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RAW - I WANT THE WORLD TO BE A BAR OF STAR WARS

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Torna uno dei gruppi Cagliaritani che più apprezziamo: i Raw!

Capitanati dal buon Kambo sono i portabandiera dell'esagerazione, i flagelli del moralismo e gli alfieri di una fiera, sguaiata e irreprensibile estetica queer, ma non quella delle produzioni netflix o della visione internettiana da quattro soldi, loro eprimono quella più viscerale, cruda e colorata, figlia di una visione alla John Waters piuttosto che quella di un gruppo come i Dwarves! 

Per questa occasione vediamo un lineup lievemente rimaneggiata: oltre a Kambo-voce, vediamo Elvio (chitarra) e Stefano (basso) (i die-hard thrashers dietro agli Abduction), Silvia (chitarra già negli Aspettando la Fine) e Daniele (Desert Hype, Charun,Haywire Desire) e Gypsy Rob (Moo Rays) che suona sempre la chitarra ma, stando al booklet, solo quando ha lo sbattimento di farlo. 

Un disco che comincia con il mitico discorso del Lord Humungus e che ci fa presagire tetri scenari dove motociclisti cannibali si stagliano in città deserte. 

E' la perfetta colonna sonora di questi tempi strani e l'ironia sui temi seri non manca, vedi titoli come I WISH YOU WERE QUEER, IF THE CATS ARE UNITED, WORMS WILL TEAR US APART, che strappano una risata, nascondono dei testi interessanti e che analizzano spesso i temi trattati con una ferocia e un polemismo che purtroppo non è sempre presente negli odierni testi punk. 

Musicalmente abbiamo la solita miscela di punk e thrash che ogni tanto sconfina nel californiano e in EVERYTHING FADES ci sono additura degli echi dark-punk. Un pacchetto ben bilanciato, dove non manca nulla: ci sono velocità, violenza, cori e momenti meno aggressivi che sapranno stamparvisi bene in testa. Il termine di paragane più azzeccato sarebbero gli Zero Boys che jammano con gli Accused, e c'è anche una cover del cult-act giappone Stalin! 

Due encomi vanno ad Elvio che ha registrato/mixato questa manata in faccia al V-studio e a Kismet Hubble, talentuosa fotografa sarda che dipinge benissimo l'immaginario blasfemo e deviato dei nostri con degli elaborati e significativi scatti, e ha pure curato il loro ultimo video. 

Se non vi piacciono i RAW probabilmente siete A) Stonzi B) fasci C) moralisti. Fate voi insomma...

 

One of the Cagliari's bands we appreciate the most is back: Raw! 

Led by the sado priest Kambo, Raw are the standard-bearers of exaggeration, the scourge of moralism and the carriers of a proud, snotty and irreproachable queer aesthetic, but not that kind of tame and polished netflix/tumblr aesthetic, but the more visceral, raw and colorful attutitude à la John Waters rather than that of a band like the Dwarves! 

For this new record we see a slightly reworked lineup: Kambo (voice) teams up with the following scumbags  Elvio (guitar) and Stefano (bass) (the die-hard thrashers behind Abduction), Silvia (guitar already in Aspettando la fine), Daniele (Desert Hype, Charun) and Gypsy Rob (Moo Rays) who always plays the guitar but according to the booklet only when he wants to. 

A record that begins with the legendary speech of Lord Humungus and that foresee a gloomy scenario whit cannibal bikers prowling out the next victim in deserted cities, a perfect soundtrack of these strange times and the irony on serious issues is not lacking either, see titles like I I WISH YOU ARE QUEER, IF THE CATS ARE UNITED,WORMS WE TEARS US APART. 

Musically we have the usual blend of punk and thrash that sometimes falls on Californian territories and in EVERYTHING FADES there are hints of dark-punk mood.

A well balanced package where nothing is missing: there is speed, violence, choruses and less aggressive moments that will be printed well in your head. The most appropriate term of comparison would be Zero Boys jamming with the Accused and for all the japcore nerds there is also a cover of the Japanese cult-act Stalin! 

Two honorable mentions goes one to Elvio who recorded/mixed this awesome slab of vinyl at the V-studio and the second to Kismet Hubble, a talented Sardinian photographer who paints very well the blasphemous and deviant imagery of this bunch of depravates with an elaborate and meaningful photoshoot. 

If you don't like RAWs you are probably A) an Asshole B) a nazi C) a moralist. Which side you are on?

 


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STIGMATIZED - ... A WALL OF FALSENESS

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Ritornano i cagliaritani Stigmatized, composti per 2/5 dagli Iato (Francesco e Lorenzo voce e batteria), da Leonardo (Last Breath), Marco (Dawnbringer) e Matteo (Quercia e Deiceved).
Molto attivi nella scena sarda sia come musicisti che sottopalco, dopo la demo "Stigmatized corpses" questo è l'esordio al fulmicotone del loro grindcore schiaccia-sassi con sfumature death metal che tanto da vicino ricorda acts come i Rotten Sound, Corey, Terrorizer, senza dimenticare il lato più prettamente punk di Yacopasae e Disfear prima maniera.
Un quarto d'ora di violenza oscena, brutale e spietata, dove le spietate raffiche ritmiche si alternano spasmodicamente in tutte le possibili varianti della brutalità musicale. C'è però anche spazio per una parentesi tetra e quasi atmosferica (con atmosferica non intendiamo la musica da ascensore ma più la colonna sonora giusta per muoversi al buio cacciati da uno Xenomorfo) in Parasitic Evolution, che poi sfocia nel pezzo più punk del lotto Apathy, coadiuvata nell'assalto vocale dal veterano Ciuffo (Cotard+Ogu Malu, ma in passato Speranza Morta, GAP, Full Of Hatred).
Questi quindici minuti di mazzate sono per ora usciti solo in formato digitale, ma meriterebbero che un'etichetta si rimboccasse le maniche e stampasse un degno 7"/tape come succede a tanti gruppi del genere a diverse latitudini ma si sa, l'erba del vicino è sempre più verde e guardiamo troppo spesso all'estero, quando gruppi come questo non hanno nulla da invidiare a realtà più celebrate(EDIT:è appena stato stampato in CD tramite una bella congrega DIY)
… A Wall Of Falseness è stato registrato e mixato ad aprile 2019 da Alberto Bandino al Cut Fire Mixing Studio (Sanluri). Artwork a cura di Francesco Curreli/ISLTN

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Stigmatized from Cagliari return, composed for 2/5 by (Francesco and Lorenzo vocals and drums), Leonardo (Last Breath), Marco (Dawnbringer) and Matteo (Quercia/Decieved).
Those guys are active in the Sardinian scene both as musicians and as scenesters, after the demo stigmatized corpses.
This is the lightning-fast debut of this grindcore crusher with death metal influeces that closely resembles acts such as Rotten Sound, Corey, Terrorizer and without forgetting the blunt punk side of grindcore with Yacopasae and early Disfear.
15 minutes of obscene  brutal and ruthless violence where the storming rhythmical bursts alternates spamodically in all possible variations of musical brutality.
There is also room for a gloomy and almost atmospheric track (with atmospheric we do not mean elevator music but more the right soundtrack for moving in the darkness chased by a Xenomorph) in Parasitic evolution which then outburst into the most punk track of the record Apathy assisted in the vocal assault by the veteran Ciuffo (Cotard + Ogu Malu, but in the past Speranza Morta, GAP, Full Of Hatred), a 15 min of savagey that for now have only been released in digital format but would deserve a label to print a 7 "/tape as happens to so many groups of this kind at different latitudes but the neighbor's grass is always greener and we look too often abroad when groups like this have nothing to envy to more celebrated realities.(EDIT: is out on CD,get it while supplies last)
…A Wall Of Falseness has been registered and mixed in April 2019 by Alberto Bandino at the Cut Fire Mixing Studio (Sanluri). Artwork a cura di Francesco Curreli/ISLTN

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ABDUCTION - KILLER HOLIDAYS ON PLANET EARTH

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BLIIIIMMM!!!!!! ZAAAAAPPPPPP!!!! SSWEEEEEEEORGGH!!!!

Un ufo è sopra la tua testa, accende il suo raggio verde luccicante e ti investe ma non ti tira, ti disintegra!
Arrivano dal pianeta Ur-ano per la seconda volta i nostri amatissimi Abduction, la conclamata macchina aliena da skank.

Questa seconda fatica dei trashers cagliariatani sancisce il ritorno del figliol prodigo Matt dietro le pelli (già presente sul mitico split "Salvini's Punx Fuck Off"), completando una formazione rodata e pronta a sfrecciare a velocità Mach 3 in un turbine di thrash metal influenzato sicuramente dagli Exodus (come testimonia Baloff's Zone) ma anche da roba più punk come In-Defence o simili.

A tal proposito c'è l'interessante medley in "Abduction TV", dove i nostri si divertono a fare una sequela di micro canzoni, tutte più o meno diverse, quasi una session power-violence all'interno del disco stesso!
Un altro highlight è certamente "Granpa Rick", tributo alla serie sci-fi "Rick e Morty" dove, in coda al pezzo, viene citato l'arcinoto tema di apertura.
Un grosso passo avanti per la band, che si dimostra più compatta e fantasiosa rispetto al debutto, comprimendo in 34 minuti tutto il necessario per una band thrash, ovvero refrain da anthem, velocità e bei leads melodici che certamente danno un feeling spaziale al progetto.

A coadiuvare le acide vocals di Elvio ci sono il bassista Stefano (in Baloff zone), Ricky (in Reposator) e Gabriele Murgia (Fart club).
La ciliegina sulla torna è il bellisimo artwork di Bill Hauser (già  suelle copertine di In Defence, F.K.Ü., Toxic Holocaust e Hirax!).
Il vinilazzo verde è stampato in cospirazione con Pogohai Records, Fast 'n Loud Records, Livevil Records, Professional Punkers and Impeto Records.
Veramente un bel lavoro, per tutti gli alieni thrasher fattoni là fuori!


BLIIIIMMM!!!!!! ZAAAAAPPPPPP!!!! SSWEEEEEEEORGGH!!!!

An ufo is above your head and lights up its shimmering green ray and hits you, but does not teleport you, the laser is set to disintegrates you!

Our beloved Abduction, the acclaimed alien skank machine, arrive from the planet Ur-anus for the second time. This new effort of the trashers from Cagliari marks the return of the prodigal son Matt behind the drumset (already served his skinbashing on the legendary split "Salvini's Punx Fuck Off") completing a match-made-in-hell formation ready to bust at Mach 3 speed in a whirlwind of Thrash Metal.

They're influenced by Exodus (as Baloff's Zone testifies) but also by more punk stuff like In-Defense or similar, as you can hear in the interesting medley called "Abduction TV" where the band enjoys making a sequence of micro songs, all in a more or less different style, almost like a power-violence session inside the record itself! Another highlight is certainly "Granpa Rick", a tribute to the well-known sci-fi series "Rick and Morty", where the famous opening theme is mentioned at the end of the song.

A big step forward for the band that previous effort showing a more compact and imaginative side than the debut, compressing in 34 min everything necessary for a thrash maniacs such as anthemic refrains, speed and beautiful melodic leads that certainly give a space feeling to the project.

To assist Elvio in his vocal duties are the bassist Stefano (in Baloff zone), Ricky (in Reposator) and Gabriele Murgia (Fart club).

The icing on this cake of alien green slime is the awesome artwork of Bill Hauser (already on the front covers of In Defense, FKÜ., Toxic Holocaust, and Hirax!) printed in green vinil through the conspiracy with Pogohai Records, Fast 'n Loud Records, Livevil Records, Professional Punkers and Impeto Records.
A really good job for all the pothead thrasher aliens out there!


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IATO - UCRONIA

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Ucronia è un viaggio doloroso che inizia tra fango e miseria, dove la fine sembra non arrivare mai e, quando arriva, ci si accorge di essere sempre al punto d'inizio: Fango e Miseria.
Gli Iato, band sarda attiva ormai da un decennio scarso,arrivano al terzo disco con un suono ormai ben rodato: un death-grind d'eccezione suonato con una certa perizia tecnica.
Sugli scudi l'ottimo drummer Lorenzo Balia, già passato di qua con i garage-punkers Moo-Rays, così come il resto della band, che con guitar work eccezionale, spezza la monotonia di un genere che spesso si incarta in dei riff troppo monotoni. Questo non è il caso dei nostri, che invece puntano sulla varietà, con riff che vanno a parare sul prog-death e rievocano da una parte gli innesti heavy di "Sound of Perseverance" e dall'altra certe intuizioni che i Nasum introdussero sul loro capolavoro "Shift".
La bassa macelleria chiaramente non manca: i blast-beat si sprecano, e i riff a rotta di collo sono là dove devono essere. Malsane calvacate nel disagio devote ai Misery Index, Terrorizer e Rotten Sound, ma anche provenienti da fonti più prettamente metal come Dying Fetus e Suffocation.
Un plauso va anche ai testi, che narrano di una sorta di concept sul tempo e lo sfruttamento dell'uomo, dove l'uomo ingranaggio di "Tempi Moderni" si tinge di una violenza grind vomitata dalla voce in growl/scream che restituisce il disagio di una razza umana demiurgo di sé stessa, schiacciata dal suo stesso creato.
Fuori in 500 copie in cd per Grimm Distribution (Satanath records) / The Triad Rec.
Bellismo artwork a cura di Simone Pisano.

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Ucronia is a painful journey that begins between mud and misery, and when the end arrives we realize that we are at the starting point: Mud and Misery .
This Sardinian band has been active for almost a decade and now has reached the third album with a well-crafted sound.
An exceptional death-grind played with technical expertise, astonishing performance of the excellent drummer Lorenzo Balia, already reviewed here with the garage punkers Moo-Rays, as well as the rest of the band, that with an exceptional guitar work, breaks the monotony of a genre that often gets stuck into monotonous riffage.
It's not the story of Iato that, instead are focused on variety, with riffs that trepass on to prog-death territory, and recalls on one hand the heavy metal grafts of "Sound of Perseverance" and on the other hand the melo-grind solutions that the Nasums introduced on their masterpiece "Shift".
The aural butchery is clearly not missing, there are plenty of  blast-beats and riffs at neck-breaking speed are where they must be, a barrage of noise devoted to the Misery Index, Terrorizer and Rotten Sound, but also to purely metal influences like Dying Fetus and Suffocation.
Kudos goes to the lyrics: a sort of concept on time and the exploitation of man, where the engine-man of modern time is tinged with grind violence and thrown up by the growl/scream vocal  that gives back the discomfort of a human race, demiurge of itself and crushed by its own creation.
Out in 500 copies on CD for Grimm Distribution (Satanath records) / The Triad Rec Awesome artwork by Simone Pisano.






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GAIRO - IIIII

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Gairo è un paese dell'Ogliastra (Sardegna), da cui questa formazione cagliaritana prende il nome che nel 1951, a seguito di un'alluvione, è stato evacuato, diventando a tutti gli effetti una città fantasma.

Formati nel 2014, arrivano nel 2018 a quest'esordio già maturi e con le idee chiare, consegnando alle stampe un disco di post-rock/metal con venature progressive figlie di Melvins, Neurosis, Panopticon e Isis filtrate in un'ottica doom\sludge naturalistica e priva di qualsivoglia voce, dove del lancinante noise la sostituisce senza problemi.

Non pensate ad una piatta rottura di coglioni, qui c'è la cosa che nella vita conta davvero: i riff.
I Gairo certamente puntano alle riuscitissime atmosfere per rievocare l'alluvione ma, al contrario di molti altri gruppi del genere, che usano le chitarre come soprammobili, loro le usano per picchiare duro quando la situazione lo richiede.

Il classico pugno d'acciaio nel guanto di velluto, solo che il quanto di velluto regola anche i delay.
Consigliattisimi  in cuffia per una passeggiata nel verde.
Disponibile su bandcamp o in vinile nero dalla band.

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Gairo is a little town in Ogliastra (Sardinia) that, due to a flood in 1951, has become a ghost town.

Formed in 2014, the band releases this mature and refined debut in 2018, delivering a progessive doom laden post rock, ranging from Melvins to Panopticon without forgetting acid acts like Neurosis and Isis. The lp is totally instrumental, the voice is replaced by haunting noise parts.

Gairo don't forget what dreams are made of ( A: Riffs), so there's no time for pointless arty experimentation, and don't use guitars as furniture pieces, but know when and where to strike hard.

They have got the classical iron fist in a velvet glove, but this time the steely is touching the delay buttons.
Extremely recommended as an hiking soundtrack.
Available on bandcamp and on classic black vinyl.

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ASTIO NOTTURNO - DE SA RUGA PO SA RUGA

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Gli Astio notturno sono giovani, incazzati ed affamati.
Nel variegato panorama hardcore cagliaritano nasce questa nuova cellula di teppistelli scappati di casa, rasati o coi capelli a punta, che hanno imbracciato gli strumenti e si sono messi a fare un oi! vecchia maniera.
Sicuramente influenzati dagli immarcescibili Nabat, ma certamente anche da Rough, Basta e Asociale, hanno quel suono grezzo fatto di suole di anfibi che calpestano l'asfalto, birre che si susseguono rapide una dietro l'altra, fred perry, jeans e rabbia.
Il risultato è un sound grezzissimo e sferragliante, ma suonato con il cuore, con i testi che parlando di disagio e aggregazione, seguendo la giusta e semplice poetica di chi ha l'età ed il fuoco dalla sua.
In finale, una bella cover dei Bloody Riot, "Polizia assassina", giusto per farci capire cosa ne pensano di certi argomenti gli Astio Notturno.
Dalla strada, per la strada.

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Astio Notturno (Nocturnal Hate) are the rookies of Cagliari's hc scene.
This shaved bratpack has choosen the glorious oi! path, delivering some old-fashioned tunes in the way of Nabat, Rough, Basta and Asociale.
This demo is raw as Marteen sole stomping on a nazi face.
7 tunes that are rammed down your throat to destroy the boredom in the city of the sun.
There's enough singalong material to wear your best looking benny sherman and join the pit!
The last track is a cover of the italian punk cult band Bloody Riot, "Polizia assassina" (Killer police), just to make things clear about what Astio Notturno thinks.


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K//19 - TOTAL COLLAPSE OF SOCIETY

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Cagliari ci allieta con una graditissima sorpresa: i K//19 (come il sottomarino), che ci regalano un bell'ep di raw d-beat, fatto come si deve.

La formazione è composta da Leonardo (Stigmatized, Last Breath e un'altra 14-cina di gruppi), il nostro amatissimo Ricky (ex Tested to Destruction), il prode Manu Punx (Garrotta) e Piè (che non sappiamo se abbia altre band, in caso diccelo che editiamo EDIT: Suona con i nuovissimi ASTIO NOTTURNO e WELTSCHMERZ).

Da questo agosto i K//19 ci martellano con quel suono che nasce coi Discharge ma che si è radicalizzato con animali come Anticimex, Raw Noise, Framtid, Disclose, D-Clone, Final Bombs, primissimi Disfear, Asocial, Moderat Likvidation , Avskum, Shitlickers e compagnia battente.

14 minuti di puro rumore scandito dall'incedere motorheadiano del ritmo più famoso del punk, con voce cavernosa  che vomita descrizioni di scenari cupi e malsani, in cui la vincitrice della guerra è la guerra stessa.

C'è spazio pure per dei fulminei assoli di chitarra, che non stonano affatto con il contesto grezzo della proposta, e c'è anche una cover dei Raw Noise (cosa fai, te ne privi?).

Non fatevi ingannare dal concetto di raw d-beat, perché la registrazione non è la solita chiavica intellegibile. I suoni non sono certo quelli dei Rush, ma neanche quelli degli Eu's Arse!

Per questa band sogniamo un futuro, analogico, monocromatico, e con titoli che non lascino speranza per il futuro.


Cagliari new d-beat war mongers K//19 assault our eardrums with a lethal dose of dis-charged noise!

This debut is only 14 intense minutes long, but is enough to make things clear.
The target is: take no prisoners!

Imagine the sound of Anticimex, Raw Noise, Framtid, Disclose, D-Clone, Final Bombs, early Disfear, Asocial, Moderat Likvidation, Avskum, Shitlickers... Discharge is obviously not the only influence of the band.

Don't get fooled by the "raw d-beat" labeling, 'cause the sound is clearly uncopromising and loud, but no shitty quality.
A remarkable feature are the blistering solos which doesn't not affect the pure aggression.

What we hope for this band is a future full of analogic, monochromatic and apocalyptic releases.

Check it out!


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FOR DIFFERENT WAYS - ABOUT LIFE AND CHOICES

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Benvenuti nei primi 2000!
Internet va ancora a calci in culo, MTV trasmette ancora musica, e le felpe Thrasher se le mettono soltanto gli skater.
Influenzati dall'ondata di HC melodico dell'altro anno, come Strike Anywhere e Comeback Kid, questi ragazzi sfornano un EP tra i più freschi di questo 2002...
Come, scusa? Siamo nel 2018? Sti cazzi, spaccano uguale.

Stronzate a parte, il quintetto sardo, attivo dal 2015, riprende il suono melodico, sognante e veloce tipico di quegli anni (ma non solo).
Una voce che, per una volta in questo blog, non è un raglio incompressibile ma un vero e proprio cantato, supportato da un numero cospicuo di cori di tutta la band, batteraio incluso, che si sgola con i singalong.
Riffs veloci e grintosi rimarcano quel sound americano che tanto ha spadroneggiato nella scena hc, questo senza dimenticarsi chi sono i Dag Nasty o i Descendents.

Seppur lontano dalla merda radiottiva che generalmente infesta le nostre orecchie, va detto che l'ascolto non è stato così pesante come ci accade con certi full dello stesso genere, complice anche la durata veramente punk dell'ep e la tendenza a mettere un sacco di stacchi e cori.

Chi apprezza questo genere si fa un torto a non prendere il disco, e se siete fanatici di Vans Old School e camicioni a quadri, la band ha delle maglie giuste che matchano con il vostro look.
Dategli un ascolto, anche perché vivono in un contesto che non gli dà certo le stesse possibilità dei loro epigoni milanesi o romani.

E, visto che ci siete, guardatevi anche il video che, in quest'epoca in cui spopolano e sono mega qualità HDgiratidastanleykubrik, loro ne hanno fatto uno molto bello, ma più di sintesi e back to basics!



Welcome to the early 2000!
Internet is still slow as fuck, MTV is broadcasting actual music and Thrasher is worn only by real skaters.
For Different Ways delivers an EP on the wave of bands like Strike Anywhere or Comeback kids, which is among the freshest of this 2002... oh wait? uh uh...ok it's 2018.
Who gives a shit? FDW rips!

Jokes aside, those guys are solid, and they are hitting the scene since 2015, having fun in thrashing their instruments in a melodic yet fast way, remebering the aforementioned bands, but without forgetting the old sound of Dag Nasty and Descendents.

This is a short but well assorted EP, which part ways from the usual boredom of the standard meloband.
FDW formula is well-assorted ranging from the full blasting speed to the singalong ridden section and tempo changes.

Give those guys a change, 'cause they are from a small reality and a small scene, so show some love and support.


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MALEPEGGIO - RANDAGI BASTARDI

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Sono tornati i Malepeggio, oi-band cagliaritana che carbura ad odio, Borghetti e disagio generalizzato.
26 minuti di sano OI!  artigianale, senza pretese "poetiche", ma con gli anfibi belli piantati a terra ed affondati nel fango.

La qualità è notevolmente migliorata, con dei suoni molto old school che guardano sicuramente al vecchio skinhead sound inglese di Business ,Oppressed e 4 Skins, ma buttando anche un occhio ai vicini di casa illustri come Klasse Kriminale e Rough.

I temi sono quelli: odio per la polizia, disagio urbano e fratellanza sottoculturale, dove la fanno da padrone i pezzi anthem coi cori potenti come "Playmobil", "100 paglie, 100 birre" e, per l'appunto, "Bretelle e Borghetti".

Un lavoro che non punta verso l'originalità o la ricercatezza, ma pensa invece allo stile, alla vecchia scuola e all'urgenza comunicativa.
Consigliato, ovviamente, a chi vuole farsi 100 paglie, 100 birre e 1000 cori.

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Malepeggio (from bad to worst) are back with 23 minutes of old fashioned ballsy anthemic oi!
This work is fully inspired by the old skinhead sound of Business, Oppressed and 4 Skins, without refusing the italian oi! roots of Klasse Kriminale and Rough.
The sound quality is improved from the debut, giving the release an old fashioned r'n'r flavour.
Stuff made for kids who loves singalongs and beer.
Give it a spin!


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Intervista a Mefis Depedis

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Direttamente dal rinomato Malfidano Residence, nel principato di Is Mirrionis, Manfredi Scaglietti sfoglia lentamente le pagine patinate del suo libro, nel quale vengono narrate in prima persona novelle di quartiere che parlano di pasta ai ricci, psicofarmaci, mercati rionali, siringhe, nenni e prostitute.
I veri protagonisti dei suoi racconti non sono tuttavia i succitati oggetti o personaggi, ma gli schizzi di qualsivoglia genere o tipo.
E, se molti usano dire che tutte le strade portano a Roma, in questo caso si sa già che tutte le strade porteranno a Uta, nel sempre rinomato carcere.

Mefis Depedis ha deciso di raccontarsi anche qui, per celebrare l'uscita del secondo volume delle sue "Grandi Avventure", nella sagace intervista che segue.


1) Cordialità. Introducici alle mirabolanti avventure di Mefis Depedis e spiegaci chi è Manfredi Scaglietti.
Manfredi Scaglietti è un’ibridazione genetica tra un nobile decaduto (Manfredi) e palazzinaro arricchito (Scaglietti)
Probabilmente lo scelsi come A.k.a. dopo averlo utilizzato come nome per il profilo facebook privato. É un viaggio tutto mio. Mi piacciono i nomi di persona al plurale. Le Grandi Avventure di Mefis Depedis è il tributo a The Great Adventures of Slick Rick.

2) Sul tuo Bandcamp si legge “Mefis Depedis è un mix tra avanspettacolo, volgarità sboccata e lirismo. Che sia in prima o in terza persona, lo scenario è grottesco, pieno di immagini morbose e situazioni borderline.”  Quali sono le situazioni borderline che ti hanno ispirato così tanto sentirle degne di essere rimate? Quali sono i riferimenti culturali di Manfredi Scaglietti?
In passato i fumetti, sia americani che italiani,  i salotti della tv spazzatura, Le frasi dei b-movie, i film di cassetta, tutto quello che indaga nel cattivo gusto, il folklore sotto casa che è meglio di un b-movie, i critici d’arte che si esprimono nel turpiloquio, i delinquenti con velleità artistiche.


3) Il rap sta attraversando una lunga fase di inaspettata popolarità ed esposizione mediatica, con conseguente emersione di nuovi stilemi amati od odiati senza mezze misure. Gradiremmo un commento su questo particolare periodo. 
Credo sia un periodo di transizione e di stagnamento allo stesso tempo, molti numeri dopati e autoreferenzialità. C’è questa cossiddetta new wave, vedo più autenticità in certe cose rispetto alla fine degli anni novanta e più plastica in altre. Le poserate esistevano anche prima; è rimasta l’attitudine hip hop in molte cose ma la Cultura per come l’ho approcciata io ai tempi è quasi scomparsa. C’è gente fascistoide o dichiaratamente di destra che ascolta rap, la rivalsa sociale del nero/latino che sfoggia i gioielli come smacco ai bianchi middle class viene interpretata come edonismo fine a sè stesso. Del resto tutto quello che viene massificato credo che perda il significato originario.

4) Ci puoi elencare 5 (o più) dischi fondamentali per il tuo sound, con una breve postilla per ciascuno di essi?
In ordine sparso:
  • “It was written” di Nas: disco per me cruciale, liriche al top, produzioni paurose dei Trackmasters.

  • “2001” di Dr Dre: ha cambiato nel bene e nel male il sound dell’Hip hop mondiale e lanciato carriere.

  • “Rhythm-al-ism” di Dj Quik: Un altro disco che mi ha formato molto con il suo sound. Leggendario.

  • “When the disaster strikes” di Busta Rhymes: uno degli mc più creativi di sempre, flow inimitabile.

  • “At the Speed of Life” di Xzibit: un disco d’esordio bello spesso, lo consumai per parecchio tempo.

  • “7Th Deadly Sin” di Ice-T: uno dei miei primi acquisti, concept album bello pesante. Consigliato.


5) Quali caratteristiche deve avere un tuo beat?  Quali sono quelli che, invece, ti hanno particolarmente colpito nei dischi di altri artisti (siano essi famosi o meno)? 
Per me il beat parte sempre dalla sezione ritmica, basso e batteria. Ho un sacco di influenze ma mi piacciono le cose belle gonfie col cazzotto. Compressori a go go e bassline massicce. Tra i vari beatmaker mi piacciono molto Nottz, Erick Sermon, Dj Hi-Tek, alcune cose di J Dilla, Dj Scratch, Scott Storch, True Master, Dj Quik, Battlecat, Daz Dillinger.

6) Hai collaborato con una nostra vecchia conoscenza, il giovane MC nuorese Serial, secondo noi fin troppo lontano dalle luci della ribalta. Vogliamo spendere due parole per un amico comune? 
Ottimo MC,  unisce rime di qualità a immagini e poetica. Non a caso compare anche nel secondo capitolo de “Le Grandi Avventure di Mefis Depedis 2”.

7) Ad oggi, quali sono gli MCs conterranei chi reputi i più validi? (Lo stesso vale per qualunque altra disciplina HH desideri nominare). 
Avendo molto ego dico che ascolto solo la mia roba, tiro acqua al mio mulino, ovviamente chi ha collaborato con me è tra quelli che stimo artisticamente.


8) Oggi i costi dei video si sono notevolmente abbassati, permettendo un po’ a tutti di farne uno. Siamo quindi siamo inondati da street video anonimi, con gente che gesticola mentre rappa davanti alla telecamera fissa. I tuoi video, a confronto, hanno sempre avuto una verve diversa. Da dove prendi le idee e cosa ci deve essere in un tuo video per definirsi tale? 
Mi piace lo humour di bassa lega, non penso di avere idee particolarmente innovative ma quantomeno cerco di divertirmi nella loro realizzazione. Mi piacciono le cose un po’ freak. In realtà odio stare davanti alla telecamera. Lo faccio perchè ormai si associa un volto e un immaginario alla musica.

9) Sappiamo che hai in cantiere un EP con i Sample Stompers. Puoi parlarci del progetto o è ancora top secret? 
Per scaramanzia dico che stiamo lavorando, è ancora tutto troppo embrionale per definirlo. A breve (si spera) avrete notizie. Gabro e Olver sono dei veri signori. Smaila e Klaus Davi sono con noi.


10) Come vedi progredire nel futuro il tuo “personaggio” e la tua musica? 
Spero che la gente capisca lo spirito e si diverta, perchè io per ora ho trovato la mia formula. Vorrei diventare il Blowfly italiano. Nonostante l’introspezione e il lirismo nella scrittura siano per me dei riferimenti non mi interessa lanciare per forza dei messaggi particolari perchè, come disse Sean Price, il rap per me è l’ora di ginnastica.

11) Spazio libero (possibilmente scrivi in extra beat ;)
Un saluto a tutti i miei aficionados. Cordialità.  Tenete il culo ovattato e soprattutto: Gerry Scotti tesserato PSI.  Scaricate il mixtape “Le Grandi Avventure di Mefis Depedis 2” (LINK_DOWNLOAD) e visitatemi sulle mie pagine social:


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RONIN YARO - THE SPRAWL

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Si respira polvere, aria umida e pesante e si vive un'esperienza continuamente in bilico tra la realtà e la finzione, tra l'illusione che la tecnologia sopperisca a fatica, pigrizia e difficoltà ed il crudo logorarsi dei rapporti umani, unito alla consapevolezza di sentirsi sempre più catapultati in un mondo Orwelliano.
Così irrompe su queste pagine il rapper nuorese Ronin Yaro, con il suo primo album solista "The Sprawl", sparandoci addosso tutte le brutture della società moderna.
Il culmine viene raggiunto in "Darkwaves", dove lo zampino di WZA si capta lontano un miglio, ma ci si affeziona rapidamente anche a "M.A.N.E.S." (dovrei poi capire perché i ritornelli con gli acronimi sortiscono su di me sempre lo stesso effetto ipnotico, siano opera dei Non Phixion, degli Anthrax o dei Village People...).
Oltre il citato WZA, si annovera tra i pezzi la collaborazione con artisti quali Dr. Noise, Rois, Sick Barret, Butch Dee, Frabolo, Lo Straniero e Paziest.
Per adesso questo piccolo gioiellino lo potete ascoltare o acquistare in copia digitale ma, a partire da novembre 2017, sarà possibile ottenere la propria copia fisica contattando direttamente Yaro.
Sparatevelo in cuffia!


Heavy breath, dust and an experience between reality and illusion, in a post-apocaliptic world in Orwell style.
Ronin Yaro, a young sardinian rapper, breaks into this pages with an ipnotic and, at the same time, catastrophic mood, where songs like "Darkwaves and "M.A.N.E.S" represents his real feels.
In "The Sprawl" there are also other italian artists, like WZA, Dr. Noise, Rois, Sick Barret, Butch Dee, Frabolo, Lo Straniero and Paziest.
Available now on digital copy and from november in physical copy.
Enjoy this little jewel!







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SCORNTHROATS - MISFORTUNE

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Una volta erano i Rise After Defeat, poi il buio li ha inghiottiti.
Gli Scornthroats vengono da Cagliari e contano dentro membri da sempre attivi nella scena locale, nella quale rappresentano appunto l'evoluzione dei R.A.D.
Il loro hardcore pesante e pestone viene pervaso da un suono malevolo ed ossianico, con forti dosi sludge, doom e black metal che caratterizzano in modo significativo il loro sound, trasformandoli in una macchina del disagio a metà tra i Wolfbrigade e i Darkthrone, passando per i Tragedy e gli Eyehategod.
Questa band sa essere veloce, brutale e piena di blast beats, ma anche sinistra ed ossessiva, con dei passaggi asfitici che rendono Misfortune un ascolto amalgamato ed, al tempo stesso, eterogeneo.
Registrato da Simone Lo Nardo e Daniele Manca (rispettivamente basso e chitarra della band) e mixato al cagliaritano Solid Music Studio, il prodotto finale risulta potentissimo ed altamente competitivo.
Logo fatto da Brian D'Agosta (VallenFyre, Discomfort, MiseryGoathWhore) che ben si sposa coi toni della band.
Se siete fans di Trap Them o Implore, questa è roba che fa decisamente per voi.
Il disco è disponibile in 250 copie in vinile trasparente, quindi agite ora o piangerete dopo! 

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Once they where Rise After Defeat, but then darkness has swallowed them.
Scornthroats hail from Cagliari (Sardinia) and are the direct Evil(ution) of  R.A.D.
Their pounding and powerful hardcore sound has been infected by an heavy dose of doom and black metal, which has defined the sound of this Sardinian combo, turning them in a discomfort machine which is in the middle between Darkthorne and Wolfbrigade, with hints of Tragedy and Eyehategod.
They know how be brutal and fast, but also ossianic and sinister, with heavy sludgy riffs that blow ups everything in sight.
Nice logo by Brian D'agosta (VallenFyre, Discomfort, MiseryGoathWhore) which looks 100% accurate about what the band does.
Printed in 250 clear vinyls.
If you constanly masturbate with the sound of Trap Them and Implore, give it a try.
Go now or cry later!




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MEXOFF - OCCULT POWER

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"Stallo alla messicana" "(inglese: Mexican standoff o Mexican standout; detto anche "triello") è un termine che indica una situazione nella quale due o più persone (solitamente tre) si tengono sotto tiro a vicenda con delle armi, in modo che nessuno possa attaccare un avversario senza essere a propria volta attaccato".

Siete pronti al massacro?  
Questi tre loschi figuri sono armati, abbruttiti ed evidentemente molto incazzati con chiunque capiti a tiro. 
Armati di corde e pelli, esplicitano il loro evidente malessere suonando un bell'incrocio tra HC e Powerviolence marcissimo e lanciato a rotta di collo, con brevi stop 'n'go da esaurimento nevoso e sporadici break spaccasassi. Doppia voce - una isterica e gridata ed una grave ed incazzosa - che ricordano gli Spazz ma, del resto, i riferimenti sono quelli: Spazz e Charles Bronson, ma senza trascurare il thrash e l'HC più linerare (la prima volta che li abbiamo visti dal vivo Sara ha sobriamente esclamato: "Minchia i S.O.D. !"). 
In definitiva ci ritroviamo 11 minuti di devastazione totale ben eseguita e con il gusto del marcio, non per niente i 3 pestoni vengono da gruppi come Mr Murrungio, Ke K'em e Full OF Hatred, quindi siete avvisati: preparetevi ad un lungo e brutto quarto d'ora sotto tiro, da questo stallo alla messicana uscirete con un buco in corpo!

Disponibile dalla Fast'n'Loud Records del batterista Cocco.

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"A Mexican standoff is a confrontation between two or more parties in which no participant can proceed or retreat without being exposed to danger. As a result, all participants need to maintain the strategic tension, which remains unresolved until some outside event makes it possible to resolve it."

Get ready for the massacre!
There are three croocked, filhty enraged human rejects are to trample everything in their way!
Armed with string and skins, this criminally fast power-trio plays an old fashioned blend of HC and powerviolence, a true whirld wind of ramming speed and stop'n'go's, killer breaks and last but not least a very intense double vocal assault,with hysterical screamed voice and a low SPAZZical grunt.
This shit is obviously influenced by Spazz and Charles Bronson but thrash and classic HC are also a part of the sound (first time we saw'em live Sara shouted:"Fuck yeah! They sound like S.O.D. !") so be prepared for the hailstorm, you wild end out with a hole in your head after this standoff!
OCCULT POWER IS AVAILABLE ON  FAST'N'LOUD RECORDS.


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HERE WE ARE


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ABDUCTION - FROM URANUS TO YOUR ANUS (ALBUM)

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Sono tornati! La macchina da skanking spaziale xenomorfa nota come Abduction è pronta a conquistare la Terra con un esercito di grigi in jeans stretti e Reebok Pump che comanderanno il mondo sotto il verbo del thrash metal e del THC.
Mezz’ora di puro delirio dove Municipal Waste ed Exodus si incontrano in un set della Troma per scrivere la colonna sonora di un delirante remake della Guerra dei Mondi.
Voce incazzata, testi sopra le righe e riffs a mitraglietta; visti aprire ai mitologici Voivod e si sono difesi più che bene mettendo a ferro e fuoco il palco.
Night Breaker Productions ha stampato questa meraviglia in ciddì perciò lasciate il solito disco metalcore ultraprodotto a casa e accattatevi questo… anche perché c'è una cover della sigla originale degli Street Sharks!
Una bomba!

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Coming from Uranus and landing on your ass, this relentess xenophormic skanking machine is ready to conquer and repopulate earth with a new breed of grey aliens clad in tight jeans and hi tops that will rule the planet under the flag of thrash metal.
30 minutes of pure thrash mangel, is it like if Municipal Waste and Exodus has met on a Troma set to write down the soundtrack of a low budget remake of War of Worlds.
Angry voice, ultra skank and machine gun riffs are what this work is all about.
We personally attented to their show even one opening for the mighty Voivod.
Night Breaker Productions printed this beauty on cd... so leave that overproducer metalcore stuff on the shelves and pick up this whirlwind of thrash even because there is a cover song of the Street Sharks theme!
A must!


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INTERVISTA AI WICKED APRICOTS

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1) Salve! Siete una delle più longeve realtà punk provenienti dalla Sardegna. Ci raccontate cosa state facendo adesso e quali sono i progetti futuri della band?
Stiamo lavorando a del nuovo materiale che abbiamo prodotto in seguito a un cambio di line up. Danilo ci ha lasciati (si spera temporaneamente) per dedicarsi a dei nuovi progetti, “Dripping Taps” è uno di questi , al quale partecipa anche il resto della band, gli altri sono “The Dancefloor Stompers” e “Scarecrew”. Anche Ciro ha lasciato il gruppo (crediamo), per sostituire le due defezioni abbiamo chiesto a Jacopo di sostituire Danilo alla chitarra e al buon “vecchio” Diego di cantare!!
Inoltre stiamo per pubblicare il nuovo album, sempre vinile con all’interno il cd, registrato circa da circa un’anno e ancora in attesa di pubblicazione a causa dei motivi di cui sopra e anche per mancanza di fondi.

2) A marzo 2014 è uscito “Wicked Style” un documentario che racconta i vostri quasi 30 anni di “rabbia”. Volete parlarci di come è stato raccontarsi alle telecamere? Dove è visionabile “Wicked Style”?
Imbarazzantissimo!! Ma anche piacevole. In realtà, nonostante il nostro aspetto forse un po’ aggressivo e l’atteggiamento disinvolto, appena Roberto ci ha puntato addosso la telecamera , ad esclusione di Ciro, ci siamo congelati letteralmente e gli unici momenti in cui ci siamo rilassati è stato quando si suonava in sala prove e quando si beveva la birra.
A noi, escludendo sempre Ciro, non piace essere intervistati, anche adesso che rispondiamo tutti assieme alle domande ci imbarazziamo.
Per poter visionare il documentario, per correttezza e rispetto, dovresti contattare il produttore…….., senza dubbio lui ti potrà aiutare.



3) Vi siete formati nel 1984, quando uscivano dischi come “My war” e “Libero di Vivere…”. Cosa voleva dire essere punk in un posto in cui era ancora tutto da scrivere? Immaginiamo che qui in Sardegna a quei tempi fosse ancora più difficile far parte di una sottocultura, rispetto ad oggi. Ci sono altri gruppi punk del passato che avete piacere di ricordare?
Ahh? Cosa? Whats? Esteticamente, sempre escludendo Ciro, non siamo mai stati punk, lo siamo stati e lo siamo ancora DENTRO, con l’anima, cercando sempre la verità delle cose, restando sempre vicini alle persone “normali”, alle vicende dei disgraziati e dei derelitti, lontani dalle pose estetiche e evitando le mode, guardando i veri casini e osservando la vita guardandola da dentro.
Non c’è bisogno di avere una cresta per essere punk, bisogna avere una testa.
In un paesello o a Cagliari abbiamo continuato per la nostra strada, e forse se siamo ancora qui è perché della moda non ci siamo mai interessati.
I gruppi del passato che ci sono rimasti nel cuore sono tanti, alcuni di noi hanno una certa età e seguono la musica dai primi anni settanta, in Italia i Kina con i quali abbiamo anche diviso il palco, i Negazione, gli Atrox che hanno splittato con noi il nostro primo vinile. Nel mondo ci hanno colpito gli X di Exene Cervenka e John Doe, i Flesheaters, i Germs di Darby Crash e Pat Smear, i Circle Jerks, i Birtday party, Wire, Husker du, Suicide, Celibate rifles, Stooges, Mc5, Bad religion, Cramps….
A Diego hanno rovinato l’adolescenza gli Wicked, a Felice ha condizionato la vita e lo stile il batterista dei Diaframma di Fiumani, picchiava fortissimo!!


4) Come mai avete scelto proprio questo nome? Personalmente ci ha sempre incuriosito…
All’inizio, in garage, ci chiamavamo Rozz Tox, mutuando il nome di un etichetta indipendente californiana degli anni ’70, poi il nome venne da un’idea di Giampy, dalle nostre parti per vezzeggiare un bambino in sardo si usa il termine “piricoccu” (albicocca), un bimbo discolo viene distinto come “piricoccu malu” ( in inglese Wicked Apricots).

5) Ci dite 5 (o quanti volete voi) dischi che vi hanno influenzato e perché?
Facciamo un elenco che non finisce più?
Felice:
The clash – The clash
The stooges – 1°
Ramones – Rocket to Russia
The B-52’s – Wild planet
Dead Kennedys - Fresh Fruit for Rotting Vegetables
Giampiero:
The stooges – 1° e Fun house
Mc5 – Kick out the jams
X – Los Angeles
The clash – The clash, Give 'Em Enough Rope
Brian Eno – Here comes the warm jets
This heat – deceit
Black Sabbath – IV
Blue Cheer – Vincebus eruptum
The residents - Duck Stab/Buster & Glen
E altri mille
Diego:
Ramones – Leave home
Sex pistols – Never mind the bollocks
Exploited – Death before dishonor
Judas priest –
Anthrax –
Danilo:
Wire – 154
The cramps – Songs the lord thaugh us
The stooges – 1° e Fun house
Suicide – 1°
Jacopo:
Led Zeppelin – IV
White Zombie – La Sexorcisto vol.1
Jimi Hendrix – Electric Ladyland
Dead Kennedys – fresh fruits for rotting vegetables
Germs – Gi


6) Dal vivo siete una band molto energica e potente. Quanto è importante un concerto per voi e come dovrebbe essere un “Wicked live”? Qual è stato il vostro live più bello/soddisfacente?
Un wicked live deve essere un live dove c’è contatto con la gente che deve partecipare attivamente e si sente parte del concerto, non ci deve essere stacco tra noi e loro, conta la fusione, la condivisione, la catarsi, il concerto avviene tra tutti che vi partecipano, musicisti e pubblico in una unica manifestazione genuina. Sicuramente non ci piaciono i megaconcerti all’aperto con palchi altissimi, transenne e servizi d’ordine.
I nostri live che ricordiamo sono tutti positivi, Felice se ne ricorda pochi perché beve troppo e se ne dimentica.  Ma attraverso gli anni possiamo dire che sono veramente tanti quelli dove il contatto e il feeling ci hanno riempito di soddisfazione, al Jazzino, allo Skate park, al mitico Titty Twister, abbiamo suonato con gli Shelter, coi GBH, coi Varukers e con un sacco di amici, i K’e k’e-m, i Gold kids, gli Inkarakua, i Clonmacnoise, i Wild duck, gli Spinsters, i Pigs…

7) L’ultimo vostro disco “25” è uscito in vinile. Pensate che questo sia il formato giusto per la vostra musica per qualche ragione particolare? Nel 2011, quanto è stato rilasciato, ancora non era scoppiata questa mania del vinile a tutti i costi. La vostra scelta è stata fatta per passione o senza pensarci troppo su?

Abbiamo iniziato a editare musica attraverso i nastri magnetici (cassette stereo 7) chiamandoli demotapes finchè abbiamo avuto la possibilità di uscire con un vinile split con gli Atrox, una band HC di Milano, allora non esisteva ancora il CD. Da allora un vincolo di affetto ci lega a questo supporto, inoltre da più possibilità, oltre che dinamiche e un suono più caldo c’è anche più spazio grafico ( che noi spesso lasciamo vuoto). Ci piace continuare su questa linea per 7 motivi:
1 – è tondo
2 – è grande
3 – è analogico
4 – Suona meglio
5 – Ci scrivi 1000 cose (quando hai qualcosa da dire)
6 – Se balla il tavolo lo puoi usare per zeppare
7 – Ha il buco piccolo
8 – Dentro ci puoi mettere anche il cd

8) Cosa ascoltate in questo periodo? C’è qualche nuova band che vi sentite di consigliarci?
Ognuno di noi ascolta cose diverse.
Felice: torno alle origini e mi avveleno il sistema endocrino con Elmore James, Albert King e Howlin’ Wolf, Blues delle origini, di band atuali è pienissimo, adesso c’è troppa roba ed è difficile innamorarsi di qualcuno.
Giampiero: ultimamente ascolto di tutto dal jazz rock dei Weather report al progressive dei King crimson, dal “punk” dei Bronx  e dei Fucked up al “rock” di Frank Zappa, dal blues di Captain Beefheart  al  Avant-garde metal dei Sleeptime gorilla museum, dalla psichedelia dei Black market karma all’hard rock dei Wolfmother, dal Canterbury sound dei Gong al Hc dei Hatebread, dal metal degli Slayer al pop dei  Handsome furs…
Danilo: ultimamente ascolto: Elvis Costello, Billy Cobham, Horace Silver, Grant Green, Herbie hancock,Miles Davis, Jimmy Smith, Frank Zappa, Lou donaldson, Booker t & MG's, Delta Blues, the Meters, calibro 35, Garage punk.....
Diego: Dropkick Murphys, Raised fist, The new christs, Atom and his package, Social distortion…
Jacopo: in questo periodo mi ammazzo di vecchio blues ma anche di Country, Stoner e Southern rock. Ci sono tonnellate di nuove band degne di nota, ovviamente bisogna andare a frugare nell’underground più sconosciuto visto che come al solito la musica migliore si suona nei garage! Mi riferisco a band come i Gipsy Sun Revival, i Radio Moscow o i Sons of Huns.



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Stigmatized - Slavery EP

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Cagliari riserva sorprese, tipo questa fiera dei calci in culo chiamata Stigmatized.
Formati da componenti di bands come Paintrue e Eiaculazione HC, questo ritrovo di gentlemen si diletta in un grindcore metalloso venato di powerviolence che suona un po' come se gli Yacopsae e i Rotten Sound procreassero dopo un'orgia immonda e il frutto dell'amore fosse poi cresciuto dai Cripple Bastards.
In questo demo c'è tutto quello che la copertina suggerisce: blast beats a rotta di collo spezzati a volte da asfitici rallentamenti ed altre da improvvisi d-beats, chitarre che flirtano con il death metal americano, un basso che sembra un'esplosione di una granata e, come ciliegina sulla torta, l'alternanza scream/growl eseguita con maestria e credibilità.
Non dura neanche dieci minuti ma "less is more", soprattutto quando devi presentare un gruppo.
Trovate tutto lo streaming su youtube, insieme ad una cover dei Disfear extra demo, dove i nostri ci ricordano quanto costoro erano ignoranti e cattivi prima di imbroccare la strada più melodicona.
Un must, miglior demo grind del 2016.


Stigmatized is a brand new grind unit from the city of the sun which has the only aim to destroy your life and maim your mortal remains.
This stuff sounds like Yacopsae and Rotten Sound side project with some Cripple Bastards influences.
Less than 10 minutes are what it takes to these gentlemen to deliver some of the finest metallized grind I ever heard.
Best grind demo out of 2016.




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Coru&Figau - Benvenuti nel Mondo Reale

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Questo gruppo lo abbiamo visto suonare al Kattive Maniere Street Beat Festival, un ottimo fest di musica da strada e calcio popolare che si è svolto il primo ottobre a Sa Domu, studentato occupato che sta realizzando l'impensabile nella città di Cagliari.
Questi quattro ragazzacci sardi sono pronti a farvi vedere cosa vuol dire fare musica con "Cuore" e "Fegato", presentandosi con uno street punk/oi! debitore dei Nabat come dei Warzone (tributati con un'esplosiva cover di the "Sound of the Revolution" riletta in limba sarda).
Il loro stile, più che  risultare derivativo, è riletto in ottica isolana e disperatamente combattiva dove la rabbia e la desolazione diventano voglia di fare, concretizzata in questo splendido dischetto.
Davvero un esordio col botto in cui risaltano l'energia infusa e la genuinità di un suono che parla per davvero al Cuore e al Fegato e che, fortunatamente, non morirà mai per chi, come loro, fa il genere dal basso e lo rapporta al "mondo reale".
Ottimo lavoro!

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OI! get your fuckin haircut and get ready to mosh!
This street punk unit is a wild blend of Nabat, Ghetto84 and Warzone (watch out for "The Sound of the Revolution" cover).
If you're born and raised trough the street and if you like gang vocals and rebellious attitude,this demo is 100% guranteed to blow you fucking mind and enter in your playlist  fover, if not you're probably dead.
One of the best oi! street punk band out of this little Sardinian punk rebirth, we can't fucking wait to for full lenght!


BANDCAMP





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Skeletro - Spew Anger... Drink Fire..

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Questi ragazzi dimostrano che Olbia non è popolata solo da fighetti che hanno il brutto vizio di rappare sulla dubstep, ma c’è ancora qualcuno che ha a cuore il vecchio e caro thrash!
Di questo disco, raccattato allo show cagliaritano dei Voivod e conseganto da Andrea il bassista, devo essere sincero, nel fottuto casino generale non ho capito se il gruppo è attivo o ormai defunto... 
In ogni caso poco cambia perché è un album niente male, soprattutto se apprezzate la giusta dose di grezzura vecchia scuola; infatti si parla di puro e semplice Thrash Metal fortemente ispirato dalla bay area e da gruppi come Exodus e Overkill, quindi molti riffs motosega, voce sguaiata e alcolica e batteria pestata. 
Certo, il disco non sarà il massimo dell’originalità e forse andava anche curato un pochino di più dal punto di vista degli arrangiamenti e dei suoni ma, se siete persone che possiedono uno smanicato di denim pieno di toppe di gruppi misconosciuti e\o possedete almeno un disco dei Tankard (il target a cui questo disco è sicuramente indirizzato) tutto ciò non sarà un problema e vi garantirà quella mezz'ora di headbanging che ogni disco thrash dovrebbe dare. 
Ragazzi, speriamo non siate sciolti e di ricordarci male, in tale caso riformatevi cazzo! 
C’è bisogno di gruppi underground e old school in questo cesso. 
Avanti tutta!

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They’re from Olbia (Sardinia) and they play fast Thrash Metal inspired by the Bay Area days  following the friendly violent fun philosophy of Exodus and Overkill and delivering a full frontal assault made of raw alcohilc vocals and screaming guitarz.
This Full-Leghnt is abrasive and essential and maybe the band had to pay a little more attention to the arragementes and the general production but, if your wear a beerstained kutte everyday or you own at least one Tankard record, this album was meant for you, to give you an half hour of intense headbanging. I hope they are still active!
Listen to it!!!




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Malepeggio - Di Male... in Peggio

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Ecco a voi un po' di SANO OI! a km zero, cresciuto sotto il sole della ridente città di Cagliari!
Birra, oi! e divertimento con tanti cori, ritornelli ed una generosa passata di ska, i Malepeggio sono uno tra i tanti succosi frutti che la realtà occupata di "Sa Domu" ha raccolto in questi anni di attivismo politico e sociale.
Le tematiche affrontate vanno dall'opposizione all'occupazione militare in Sardegna all'abuso di potere delle divise blu, il tutto, ovviamente, in chiave antifascista e, a tratti, ironica.
Devo essere sincera, è stato emozionante vederli suonare live perché la passione che questi ragazzi mettono nella loro musica traspare da tutti i pori.
Oi! sardo cantato con l'accento romano? Ebbene sì, per noi non è affatto strano: Lorenzo pare essersi davvero innamorato della Sardegna.
E voi... che aspettate ad innamorarvi della loro musica?

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Here's some fresh Oi! for you guys!
Malepeggio is a new band born in "Sa Domu" squat in Cagliari that plays classic and rough as we like sooo much!
Lyrics are about antifascism, sardinian military occupation and, obiviously, beer!
We saw them live in these days and we appreciate their big passion for the music.
If you like oi! and ska, choirs and refrains, this album is for you and you will love it!


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Intervista a Bakis Beks

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1) Ciao, Bakis! Da poco è uscito il tuo primo disco “IPOCRICITY”. Questo nome pare piuttosto evocativo e, siccome siamo anche noi nuoresi, ti chiediamo: quali lati della nostra città ti hanno spinto a scegliere questo titolo?
Ciao a tutt*!
Ci terrei a precisare due cose:
La prima è che Ipocricity non parla di Nuoro o almeno, non parla solo di Nuoro.
La seconda è che se, rispondendo a questa domanda, parlassi solo del pezzo che da il titolo all’album, non sarebbe un discorso che potrebbe valere per l’intero album.
Ipocricity (l’album LINK ) è concepito da me come una sorta di cronaca di quello che è la vita di un ragazzo della mia età che vive in una città di provincia, Ipocricity (la canzone LINK) è come se fosse il brano che contestualizza tutti gli altri, diciamo che definisce il luogo nel quale si svolgono le scene.
Quindi, direi di parlare della canzone.
Io sono nato e cresciuto a Nuoro, per motivi di studio ho vissuto per 2 anni a Cagliari e una decina di anni a Sassari, dentro Ipocricity, ci sono i lati di queste tre città e soprattutto c’è il “come” io le ho percepite, vissute, forse un po’ subite.
Ovviamente parlo di realtà di provincia, di comunità grandi ma non tantissimo, dove la gente si guarda ancora in faccia, dove il tempo non scorre seguendo la frenesia delle dinamiche produttive e a volte sembra essersi addirittura fermato.
Ho cercato di evidenziare alcuni lati del nostro modo di affrontare i problemi quotidiani e mi sono accorto che la costante del nostro “modus operandi” è, per l’appunto, l’ipocrisia.
Dall’aspettare che qualche divinità risolva i nostri problemi, all’accusare gli stranieri di rubarci il lavoro, all’affidarci a forze del (dis)ordine, credendo che possano essere garanti della giustizia, ignorando che fanno solo gli interessi del più potente (anche nei piccoli centri), fino al delegare alle telecamere nelle piazze l’educazione dei nostri figli, come se controllarli in quel modo ci esimesse dall’insegnargli cosa è giusto e cosa no.
Mi autocito:
“A Ipocricity la mattina bambolotti cocchi di mammina
tutti “casa scuola merendina”, poi la sera
l’inquietudine è vera, bollicine di coca,
bolle di keta, rum e pera, la luna nera!”

I genitori spesso non conoscono a fondo i propri figli e delegano l’educazione a istituzioni come la scuola e la chiesa, accusandole poi del fallimento o della mancata realizzazione professionale, sociale e morale dei propri figli.
Ovviamente i riferimenti alla Solitudine, al Nido di corvi, al non saper fare e non lasciar fare, alla presenza esagerata di forze dell’ordine, alle telecamere nelle piazze, sono alcuni dei lati di Nuoro che ho messo dentro Ipocricity. Ma tanti posti come Nuoro possono rientrare in questo identikit.


2) Parlando sempre del nuovo disco, ci puoi raccontare un po' come è stato realizzato a livello di registrazione, di grafica e di packaging?
Il disco è stato interamente registrato da Malam per Rocca Produzioni, nel suo studio di registrazione, come la post produzione e la finalizzazione dell’album.
Il progetto grafico è stato interamente ideato e realizzato da Glise NOT crew, che ha anche realizzato il video di “Il Punto” (LINK).
Devo dire che in entrambi i casi mi sono trovato a collaborare con due professionisti che, dopo aver ascoltato le bozze dell’album, sono riusciti a tradurre , in suono e immagini, quelle che erano le emozioni che ho cercato di trasmettere quando ho ideato e scritto Ipocricity.
Per quanto riguarda la registrazione, trovandomi davanti al mio primo lavoro “consapevole”, devo dire che non è stato semplice riuscire a mantenere un certo tipo di equilibrio durante l’esecuzione di versi, doppie voci, ritornelli.
Malam, con la sua esperienza e la sua professionalità, mi è stato veramente d’aiuto per quanto riguarda la registrazione delle strofe e l’arrangiamento delle basi, così come Glise è stato fondamentale nell’ideazione e nella realizzazione dell’art work per il disco, stampato dalla Shelve a Milano.


3) Dal tuo Bandcamp salta fuori che sei anche l’autore di buona parte dei beats. Come ti approcci alla produzione? Sei più un tipo da campionatore e vinile o preferisci affidarti a mezzi più moderni? (Scusa la domanda un po' ignorante, ma qui siamo più avvezzi a parlare di chitarra e batteria...)
Purtroppo, o per fortuna, ho iniziato a fare beats da pochi anni.
Il mio approccio, credo anche per questo motivo, è decisamente legato a mezzi più moderni.
Per produrre le mie basi utilizzo alcuni software, scheda audio, alcuni controller midi, e spesso pezzi di canzoni edite. Io non sono un fondamentalista dei beats, non sono uno di quelli che dice che si debba fare tutto per forza con il vinile o tutto con il computer.
Se una cosa suona, per me, suona e basta.
Io ho dovuto fare di necessità virtù, quindi diciamo che la scelta dei miei strumenti è legata soprattutto alla mia possibilità economica, più che a scelte stilistiche. Cerco di ottenere il massimo da quello che ho a disposizione, o che posso permettermi.
Ascolto tanti generi musicali e quando produco i beat rubo molto dalle canzoni che mi piacciono di più, come i samples che poi modifico come più mi piace anche se a volte cerco di ri-suonare quello che sento.
La cosa fondamentale per me è cercare di essere originale.
Intendo dire che quando faccio un beat a volte parto dal campione, a volte dalla parte ritmica, comunque cerco di costruirmi qualcosa addosso.
Non faccio centinaia di beat che poi vendo o distribuisco, non sono un produttore.
Cerco di essere più una specie di sarto che fa vestiti su misura per se stesso.
Questi vestiti, a volte, stanno bene anche ad altre persone.
Raramente succede, ma succede! :D

4) Cinque (o più ) dischi di qualsiasi genere e periodo che ti hanno influenzato e perché.
Non solo i dischi rap mi hanno influenzato, ma su questi preferirei concentrarmi. Se no non se ne esce! :D
Allora, iniziamo con tre punti fermi :
  • Lou x – A volte ritorno 
  • Kaos One – L’attesa 
  • Assalti Frontali – Banditi 
Diciamo che questi tre dischi non ho mai smesso di ascoltarli e dalla prima volta all’ultima, continuano per me a essere fonte di ispirazione e di motivazione.
Perché? Per l’energia, per i contenuti e le tematiche, per le produzioni musicali, per le tecniche di rap e di utilizzo della voce.
Poi: 
  • Snoop Doggy Dogg – Doggystyle 1993
  • Big L – Lifestylez ov da Poor & Dangerous 1995
  • Tupac – All Eyes on me 1996 
  • Busta Rhymes – Genesis 2001
  • Dilated Peoples – Expansion Team 2001
  • Blackalicious - Blazin Arrow 2002
Questi dischi americani mi hanno influenzato molto durante la mia prima fase di produzione lirica e musicale. La musica e le metriche, ma anche le liriche di questi artisti hanno segnato le basi della mia ricerca stilistica. Soprattutto per quanto riguarda le tecniche di rap.
  • Tech Nine – All 6’s and 7’s 2011
  • Yelawolf – Love Story 2015
Sono i due dischi che meritano una menzione speciale.
Presto capirete perché e in che modo mi hanno influenzato. ;)


5) L’hip hop sembra essere entrato nel mainstream. A inizio 2000 non avremmo mai pensato di sentire dei rappers italiani in radio o in tv, mentre ora è la consuetudine. Come ogni ondata di popolarità, la moda ha portato il genere ad un ammorbidimento del suono e ad un allontanamento da tematiche perlomeno consistenti, a nostro parere. Come vedi tu quest’interesse mediatico? Opportunità di affermarsi e acquistare una propria dignità o un definitivo sputtanamento?
Mah, il discorso secondo me è davvero molto articolato.
Non credo che si possa dire in assoluto che il genere si sia ammorbidito o meno.
Purtroppo quando si parla di musica “mainstream”, non possiamo dimenticare che stiamo comunque parlando di industria, di soldi, di un prodotto che deve essere venduto.
Non sto dicendo che la musica è fatta per essere venduta, ma dico che ovviamente il mainstream si occupa di quello, quindi dobbiamo per forza parlare di domanda e offerta.
Se in classifica c’è solo “rap” molle, o vuoto di contenuti, è perché il mercato richiede questo.
Ma ciò non significa che il rap in assoluto si sia ammorbidito.
Si è ammorbidito il rap che sta in classifica, anzi, forse l’ha fatto per fare in modo di andare in classifica.
Credo che comunque si debbano fare poche ma doverose eccezioni rispetto a qualcuno che in classifica ci finisce facendo roba comunque rispettabile.
L’Hip Hop e il Rap con i contenuti non sono spariti, è solo che non trovano quasi per niente spazio nel mainstream che a sua volta è lo specchio della società nella quale viviamo.
Non possiamo vedere il mondo “reale” che va a rotoli e aspettarci che ci possa essere musica figa in classifica. La musica è uno specchio dello spessore culturale.
Oltretutto l’Hip Hop e il Rap non sempre vanno di pari passo o a braccetto, anzi. 


6) Nuoro è un paesotto e, se si parla di scena rap, la cerchia si restringe ancor di più ma non per questo essa è meno degna d’importanza rispetto a quella appartenente ad altre realtà. Ti va di raccontarcela dal tuo personale punto di vista?
Nonostante Nuoro sia un paesotto, dal punto di vista del rap e della cultura Hip Hop, è sempre stato un punto di riferimento per gli altri centri in Sardegna. Dagli anni ’90, credo.
Sia per il rap, sia per la break dance, sia per i graffiti.
Personalmente, la mia attività “reppistica” è iniziata abbastanza tardi, intorno al 2000, un po’ prima, un po’ dopo.
Dopo lo scioglimento del mio primo gruppo, mi sono tenuto volontariamente un po’ ai margini della scena Hip Hop cittadina e regionale (pur facendo contest di freestyle e partecipando a Festival Regionali e suonando in tutta l’Isola, negli anni), perché non condividevo e non condivido certi fondamentalismi né certi “futurismi” un po’ forzati.
Non sopporto il falso buonismo misto a opportunismo che si respira in questi ambienti.
Non sopporto neanche il nonnismo.
Oh, non è tutta merda eh, ho anche qualche amico! :D
Detto questo, da esterno, posso dire che la scena nuorese attualmente è molto florida.
Quando io ho iniziato c’erano già gruppi che avevano maturato tantissima esperienza, altri che si stavano facendo le ossa e promettevano bene, altri ancora che si stavano affacciando alla scena.
Negli anni ho visto conferme, sparizioni, apparizioni, meteore, talenti.
Probabilmente la scena non è mai stata realmente coesa, pur essendoci state sporadiche collaborazioni, però si è sempre fatta rispettare in tutti i campi.
Nuoro probabilmente, rispetto a città come Sassari e Cagliari, dal punto di vista quantitativo, ha prodotto meno, ma dal punto di vista qualitativo ha sempre sfornato roba di alto livello che ha trovato riscontro non solo dentro i confini dell’Isola ma anche all’estero.
E parlo di Rap, Breakdance, Graffiti, Dj. Tutte le 4 arti.
Attualmente ci sono Mc’s esperti e Mc’s più giovani, produttori che alla luce del sole o sottotraccia producono la propria musica in modo originale, con stile.
La scena è viva e forse è pronta per un ricambio generazionale o comunque per un innesco di forze fresche.
Penso a WZA e a Rankiu, su tutti per parlare di producer freschi freschi e che collaborano anche con artisti d’oltremare. Penso a Serial che in città offre il miglior rapporto età/qualità delle rime.
Io non credo di essere un buon termometro di quello che è la situazione attuale della scena hip hop nuorese. Io so con chi collaboro e con chi no. E ho i miei ottimi motivi per entrambe le cose. Peace. :D

7) Ti piace qualche altro genere musicale, oltre al rap?
Si, certo. Sia per passione che per lavoro ascolto davvero tantissimi generi musicali che amo e che hanno un preciso significato all’interno della mia vita.
Ascolto dalla classica alla dubstep al metal, passando per il folk rock, quasi tutto il jazz, il soul, la cumbia rap, ma anche il pop, perché no?
Però, più che dirti cosa mi piace, ti posso dire cosa non mi piace.
Ho qualche difficoltà con la musica reggae, la techno, la EDM, la gente che urla, la maggior parte del pop italiano moderno.
Ma anche di questi generi c’è qualcosa che salvo, perché alla fine tutta la musica se fatta bene, è godibile. In ogni genere c’è qualche perla.
A parte nel pop italiano. :D


8) E due parole su quel mito che è WZA, non le spendiamo?
Conosco Biagio (WZA) da almeno 20 anni visto che è il cugino del mio vicino di casa. Si, lo conosco da quando lui era un bambino e io poco più. Credo di averlo conosciuto sempre con la barba. Tipo a 8 anni aveva già il pizzetto fatto e finito. :D
Abbiamo iniziato a collaborare una quindicina di anni dopo.
Collaborammo per il suo disco “Excursus 2013” per il pezzo “Lo stesso”.
All’inizio sembrava una collaborazione come tante, poi ci siamo trovati sia artisticamente che umanamente e dopo aver condiviso palchi abbastanza importanti in Sardegna e a Milano (LINK) (aperture di Mezzosangue, Mista e Shocca, Rancore e Dj Mike, DSA, KaosOne), lui si è occupato dei remix e di alcuni inediti di “Ipocricity Extended” (LINK) .
Il mio prossimo disco, al quale stiamo già lavorando, verrà interamente prodotto da WZA.
Tra l’altro lui è uno che si dà un sacco da fare, sia come producer che come dj, visto che si trova spesso e volentieri a mandare i beat (prodotti da lui) ad alcuni dei contest di Freestyle che si tengono in questo periodo a Milano e sono tra i più importanti in Italia.
Oltretutto collabora con tantissimi artisti in tutto lo stivale, cosa che credo sia indice di quanto il prodotto di Biagius sia di buona qualità e di quanto lui sia bravo a fare quello che fa.

9) Ci incuriosisce molto il tuo logo con l’ovino cornuto (così non sbagliamo animale). Che cos'è ? Cosa rappresenta? Ti abbiamo sentito nominare “Minerva” in un freestyle... c'entra qualcosa?
No, Minerva non c’entra. Quando lo cito in freestyle è un modo come un altro per dire che sono pronto alla guerra, alla guerra giusta o alla guerra per difesa.
L’ovino cornuto è un muflone. È l’animale che ho scelto per rappresentare Bakis Beks e i motivi, così come i significati legati a questo animale, per me, sono tanti.
Alcuni un po’ simbolici/esoterici, altri un po’ più terreni.
Per rispondere alla domanda “cosa rappresenta” potrei dire che rappresenta la capacità di sopravvivenza in habitat particolarmente ostici e ostili. 

10) C’è qualche altro media (film/libri/fumetti) che influenza in modo particolare le tue liriche?
Guardo pochi film.
Preferisco leggere libri di vari generi (nonsonounsecchione.com) o guardare serie tv animate tipo SouthPark, Family Guy, Brickleberry e queste puttanate del genere.
Adoro la stand up comedy e in particolare Bill Hicks.
Sono più o meno queste le cose che influenzano le mie influenze. :D

11) Ci puoi raccontare qualche esperienza particolare vissuta durante i live (sia in positivo che in negativo)?
Una volta stavo partecipando a una gara per gruppi rap. Si partecipa con le canzoni dal vivo. Io, abituato alle gare di freestyle, forse prendo un po’ sottogamba la situazione. Bevo, mi distraggo. Faccio la prima canzone e dopo l’ingresso, dimentico completamente la prima strofa e non riesco più a riattaccare. La gente mi guarda e io sto zitto. Non possono rimandare la base da capo, visto che è una gara, e io non posso sotterrarmi perché oramai sono lì. Continuano a guardarmi, parlano tra loro e io guardo loro. Arriva il ritornello, io mi riattacco a quello, e faccio la seconda strofa come fosse l’ultima volta che faccio un pezzo in tutta la mia vita. Passo il turno e poi vinco la gara con altri due pezzi, battendo i padroni di casa. Che figura di merda.


Una volta invece mi invitano a una festa privata in una villa. Il programma è: dj set, il mio live, performance di un percussionista, dj set. Il pubblico credo non si aspettasse il mio live. All’epoca facevo pezzi come “Piove Merda”, “Soldi Fama Droga e Successo” “Foto Sbiadite” ecc. Insomma, successoni, oltretutto pezzi particolarmente allegri. Vabbe. Mezz’ora prima del live esco a prendere aria, a fumare, a bere una birra. Quando rientro nella sala, verso l’una e mezza, stavano pompando l’ultimo pezzo di Shakira e la sala da ballo era una bolgia. Tutti ballavano, sudati, gasati, felici. Tocca a me. Inizio con Piove Merda. Gelo. Totale. Una ragazza arriva dal fondo della sala, mi si piazza di fronte e mi fa: “Oh! Noi vogliamo ballare!!!”. Tutti mi guardano. Chiedo al dj resident di mandare la base successiva. Faccio freestyle sulla ragazza che mi ha appena “sfidato”. Il locale diventa di nuovo una bolgia. La gente inizia a tirare fuori gli oggetti dalle tasche io faccio freestyle su ogni cosa che mi passano, chiavi di casa, campioncini di profumo, carte d’identità, chiavi, cocktails, vestiti. Di tutto. Ho fatto freestyle ininterrottamente per un’ora e mezza. Circondato dal pubblico. Ho smesso solo quando mi hanno detto BASTA!! :D Credo che sia stata una delle esperienze più belle della mia vita soprattutto a livello umano. E devo ringraziare soprattutto il mio amico Spenky per questo. 

12) Spazio libero, puoi scrivere qui ciò che vuoi. Grazie per l'intervista e a presto!

Credo di aver detto abbastanza! :D
Grazie a voi per lo spazio dedicatomi, è stato un piacere.
Chi fosse interessato può visitare
  • il mio canale YOUTUBE dove potete trovare il mio album Ipocricity, alcuni videoclip, video live, varie ed eventuali. 
  • il mio canale BANDCAMP dove potete trovare il ultimo album Ipocricity Extended, con remix e inediti
  • la mia pagina FACEBOOK dove potete trovare i pezzi vecchi, video dei live, freestyle, inediti. 
Grazie a tutt*
Bakis


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