel tocco “grezzo” di Punk e renderli speciali per noi.
Venom “Black Metal”: suonare in 3 ma con una intensità come se fossero in 666, senza risparmiarsi, ritornelli d’impatto, Cronos che suona il basso in maniera semplice marziale, a volte caotico (faceva degli slide che pensiamo fossero a casaccius) ma riusciva a rendere il sound massiccio. Anche noi siamo partiti come un Power Trio prendendo ispirazione, tra altri gruppi, proprio dai Venom e poi loro sono l’essenza del Metal Punk.
Slayer “Reign In Blood”: suonare per distruggere tutto in mezz’ora scarsa ma senza perdere di vista l’importanza dei riffs e senza buttare tutto in “caciara”.
Metallica “Ride The Lighting”: lo sparti acque tra la furia cieca di “Kill’ Em All” il più ragionato e complesso “Master Of Puppets”…Sono riusciti a comporre canzoni epiche come “For Whom The Belltolls” e “Creeping Death” da cantare a squarciagola ma allo stesso tempo anche canzoni tritaossa come “Fight Fire With Fire” e “Trapped Under Ice”. Inoltre, non dimentichiamo l’importanza degli arpeggi che possono arricchire una canzone.
Bloody Riot “Omonimo”: immediatezza, necessità di comunicare qualcosa, andare dritti come treni. Sono stati e rimangono tra i nostri gruppi Punk Italiani preferiti (R.I.P. Perciballi) e ovviamente tra i più importanti, non solo per l’aspetto prettamente musicale.
Adesso in ordine sparso, perché fare una vera classifica sarebbe troppo complesso e 10 singoli sono pochi, non basterebbero nemmeno per scrivere quelli dei Saxon e Venom:

Iron Maiden “Running Free”
Angel Witch “Angel Witch”
Virtue “We Stand To Fight”
Venom “Die Hard”
Holocaust “Heavy Metal Mania”
Grim Reapear “See You In Hell”
Girlschool “Emergency”
Diamond Head “Helpless”
Blitzkrieg “Blitzkrieg”
Saxon “Heavy Metal Thunder”


6) La scena OI!/street punk sembra vivere una nuova giovinezza, declinata in uno stile molto più melodico e compatto rispetto ai prime movers. L'input secondo noi è stato dato da bands come i Bull Brigade o gli Ultimi. Anche voi sentite una linea di continuità tra questa ondata di bands e i vostri lavori? Che ne pensate di chi invece si rifà a un sound più ottantiano tipo Clear Cut e Scalpo?
Avete citato due gruppi validi, che non solo ci piacciono ma anche ammiriamo e inoltre come saprete, con loro esiste anche un rapporto che va oltre a quello musicale e abbiamo condiviso molte volte lo stesso palco. Soprattutto con “Gli Ultimi” che sono nostri amici e con i quali abbiamo fatto anche delle furgonate “del male” per andare a suonare insieme. Però il nostro cosiddetto sound nel tempo è mutato lasciando sempre più spazio alla vena più “metallica” pur non dimenticando assolutamente la melodia e soprattutto il “fattore” Punk sia musicalmente che nei testi. Giusto per fare un esempio semplice, nel nostro ultimo album abbiamo inserito il doppio pedale che in alcuni brani viene suonato stile “elicottero” come facevano gli Helloween nei primi album (R.I.P. Ingo Schwarzmann) e infatti per la title track Gabriele si è ispirato proprio loro. In “Valhalla” ci sono melodie ma sono prettamente ispirate dal Black Metal e con tanto di citazioni. Quindi, in sintesi, ci sentiamo in linea con quello descritto da voi ma suonando in maniera più “massiccia” (lasciateci questo termine) e veloce.
Noi adoriamo il sound più anni Ottanta e il nostro “percorso” inerente al Punk, Hardcore, Oi! è stato segnato da gruppi tipo Bloody Riot, Nabat, Klasse Kriminale, Negazione, Raw Power, Cock Sparrer, Exploited, GBH, Misfits et cetera…Che abbiamo ascoltato assiduamente e continuiamo a farlo ascoltando anche gruppi più attuali come Lenders, Iena, Bomber 80, Diario Di Bordo, Stiglitz, L’Esperimento Del Dr. K, Sempre Peggio oltre quelli scritti già da voi.
La nostra passione per quegli anni l’abbiamo “sfogata” e dimostrata suonando e registrando 2 album con gli 80’s e un 7” con gli Iron Hill che abbiamo “splittato” con i Lenders uscito per Hellnation Recordstore), oltre qualche canzone sparsa in compilation.
Inoltre, non dimentichiamoci di tutte le band che sono passate per la decade negli anni Novanta come i Colonna Infame Skinhead, Duap, Gozzilla & Le Tre Bambine Coi Baffi, Monkeys Factory, Razzapparte, Billy Boy e La Sua Banda, Five Boots, Rotten Bois, Tear Me Down, Alter-Azione, Affluente, Frammenti e via dicendo, perché ce ne sono a iosa e potremmo continuare per altre 666 pagine!

7) Per questo LP è stato girato un video, tranne quello di CDG non siete mai stati attivi su questo fronte. Cosa vi ha spinto a cimentarvi in questa impresa (oltre a voler tributare gli Immortal)? Ci sembra lo spazio giusto per citare l'immenso "Camping Holocaust" e chiedere quando verrà ristampato in blue ray. 

(Risponde Gabriele).
Per la Cantina Del Gojo avevamo inciso una canzone dedicata a questo bel luogo di aggregazione, concerti e via dicendo che purtroppo non esiste più. Però parlando del video in questionre, in pratica non possiamo considerarlo come “nostro” perché il tutto ruota giustamente intorno alla C.D.G. e le varie riprese fanno parte di un concerto dove suonarono i Negative Approach oltre altri gruppi italiani. In quella serata abbiamo fatto giusto una “comparsata” di circa 15 minuti suonando dal vivo, per avere anche qualche nostra ripresa e non eravamo neanche nel flyer/programmazione.
Finora il nostro unico e vero video-clip ufficiale rimane Valhalla, perché fare dei video professionali oppure photo-set, richiede molto tempo e impegno che non abbiamo sempre a disposizione, specialmente per via dei nostri lavori.
Però dobbiamo ammettere che è stato divertente girarlo il video anche se faticoso e impegnativo, abbiamo anche imparato molti aspetti celati dietro a questa realtà per noi non troppo conosciuto. Tutto grazie al lavoro costante di Martina McLean “Sanda Movies” (https://www.sandamovies.com/) e del suo staff che non smetteremo mai di ringraziare.
Essenzialmente volevamo lasciare un ulteriore traccia della nostra adorazione verso il Metal Estremo e insieme a Martina abbiamo optato di farlo citando dei frammenti di altri video come quelli degli Immortal, Satyricon, Cannibal Corspe. inoltre, c’è una piccola citazione dei Fleshgods Apocalypse che ringraziamo per averci prestato un costume di scena.
Un’altra parte che ci è piaciuta del video è che nei frammenti sono immortalati anche molti nostri amici come Danny Boy (ex Bierkampf, Receipt, The 4th Sin e tanti altri gruppi storici della Rma HC) che nel brano si alterna al microfono con Gabriele, Francesco Pecchia (ex chitarra nei The 4th Sin e attuale degli Underball e Spoiled, nonché nostro ex-chitarrista), Federcini di Fhate Off, Lord Ceciroth (nostro primo batterista nei Plakkaggio HC e batterista dei 666 e Iron Hill), amici stretti di Colleferro ripresi sottopalco durante il finto concerto al Traffic Live Club, etc…
In generale c’era la presenza del Collettivo Plakkaggio.
“Camping Holocaust” per coerenza potrebbe uscire solamente in edizione VHS con allegata una musicassetta dei Los Turibbos.

8) Da sempre le vostre copertine sono curate da Kokeshi Design (Riccardo Parenti) mentre il lato fotografico è stato affidato a Zanza Rude. È il momento di parlare di chi sta dietro a questi aspetti del disco, come di chi si è occupato dell'ottimo comparto suoni.
Preparatevi che anche qui è un bel groviglio di informazioni…Comunque, dal primo album “Il Nemico” fino a Ziggurath le grafiche e fotografie sono state curate/gestite da Riccardo Parenti in arte “Kokeshi Design” che ormai vive a Tokyo da parecchi. Dopo “Ziggurath” le fotografie sono state curate da Enrico Zanza. Invece grafica e impaginazione del 7” C.D.G. sono state opera di Silvia Sicks (in arte Tunonna). Non possiamo assolutamente tralasciare la magnifica copertina del nostro unico Demo in CDr “Liar” del 2004 che è stata realizzata da noi con Paint, prendendo dal web una foto di un placcaggio e scrivendo con un classico font i titoli delle canzoni. Tutto questo per ripercorrere e spiegare a grandi linee il “passato”.
Tornando a “Verso La Vetta”; le foto presenti dell’album sono state tutte scattate a febbraio di quest’anno da Enrico, nei brevi break presi durante le riprese del video “Valhalla”. Quelle Black Metal tra i monti di Carpineto Romano (Provincia di Roma) invece le altre Metal Punk nei sotterranei del C.S.O.A. Forte Prenestino di Roma. L’impaginazione dell’album è stata fatta da Federica La Rude che insieme a Enrico hanno un progetto chiamato ZanzaRude.
Federica ha curato anche l’impaginazione della stampa in versione cassetta di Ziggurath e quella in versione vinile de “Il Nemico”.
La parte grafica è sempre di Riccardo e qui rimane fondamentale dire che insieme a Gabriele il gruppo escursionistico Europangea (di cui si parlava prima) ed è anche un bravo alpinista. Gli è stato dato l’imput di prendere il K2 e le piccozze per creare un’artwork glaciale.
Anche qui ribadiamo il concetto che tutte queste persone coinvolte che non smetteremo mai di ringraziare, sono in primis tutti amici e facenti parte di quello che definiamo “Collettivo Plakkaggio”
Cambiando ambito e passando a quello prettamente musicale…Registrazione, mixing e mastering passati per le mani di Marco “Cinghio” Mastrobuono (Hour Of Penance e Bufflo Grillz giusto per citare un paio di gruppi in cui suona) e Matteo Gabbianelli (cantante dei Kutso ed ex batterista dei Payback) nei Kick Recording Studios / Kutso Noise Home di Marino (Roma).
Inoltre, Marco ci ha anche dato un bell’aiuto per delle idee da inserire e ha suonato alcuni passaggi nelle canzoni. Il risultato finale è davvero Sport Metal!

9) L'alpinismo è il fil rouge che collega le tracce. Da dove nasce questa passione? È condivisa a livello di band o è una semplice suggestione lirica?
L’unico vero appassionato è Gabriele, il quale ha anche “fondato” un gruppo escursionistico denominato “Europangea”. Comunque, tutto il resto della band condivide ugualmente tale passione però potremmo dire a livello amatoriale, perché ci piace camminare immersi nei boschi silenziosi, perderci nei suggestivi panorami che le montagne riescono a regalarci, sentire la fatica dettata dallo sforzo fisico e mentale durante le “camminate” ma soprattutto la soddisfazione di raggiungere una qualsiasi vetta. Siamo anche riusciti ad organizzare delle escursioni tutti insieme e comunque in generale siamo tutti affascinati dal mondo che ruota intorno alla natura sotto l’egida incontrastata del Black Metal.
Tutto l’artwork dell’album e alcuni testi racchiuso nello stesso, sono un voluto omaggio alla montagna. Però bisogna specificare che non abbiamo a che fare con un concept album, perché all’interno del disco vengono affrontati argomenti diversi, i quali sono anche nettamente scollegati tra di loro.

10) Spazio free.

Sarà banale però ci teniamo a ringraziarvi per l’intervista e per il tempo che ci avete dedicato, pensiamo di avervi detto tutto o almeno lo speriamo e scritto troppo. Chiunque può contattarci tramite i vari canali social riportati di seguito oppure se avete la possibilità e la voglia, veniteci a salutare al “banchetto” che troverete ai nostri concerti, per bere birra in lattina e parlare di Metal Punk e dello Sport Metal dei Raven.

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PLAKKAGGIO - VERSO LA VETTA

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Sono tanti i gruppi che al quarto full lenght hanno perso la strada, la stoffa, i membri migliori o la voglia di fare, e la vetta è perduta, distante, oscurata da fosche nubi che decretano la discesa di un buio su speranzose legioni delle più disparate subculture. Ma in questa morìa si ergono fieri dei grimpeurs  agguerriti che conoscono la strada verso la vetta... ed oltre!

Dal 2004 il collettivo Plakkaggio proveniente da Colleferro è fieramente alla provincia dell'impero, regalandoci un sincretismo pagano di heavy metal e hardcore punk che hanno rinominato New Wave of Black Heavy Metal OI!, uno stile dove nulla è nuovo ma tutto è fresco, nella sua rilettura ostinata di stilemi persi e rituali perpetrati con l'ostinazione di chi non si arrende davanti a una parete da scalare.

Riff che devono molto all'Heavy Metal 80iano del vecchio continente, ma sono permeati dall'aura stradaiola del culto skinhead degli anthem alla Cock Sparrer riletti da leggende dimenticate come i Virtue senza scordare il freddo di acts come Bathory, Enthroned, Apbrutum. Per crederci ascoltate Valhalla, che riassume in modo proficuo queste features di Epicità e strafottenza stradaiola che nessun gruppo power metal di plastica raggiungerà mai (inaspettato e spiazzante l'uso degli archi nel break) e parliamo di power metal perché l'opener cita a gran voce il periodo d'oro di Helloween e Gamma Ray, senza rinunciare alla sintesi punk che è nel DNA del collettivo.

Un plauso va a  Riccardo Parenti, che da sempre cura le grafiche del gruppo (portiamo entrambi con fierezza la maglia con la fenice) e a Zanzarude (Enrico Zanza+Federica la rude), con le loro foto trve grim frostbitten black metal.

Time to kill e Hellnation ci danno l'occasione di avere sia vinile che cd e, visto che si parla sempre di supporto, sarebbe il caso di fare splendere questo gioiello oltre i confini della scena punk che ha già conquistato. Un plauso va a Paleodoxodon Antiquus" che parla di Mammoth letali che abitavano Colleferro, che da sola meriterebbe uno split coi paleontologici Thecodontion.

La via è segnata. Avanti tutta!

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There are many bands that  have lost their way after the fourth full lenght, the burning ambition is lost in the distance obscured by dark clouds that decree the descent of a veil darkness on the subcultural legions of every kind . This plague doesn't stop this proud pack of grimpeurs that  know the way to the top and beyond.

Since 2004 the colletctive knows as Plakkaggio from Colleferro (near Rome) is proudly far away from the chaotic capital  and only care of deliver  a pagan syncretism of Heavy Metal and Hardcore Punk that they have renamed New Wave of Black Heavy Metal Oi!, a style where nothing is new but everything is fresh in its stubborn reinterpretation of lost stylistic features and rituals perpetrated with the stubborness of those who do not give up in front of an iced wall.

Riffs that are straight outta a 80's heavy metal of the old continent, but are permeated by the streetwise aura of the skinhead cult of a Cock Sparrer anthem reinterpreted by forgotten legends like Virtues without losing the cold aura of acts like Bathory, Enthroned, Apbrutum. Listen to Valhalla which profitably summarizes the Epic edge and the street arrogance that no plastic power metal babd will ever reach (unexpected and unsettling use of strings and violins  in the break) and we mentioned power metal because the openner is a loud n proud reference to the gold  era of  Helloween and Gamma Ray without refusing the punk rudeness that is in the DNA of the collective.

Kudos to Riccardo Parenti who has always been at the service of the group's graphics (we both proudly wear the shirt with the phoenix that he has desinge ages ago) and to Zanzarude (Enrico Zanza + Federica la rude) with their true grim frostbitten black metal photos.

Time to kill and Hellnation give us the opportunity to have this opus of  metallic force "Verso la vetta" (to the top) both on vinyl and cd and since there is  always big talking about support the bands it would be appropriate to make this jewel shine beyond the boundaries of the punk scene that has already conquered by Plakkaggio. An applause goes to the track "Paleodoxodon Antiquus", that talks about lethal mammoths that lived in Colleferro before the dawn of men that alone deserves a split with the paleontologists death metal masters Thecodontion.

To the top and beyond.


BANDCAMP

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THE UNBORN - SLASHER (STREET PUNK ANTHEMS)

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The Unborn Slasher

I "The Unborn" sfornano il primo full-lenght.
Dopo la tape e il 7" ci piazzano queste 12 tracce di OI! tinto dell'orrore che tanto contraddistingue la band. Salvo un intro e un outro detti (Trailer) ogni canzone è ispirata a una pellicola horror da classici come "Non aprite quella porta" e "Profondo rosso" a cult come "Ecologia del delitto" aka "Reazione a catena" del maestro Mario Bava.  C'è spazio pure per dell'action con "The Warriors" e per l'horror profondamente sociale come "Videodrome" e "Terrore dietro lo specchio".
Tutte queste tracce non sono solo titoloni ad effetto ma anche anthem di una certa rilevanza, con cori in primo piano e riff che, oltre a tributare 4-Skins, Last Resort e The Business, ci impiantano degli inserti di Hard Rock\NWOBHM che rendono i pezzi ancora più malvagi e d'impatto!
Questo branco di assassini mascherati quindi passa il test dell'album completo con "Rabbia e Stile". Menzione speciale per la grafica che è un mega omaggio a un famosissimo gruppo oi! e al fantastico "catalogo" con i docs sporchi di sangue e altri strumenti di morte. Una produzione Skinhead Sounds!

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The Unborn unleash their first full-length after the tape and the 7 "places these 12 tracks of horror-infused OI! is typical of the band.
Except for an intro and an outro said called trailer every song is inspired by a horror film from classics such as "Texas Chainsaw Massacre" (Non Aprite quella porta) and "Deep red" (Profondo rosso) to cult such as "Bay of Blood" (Reazione a Catena) of the master Mario Bava.
There is also room for an awesome action movie with "The Warriors" and to social Horror as "Videodrome" and "Candyman".
All these tracks are not only impressive titles but also wild rocking tunes with insane singalongs and crazy riffs that are not only inspired by 4-Skins, Last Resort and The Business with implants of Hard Rock \ NWOBHM which makes the songs even more evil and impactful!
This pack of masked assassins pass the test of the full with "Anger and Style" (Quoting an old school Mod band).
Special mention for the layout a mega tribute to a very famous  oi! band is fantastic catalog with blood-soaked docs and other instruments of death. A Skinhead Sounds production!

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MALOKARPATAN - KRUPINSKÉ OHNE

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I Malokarpatan (letteralmente "abitanti dei Piccoli Carpazi", catena montuosa slovacca), ci presentano il loro terzo full-lenght "Krupinskè Ohne"(il fuoco di Krupina), mastodontico concept su fatti stregoneschi che accaddero in Slovacchia, dove una congrega di streghe terrorizzò la popolazione e finì sul rogo dell'infame inquisizione.
Cantato in lingua madre, delle traduzioni in inglese ci guidano in questo viaggio oscuro ed occulto di sicuro fascino e particolarità.
Sotto quest'impianto lirico c'è un suono che pesca a piene mani dall'heavy metal classico di Mercyful Fate, Candlemass, Exorcist, Diamon Head e Death SS, ma con il tocco black first wave di Venom, Sabbat (JPN), HellHammer e Mortuary Drape, filtrato in un'ottica da band dell'ex-blocco sovietico come Root, Master's Hammer e Polkogep!
A questi assalti fatti di riff incasellati perfettamente uno dietro l'altro alla maniera della mitica Satan's Fall, si unisco parentesi acustiche e prog degne di Black Widow e High Tide.
Ci troviamo davanti ad un mix primitivo degli elementi più epici ed evocativi della musica del diavolo, con una voce sguaiata e minacciosa che racconta storie inquietanti in lingua madre.
L'album  si compone di 5 tracce per 49 minuti in totale, un bel viaggio pregno di riff e stacchi. L'ennesimo gruppo sotto Invictus Records che si innalza sopra la mediocrità di bands con approcci "folk" con mille ciufoli e stumentini del cazzo, ma pesca a piene mani anche dal passato più interessante della scena metal, riarrangiandolo in una visione locale sicuramente accattivante.
I più vivi complimenti al membro dei Malokarpatan che sfoggia con orgoglio una maglia del mitico Land of Mistery dei Black Hole, gruppo italiano che mai abbastanza è stato celebrato.
Il disco sarà fuori in vinile e cassetta.

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Malokarpatan (literally "inhabitants of the Little Carpathians", a Slovak mountain range), unleash  their third full-length "Krupinskè Ohne" (Krupina's fire), a mastodontic concept about witchcraft related events that happened in Slovakia, where a coven of witches terrorized the population and ended up at the stake of the infamous inquisition.
Sung in their the mother tongue, the lyrics are a dark and occult journey making this record charming and peculiar.
The Lyrics are supported by a sound that take influence  from the classic heavy metal of Mercyful Fate, Candlemass, Exorcist, Diamon Head and Death SS but with a touch of  First wave black metal in the style of Venom, Sabbat (JPN), HellHammer and Mortuary Drape filtered from a former Soviet bloc view in the likes of Root, Master's Hammer and Polkogep!
A perfectly crafted riff assault in the manner of the mythical Satan's Fall!
There is also room for eerie acoustic breaks and prog sections worth of band like  Black Widow and High Tide, we are in front with of a  primitive mix of the most epic and evocative elements of the devil's music, with a shameless and threatening voice that tells occult tales.
The album consists of 5 tracks for 49 minutes of total running time a nice trip full of riffs and haunting melodies.
Another stunning band under Invictus Records that rises above the mediocrity of bands with "folk" approaches with a thousand  useless weird insturments, but instead a work that picks up also from the most interesting features from the past of the metal scene, rearranging it in a captivating vision.
The warmest congratulations to the member of the Malokarpatan who proudly shows off a shirt of the awesome Land of Mistery of the Black Hole an Italian band that has never been celebrated enough.
the record will be out on vinyl and cassette.

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THULSA DOOM INTERVISTA

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I Thulsa Doom vengono da Roma e suonano un connubio di epicità e oscurità sottoforma di death metal di scuola Bolt Thrower e Asphyx!
Nail e Phantomlord si aprono ai nostri microfoni.


1) Ciao! Parlateci un po' delle origini della band. Siete attivi da relativamente poco, ma sappiamo che avete avuto già esperienze in campo musicale. Come siete finiti dentro questo progetto?

[Nail] I Thulsa Doom sono in effetti un progetto recente (nati nel 2018) anche se l’idea e le radici del gruppo risalgono a qualche anno prima. In quel periodo io, Filippo “Phantomlord” e Lorenzo “B.G. Triumph”, dopo esserci congedati ognuno dal relativo progetto in altra band (rispettivamente io Vultures Vengeance e prima Necromancer, Filippo Lurking Terror.Lorenzo Demonomancy) decidemmo di unire le forze e dar voce a materiale che avevamo già pronto. Da quel materiale, in poco tempo nacque Realms of Hatred. A seguire si è unito
alla formazione come bassista Antonio Cutthroat che molti hanno sicuramente già apprezzato come mastermind nel suo progetto “Demon Bell” e come bassista nei Demonomancy.



2) Il vostro death ci ha ricordato non poco i Bolt Thrower, i Sadistic Intent e i Sathanas, filtrati in un’ottica epica e oscura. Cosa vi ha spinto ad adottare questo stile così particolare e poco battuto?

[Nail] Hai colto abbastanza bene le nostre influenze. Diciamo che secondo me, guardando indietro al nostro background musicale, i Thulsa Doom sono un risultato abbastanza“naturale”. Per quanto non ami le etichette e le definizioni, nella maggioranza dei progetti a cui abbiamo preso parte abbiamo sempre pagato un forte tributo ai gruppi death/thrash 80’s/90’s. Per quanto riguarda l’attitudine epico-oscura invece, quello per me è un “condimento” alla musica che, a mio gusto personale, da un valore aggiunto ed una particolare chiave di lettura all’ascoltatore e si incastra molto bene con l’esaltazione e la violenza che può trasmettere una musica estrema quale il death metal è.

[Phantomlord] Come ha detto Nail è stato semplicemente un processo naturale, suoniamo e ci rifacciamo ai gruppi thrash e death che amiamo e ascoltiamo da sempre. Per quanto mi riguarda questo è un processo basilare, ci piacciono quelle band che sanno suonare il riff e non come spesso accade oggi dove si punta a fare dell’inutile “”death metal”” atmosferico o cavernoso con 0 riffs.



3) Da queste parti R .E. Howard è molto apprezzato, così come la sua creatura chiamata Thulsa Doom. Se avete scelto questo nome sicuramente l'heroic fantasy, sword and sorcery non sono termini nuovi per voi. Quali sono i vostri racconti/scrittori preferiti in questo campo(valgono anche film e fumetti)?

[Nail] Ovviamente Tolkien (Silmarillion, Lotr), Moorcock, Poe, Lovecraft.

[Phantomlord] Sono e siamo cresciuti con LOTR, il Silmarillon e le opere di Lovecraft.Personalmente adoro il ciclo di Elric di Moorcock e sono sempre stato appassionato di letteratura di fantascienza, dall’epoca d’oro degli anni 50 (Heinlein, Asimov o Clarke per citare i più famosi) al periodo New Age.


4) Realms of Hatred è fuori per Invictus Records nei sacri formati di cassetta e vinile. Siete contenti del risultato ottenuto? Ci raccontate un po’ di retroscena su questo EP d'esordio? Side question: siamo molto interessati ai due intro stumentali che ben delineano l'atmosfera.Come nascono?

[Nail] Sono abbastanza soddisfatto del risultato ottenuto con Realms of Hatred. Con il senno di poi riesco sempre a trovare qualche virgola fuori in ogni cosa che faccio, ma sono abbastanza convinto che questo faccia parte della mia indole “maniacale”.Le quattro canzoni di Realms of Hatred nascono dall’unione dei pezzi scritti da me e Filippo precedentemente alla formazione del gruppo e rielaborati in sala prove (At the gates of Nineveh risale addirittura al 2015). Sostanzialmente ci siamo trovati in sede di rehersals a provare delle canzoni già abbastanza consolidate, perfezionandole a livello di riff ed agganciando delle lyrics in modo da risultare coerenti con l’immagine che volevamo dare al
gruppo.Per quanto riguarda i due strumentali, la traccia “Realms of Hatred” è un tema di 1 minuto e mezzo con archi altisonanti ed effetti sinsitri. Il pezzo ha avuto origine da un’idea del nostro batterista Lorenzo B.G. Triumph. Ricordo che un giorno porto in sala prove una sua tastierina Bontempi giocattolo a due ottave, e durante una pausa ci fece ascoltare le 4 note malefiche che aveva in testa (fu una scena abbastanza comica a dire il vero) e da cui sono partito per creare lo strumentale. Devo ammettere che mi sono divertito molto ad aggiungere armonie di archi e effetti malefici sotto. Il risultato finale mi ricorda atmosfere alla Celtic Frost ed è perfetto per aprire i nostri live

Misfortune Glance è invece un breve arpeggio neo-classico che funge da preludio al pezzo finale del disco “Thulsa Doom”. Seppur breve, quest’intro cerca di giocare un po’ sull’effetto sorpresa in quanto, probabilmente, non è un qualcosa ti aspetteresti in un disco death metal



5) Sappiamo bene che anche l'occhio vuole la sua parte, soprattutto quando si parla di metal old-school, quindi parliamo un po’ dell'artwork e del logo, sicuramente evocativi e d'impatto. Chi li ha realizzati? Quanto conta per voi il lato grafico della band?

[Nail] L’artwork è stato realizzato dal nostro amico ì Samuele Gore a partire da una mia bozza realizzata al computer. Il disegno rappresenta un cavaliere oscuro immerso in un immaginario sinistro medievale, ricco di riferimenti (un esempio sono le rovine sullo sfondo, bassate sulle rovine realmente presenti a Roma in zona Appia-Pignatelli, un riferimento alla nostra città). Il personaggio è anche un tributo ai disegni di Bakshi ed ai suoi Nazgul, che ovviamente tutti noi amiamo.
Curiamo molto la parte grafica, non solo per l’artwork, ma tutto ciò che concerne ad esempio flyer o immagini dei post che pubblichiamo. Ritengo che sia un aspetto importante se si cerca di creare un’aura particolare attorno al gruppo. È importante rappresentare con immagini efficaci e coerenti ciò che tratti in musica. 



 6) Vorremo sapere 5 (o più) dischi fondamentali per il suono dei Thulsa Doom, con per ognuno una breve descrizione.

[Nail] Non in particolare ordine:


  • Dark Angel - Darkness Descend (tra i migliori esempi di commistione death/thrash di fine 80s’);
  • Infernal Majesty – None Shall Defy (disco perfezione per riffing e grande fonte di ispirazione personale);
  • Deicide – Deicide (tra i dischi più violenti mai ascoltati); 
  • Morbid Angel – Blessed are the sick (assieme ad Altar of Madness tra le massime espressioni che il metal abbia mai prodotto in termini di riff e songwriting);
  • Bolt Thrower – In battle there’s no law (perfetto accostamento tra death metal a tematiche fantasy);
[Phantomlord] 

  • Morbid Angel – Altars e Blessed perché sono i due più grandi capolavori del genere, fonte inesauribile d’ispirazione. 
  • Slayer – Hell Awaits e Reign in blood, semplicemente l’origine del male. Inutile stare a citare altri dischi o gruppi (xUAx: Phantom Lord se passi in Sardegna hai diritto a un disco dalla nostra distro,Slayer Uber Alles)

7) Parliamo di concerti. Sappiamo che siete previsti per il “Live Evil” del 2020 con bands quali Eternal Champion ed Hellish Crossfire. Come vi sentite a proposito? Come sono i live dei Thulsa Doom e quali sono state le migliori e le peggiori date finora? 

[Nail] Il Live Evil è stato davvero un’esperienza particolare. Abbiamo suonato in una giornata del festival in cui, ad eccezione forse degli Hellish Crossfire, non erano presenti gruppi di metal “estremo”, quindi la situazione era un po’ particolare. La risposta del pubblico è stata ad ogni modo è stata molto positiva e ci siamo divertiti.

[Phantomlord] Probabilmente due delle date migliori sono state a Strasburgo e Parigi


8) Parlando sempre di estetica, come vi presentate ad uno show? Pensate che una band death metal debba avere un impatto visivo o non vi interessa?

[Phantomlord] L’impatto visivo è sicuramente importante, ma non per questo tocca puntare tutto su borchie e face painting. Uno degli obiettivi di ogni band death metal deve essere sconvolgere il pubblico ed esaurirlo proprio a livello fisico.


9) Quali sono le vostre prossime mosse in ambito discografico?

[Nail] L’obiettivo è un full-length e vorremmo completarlo entro il 2020.

[Phantomlord] Stiamo lavorando ai pezzi nuovi per un uscita entro fine anno

10) Spazio libero per voi. Grazie mille e alla prossima!

[Nail] Grazie per lo spazio concessoci ragazzi, alla prossima!




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SABIRE INTERVIEW (ENGL)

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1) Hi Scarlett! We know that Sabire (we always pronounced Sabeer, we are right?) is a hero-like character from a fantasy universe of your creation. Can you tell us more about him and his story? One of us is hooked on old fantasy/sci-fi one shot books, like Under the Moon of Mars, Conan or the Lovecraft stuff, are you in it too? In Italy those kind of stuff was published in cheap 1buck/100 pages books, do you have something similar?

Hey! Yes, you are correct that in your pronunciation. So Sabire, short for Sabirátòk, was a male born of the high race of beings known as Strecken. Streckens are the 2nd highest beings on the planet of Gaigot, on a purely biological level. At one point in history, there was an imperialistic uprising by another race of peoples called Eirlakonians. These people aimed to ultimately enslave much of the world, and through hard work and loss of life, they managed to take down the Streckish people and keep them down under the yolk of oppression for centuries. As a spiteful insult to their natural “highness,” each Streckish child had a region specific piece of metal inserted under their skin on their forehead as an identifier. There was nothing anyone could do...at least not successfully.

There were groups of Streckens that did revolt and band together and became guerilla warriors hidden in the wilds, known simply as Renegade Streckish. These groups actually managed to detach themselves so much from their own culture, and with such malicious intent, that they actually “changed” and became lesser Streckens as a result. They were, and remained, heros to no one. So, with no hope, Streckens lost their light and faded to grey as the wheel of Eirlakonian oppression continued to turn. Until one day, a Streckish boy was born in the heart of the Empire, in Eirlakonia Citika, with the name Sabirátòk, and a blessing from the creator. Always a rambunctious and mischievous young boy, Sabire was a natural rebel.

While this may seem normal, this was not the case with people now with generations born into nothing but slavery, and only quiet campfire stories of their history past down by eldars. By his late teens, he had a severe reputation for trouble and was frequently in street brawls. It was only a matter of time before he picked a fight with the wrong people, and a strong weapon was used on him. A blow aimed at his neck struck him and shattered the blade that was used.

To keep things brief here, essentially, Sabire was blessed with invulnerability from the neck up; he could not be touched here. This was an act of divine intervention and would become legendary in his story. Again, to keep this short, Sabire had enough of everything, the oppression, the grey, the misery. He cut out his metal embedding in a fit of rage and was thus touched by the divine.

He heard a voice as clear as day telling him to channel his rage and rebellion into rally, and restore hope to his people. He did more than that. To keep it short, he was successful. He lead his people out of the grey, restored their light and overthrew the Eirlakonian empire, never to rise again. Sabirátòk was the greatest Strecken to ever have lived, and he attained god-like status after his passing. To this day, out of respect, no Streckish boy is to ever be given his name.
Lovecraft is a major favourite of mine. I applaud and adore his work.


2) The mini album “Gates Ajar” is a lightning out of the blue in the heavy-speed metal scene and its sound is perfect and powerful. How did you shaped your sound and how did you recorded it? Digital process or analogic madness? What “Gates Ajar” means?

Thanks very much for the kind words. Everything was recorded into a digital audio workstation. We recorded the drums through an analogue desk, and the vocals through a tube preamp. Everything was mixed and mastered digitally by myself. Gates Ajar is an actual place in remote northern Ontario in Canada. I spent a great deal of time in this area for much of my life and the land is very close to me.



3) There are some hard rock layers into the sound of Sabire, like if Wasp, Scorpions or Shout At The Devil era Crue had a violent speed metal twist. Especially the vocal are like an alternative Blackie Lawless from an ancient land. Do you agree?

Haha I suppose so! I like the description.


4) Ok, this is a punk-hc webzine and we know that you had some punk band before Sabire, so we have a mandatory question: what do you think about the punk sound and ethos?

Punk is very important to me because that’s where I came from. I didn’t grow up on heavy metal or hard rock at all. I think the best thing to me about the original punk ethos from Britain was to present yourself as yourself to the fullest extent. The best thing to me about the orignal punk ethos from America, and I’m speaking strictly 70’s here, not hardcore, was the aggresive devil-may-care attitude towards the music and image.


5) We need  5 record (or more) that are mandatory for the Sabire sound, and we need also a brief description for each record!

This is a really great question. I think this is actually the best way of describing the influences of Sabïre’s sound. So here we go. As follows, the 5 most important records that shaped myself and subsequently Sabïre

  1. Rudimentary Peni - Death Church. The origin of my obsession with the “acidic sound,” and a profound shaper of my approach to guitar tone. This is the album that started it all. If there were no “Death Church,” there would be no Acid Metal.
  2. The Offspring - s/t. This album too, was a massive influence on my guitar playing, songwriting, and approach to music. The biting rattle of this album is a quintessential influence on Sabïre and the Acid Metal genre.
  3. Loreena McKennit - The Mask and the Mirror. The full bodied swell of this album and Loreena’s voice are a major influence on myself and Sabïre. The fullness here is vital to balancing out the biting sound of Acid Metal.  You can hear this clearly on “Helheim,” “Daemons Calling” and even “Slave to the Whip.”
  4.  Bathory - s/t. This album is another major factor in shaping the sound of my playing, and approach with Sabïre. I even play Ibanez Destroyers just as Quorthon before me! I cannot stress enough how much this album, and “The Return......”, help to shape the Acid Metal sound.
  5. Venom - Black Metal. This album may not be as “acidic” as some of the others listed, but the guitar style, bass style, and drumming approach are all extremely vital to the Sabïre sound. The grooves and power on this album are the thunder behind Sabïre.
!!BONUS!! 
6. The Beatles - A Hard Day’s Night. I could not leave this out, I’m sorry. If it were not for the Beatles, I would not be in music. This album and the early Beatles albums are too, vital to the sound of Sabïre. From the steady drumbeats, to the vocal harmonies, from the intentions behind the vocals, to even production approach, the Beatles and “A Hard Day’s Night” are a core component to Sabïre’s sound.

6) There are some notable bands that needs to be exposed these days? Unveil some underground gems or praise some already known names!

Smooch from Melbourne is a serious favourite of mine. Check out their debut promotional single on the Pissfart records bandcamp https://pissfartrecords.bandcamp.com/album/smooch-promo. I would recommend them to anyone. Chevalier from Finland are amazing. Sign of the Jackal from Italy are beautiful.


7) Something always caught our attention in the heavy metal scene are the crazy oufits that metalheads carry-on sporting with pride! How a metalhead should look in your opinion? What’s your favourite metal outfit\garment?

They should look like they care about their appearance! Find what you like and exploit it to the fullest extent of your ability. Become the you you’ve always dreamed of being. It’s hard to pick a favourite heavy metal garment, but if I had to choose, a good pair of interesting earrings, or a single dangler, will never steer you wrong.


8) Let’s talk about your next moves. What lies ahead? Singles or a full-length?

We’ll be doing a standalone single called “Mistress Mistress” first before anything else. Then, there will be a promotional single from the upcoming full length shortly before the big release. This will feature and extended mix of the track. The full length is called “Jätt,” which is the Streckish word for “hell.” The album will explore the broad and subjective theme of hell. After the full length, there will be a 3-track EP. Beyond that, I can only say there will be another full length; the title, artwork and songs are all determined already.


9) The artwork looks really like an old fantasy book. Who’s behind it? Who are your favourite artists in term of visual-arts (in metal covers or in general)?

The artwork was done by Didier Normand, a great artist. My favourite artists that I know the name of are: Nick Blinko, Nick Bantock, Francisco Goya, William Blake, Michael Whelan, Vincent van Gogh, Salvidor Dali, John Martin...mate, there are too many to name!


10) Free space. Thank you!

Thanks so much for a great interview. It was good talking to a punk fanzine for a change, and there were some great questions there that others have not asked before. Thank-you for having me.


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INTERVISTA AI SABIRE (ITA)

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1) Ciao Scarlett! Sappiamo che Sabire (noi lo pronunciamo "Sabeer", ci abbiamo beccato?) è un eroe di un universo fantasy di tua creazione. Ci puoi dire la sua storia? Uno di noi è mangiato dai libricini fantasy sci-fi tipo, Sotto le Lune di Marte, Conan e Lovecraft. Ci sei dentro pure tu? In italia questo tipo di cose venivano pubblicate in libracci economici da un euro, esiste qualcosa di simile anche dalle tue parti?

Hey! Sì, lo pronunciate giusto. Allora Sabire, soprannome di Sabirátòk, era un maschio della razza di esseri superiori conosciuti come Strecken. Gli Streckens sono la seconda razza superiore sul pianeta Gaigot, a livello puramente biologico. In un momento particolare della loro storia c'è stata una sollevazione imperialista da un'altra razza di persone chiamata Eirlakonians. Questi ultimi miravano a schiavizzare le altre genti quanto più potevano e, con aspre lotte e perdite di vite, riuscirono a sottomettere gli Streckish sotto il loro giogo di oppressione per centinaia di anni. In spregio a questo insulto alla loro regalità, ad ogni bambino streckish venne impiantato un pezzo di metallo di riconoscimento (specifico per regione) sulla fronte. Nessuno poteva fare niente... almeno non niente di significativo. C'erano dei gruppi di Streckish rivoltosi che, nascosti nella natura selvaggia, diventavano guerriglieri, conosciuti come Streckish rinnegati. Questi gruppi però si allontanarono e dimenticarono la loro stessa cultura, cambiando e diventando degli streckish minori. Non erano degli eroi per nessuno.quindi senza speranza. Gli Streckens persero la loro luce, caddero in disgrazia e l'oppressione degli Eirlakonian continuò, fino al giorno in cui un ragazzo Streckish naque nel cuore dell'impero, nella cità di Eirlakonia, con il nome di Sabirátòk e una benedizione dal creatore. Sempre esuberante e malizioso, Sabire era un ribelle nato. Potrebbe sembrare normale per una ragazzo di quell'età, ma non era la norma per gli Streckish dopo generazioni di schiavitù e solo storie intorno al fuoco di quando erano un grande popolo,
sussurate a bassa voce dagli anziani. Durante l'adolescenza Sabire aveca una cattiva reputazione a causa dei guai in cui era in mezzo e delle risse in cui si infilava. Fu solo questione di tempo prima di scornarsi con le persone sbagliate. Gli venne inferto un colpo con un'arma sul collo, ma fu la lama a rompersi. Si comprese così che Sabire era benedetto con l'invulnerabilità dal collo in su: non poteva essere ferito in quella zona del suo corpo. Questo intervento divino diventò una leggenda nel tempo.
Per farla breve Sabire, stanco dell'oppressione e della miseria, in una raptus si tolse la placca di metallo di riconoscimento e sentì una voce divina, che gli disse di incanalare la sua rabbia in una ribellione per il suo popolo, per dare di nuovo speranza agli Strecken. Egli fece però più di così: riuscì a far risalire il suo popolo dalla misera e rovesciò l’impero Eirlakoniano, che mai più risorse. Sabirátòk divenne il più grande Strecken mai vissuto. Dopo la sua morte divenne una figura divina e, in segno di rispetto, il suo nome non venne mai più dato a nessun bambino Streckish.

[in risposta all'altra domanda] Lovercraft è la mia influenza più importante. Un plauso ai suoi lavori, che adoro.


2) Il mini “Gates Ajar” è un fulmine a ciel sereno nella scena heavy speed il sound. E' perfetto e potente. Come avete dato forma al suono e come lo avete registrato? Processo digitale o follia analogica?  Cosa vuol dire “Gates Ajar”?

Grazie per le belle parole. Tutto è stato registrato in una workstation digitale, ma la batteria è stata registrata attraverso un banco analogico e la voce attraverso un pre-amplificatore a valvole. Tutto è stato mixato e masterizzato digitalmente da me. Gates Ajar è un posto realmente esistente in un angolo remoto dell’Ontario del nord, in Canada. Ci ho passato un sacco di tempo per molta della mia vita e sento questa terra molto vicina a me.



3) Ci sono sicuramente delle influenze  hard rock nel sound dei Sabire, come se i W.A.S.P., gli Scorpions o i Crue di "Shout at the devil" avvessero imbroccato un violento cambio di direzione speed metal. Soprattutto la voce sembra quella di un Blackie Lawless di una terra antica. Sei d’accordo?

Hahahahah penso di si! Mi piace la descrizione.


4) Ok questa è una webzine punl-hc e sappiamo che hai fatto parte di qualche band punk prima dei Sabire, quindi c’è la domanda obbligatoria: cosa pensi del sound del punk e dei suoi ideali?

Il punk è stato importante per me, perché è da lì che vengo. Non sono cresciuto nella scena Heavy o Hard rock. Per me il miglior ideale del punk inglese originale è esprimere te stesso come il te stesso all’ennesima potenza. Mentre la cosa migliore del punk americano, e parlo strettamente di quello anni 70 qui, non dell’hardcore, è l’attitudine aggressiva e spregiudicata verso la musica e l’immagine.



5) Dacci 5 (o più) dischi obbligatori per il sound dei Sabire, con una piccola descrizione per ognuno!

Questa è davvero un bella domanda. Penso che sia il modo migliore per descrivere  le influenze e il suono dei Sabire. Quindi ecco qua di seguito 5 tra i più importanti dischi che mi hanno formato e, di conseguenza, che hanno formato i Sabire.

1. Rudimentary Peni - Death Church. L’origine dell’ossessione per l’Acidic Sound e una profonda influenza per ciò che riguarda il suono di chitarra. L’album con il quale è cominciato tutto. Se non fosse esistito “Death Church”, non ci sarebbe stato l’Acid Metal.

2. The Offspring - s/t. Anche quest’album ha avuto una grande influenza sul mio modo di suonare la chitarra, sul songwriting e sull'approccio alla musica in generale. Il piglio penetrante del disco è stato la quintessenza delle influenze dei Sabire e dell’acid metal

3. Loreena McKennit - The Mask and the Mirror ”Il Suono corposo di questo album e la voce di Loreena hanno una grande influenza su di me  e I Sabïre. La pienezza del suono  qui è vitale per bilanciare il suono pungente dell’ Acid Metal. Puoi sentirlo chiaramente su "Helheim", "Daemons Calling" e persino su"Slave to the Whip".

4. Bathory - s/t. Quest’album è stato un altro fattore essenziale per il mio modo di suonare la chitarra. Suono pure una Ibanez Destroyer, come Quorthon prima di me! Non dirò mai abbastanza quanto questo e The Return mi abbiano aiutato a dar forma al souno dell’Acid Metal

5. Venom - Black Metal Quest’album non è “acidico” come gli altri. Ma tutto, dallo stile di chitarra e di basso, passando per l’approccio di batteria, sono stati vitali per i Sabire. Il groove e la potenza di quest’album sono il tuono dentro ai Sabire,

!!BONUS!!

6. The Beatles - A Hard Day’s Night Non potevo lasciarlo fuori, mi dispiace. Se non fosse per i Beatles, non farei  musica. Anche questo album e i primi album dei Beatles sono fondamentali per il suono di Sabire. Dai ritmi di batteria costanti, alle armonie vocali, dalle intenzioni dietro la voce, persino all'approccio alla produzione, i Beatles e "A Hard Day’s Night" sono una componente fondamentale del suono di Sabïre.



6) C’è qualche band notevole che ha bisogno di esposizione? Svela qualche gemma underground o vanta qualche nome noto.

Gli Smooch da Melbourne sono tra i miei preferiti. Beccatevi il singolo  promozionale uscito su Pissfart records: LINK. Raccomandati a chiunque. I Chevalier finlandesi spaccano, e così anche gli italiani Sign of the Jackal.


7) Qualcosa che ci ha sempre colpito della scena heavy metal sono gli outfit pazzi che i metallari portano con orgoglio! Come dovrebbe essere il look di un metallaro per te? Capo d’abbigliamento heavy metal preferito?

Dovrebbero essere come più preferiscono apparire! Trova quello che ami e sfruttalo al massimo delle tue abilità. Diventa ciò che hai sempre sognato di essere. È difficile scegliere uno solo capo d’abbigliamento heavy metal, ma se devo scegliere, con un paio di orecchini dal look interessante o uno con il pendente singolo non si sbaglia mai.



8) Parliamo delle vostre prossime mosse. Cosa bolle in pentola?

Prima di tutto faremo un singolo standalone “Mistress Mistress”. Dopo avremo un singolo promozionale con extended mix relativo al full lenght che si chiamerà “Jätt,” una parola Streckish per dire inferno. L’album esplorerà in modo ampio e soggettivo del tema dell’inferno. Dopo il full ci sarà un EP da 3 tracce. Oltre questo ci sarà un secondo album di cui artwork e tracce sono già state decise.


9) L’artwork sembra un vecchio libro fantasy. Chi lo ha fatto? Chi sono i tuoi artisti preferiti in termini di arti grafiche?

L’artwork è fatto da Didier Normand, una grande artista. I miei artisti preferiti sono Nick Blinko, Nick Bantock, Francisco Goya, William Blake, Michael Whelan, Vincent Van Gogh, Salvidor Dali, John Martin…gente, ce ne son troppi da nominare!


10) Free space. Grazie mille!

Grazie per la bella intervista. È stato bello parlare con una fanzine punk per cambiare, e mi avete fatto delle domande fighe che non erano mai saltate fuori. Grazie per avermi ospitato.


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