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INTOTHEBAOBAB - MILLE MONDI POSSIBILI

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Mille sono le cause che il punk ha sempre tenuto vicino a sé. Mille sono le declinazioni musicali che questo genere porta con sé. E mille sono i mondi possibili che ci descrivono gli IntoTheBaobab.

Il baobab, di per sé, è un albero enorme. Germoglia e si insedia in questi mille mondi possibili. Ma questa volta il gruppo emiliano, nato a Medicina ma con componenti sparsi nel bolognese, si è fatto attendere tantissimo dal già pluriamato Verdi Acidi Pensieri. E ci ritroviamo davanti a una band che ha sicuramente capito che l’idea di unicità del punk non è soltanto un vessillo da portare avanti a parole.

Lo traduce, infatti, come solo le band nate in provincia sanno fare: sbattendosene altamente di quali intersezioni siano "vietate" nel creare un disco punk. Ed è proprio questo che conferisce agli IntoTheBaobab la loro patina di personalità. Da alcuni difficilmente digeribile, da altri difficilmente dimenticabile.

Se un punk stradaiolo si fa spazio in canzoni come Occhio al Cranio - dove troviamo anche un featuring di Steno dei Nabat - e resta più incasellabile in un filone punk, pezzi come La Luna flirtano in modo mellifluo e sfumato con tutto ciò che è New Wave, Goth e Synth Punk. Le tastiere e i synth, in questo disco, sono una componente pervasiva: inserti stratificati, tappeti densi, un che di sognante che si intreccia ai consueti ritmi medio-veloci della band.

Questa sintesi più unica che rara ci viene quasi da chiamarla dream punk: perché tutto quello che si sogna qui è inversamente proporzionale alla direzione che il mondo sta prendendo. I mille mondi possibili sono quelli del mutualismo, della solidarietà, della condivisione. Sono quelli in cui le barriere cadono, i confini vengono cancellati, e l’amore splendido, tragico e pieno si manifesta nella sua forma più pura: quella libertà che non può essere depauperata.

In questo disco, l’amore è quello per la vita vissuta senza costrizioni, e ce lo urlano in Disertare, un inno antimilitarista diretto, senza fronzoli e bello tirato. Una minaccia ai benpensanti, con tutto il peso di uno statement come “Tutti i vostri figli saranno come noi” che troviamo invece nel pezzo La strada.

Bentornati, IntoTheBaobab. Siete uno dei gruppi più amati da questa webzine, e non ne facciamo mistero. Dedichiamo con piacere questo spazio al vostro disco nel nostro mondo possibile.

Questo album è consigliato a chi ama davvero questo genere musicale e lo accoglie per quel mix di suono e messaggio. Non è per chi cerca solo la moda, né per chi vede il suono come un’ortodossia da non contaminare.

Davvero un bel disco da ascoltare.

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A thousand causes have always been close to punk. A thousand musical variations have shaped this genre. And a thousand possible worlds are what IntoTheBaobab describe to us.with this brand new record called 1000 mondi possibili(1000 possibile worlds)

The baobab itself is a massive tree. It sprouts and takes root in these thousand possible worlds. But this time, the Emilia-based band—born in Medicina but with members scattered around Bologna—has kept us waiting for far too long since the already beloved Verdi Acidi di Pensieri. Now, we find ourselves in front of a band that has clearly understood that punk’s uniqueness is not just a banner to wave around in words.

They embody it in the only way that bands born in the provinces know how: by not giving a single fuck about which intersections are "forbidden" when crafting a punk record. And that has always been what gives IntoTheBaobab their unmistakable personality- some find it hard to swallow, others find it impossible to forget.

If street punk makes its way through tracks like Occhio al Cranio - which even features Steno from Nabat - keeping a more straightforward punk attitude, songs like La Luna flirt fluidly and subtly with everything from New Wave to Goth to Synth Pop. Keyboards and synths are a pervasive presence on this album: layered textures, dense soundscapes, an almost dreamlike atmosphere woven into the band's usual mid-to-fast tempos.

This rare and unique blend almost makes me want to call it dream punk: because everything dreamed of here is inversely proportional to the direction the world is heading. These thousand possible worlds are built on mutual aid, solidarity, sharing. They are worlds where barriers fall, borders are erased, and love- splendid, tragic, and full - manifests in its purest form: the kind of freedom that can never be stripped away.

In this album, love is about living life without constraints, and IntoTheBaobab scream it at us in Disertare - a raw, straightforward, no-frills anti-militarist anthem. A direct threat to the self-righteous, carried in a statement as powerful as “All  your children will be like us” in  La Strada.

Welcome back, IntoTheBaobab. You are one of the most beloved bands on this webzine, and we don’t hide it. We are dedicating this space to you in our "possible world".

This record is for those who truly love this genre, for those who embrace its mix of sound and message. It is not for those who chase trends or see sound as an orthodoxy that cannot be challenged.

Listen to this album. 

 

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TIGRE - NELLA TANA DELLE TIGRI

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Tornano i Tigre, formazione oi! proveniente dai peggiori vicoli di Genova, che già con il loro sette pollici d'esordio "Contro Tigre" si erano rivelati una piacevole, quanto attesa, sorpresa. Questo perché una vecchia conoscenza di questa webzine è il frontman, Lobo, già attivo con band come Clear Cut, Charles Brigade, Sartre e tutta una serie di altri progetti che abbiamo avuto modo di trattare in passato.

Le coordinate stilistiche sono quelle che ci si può immaginare da una band che si chiama Tigre e che si presenta come turbo-oi: uno stile di stampo europeo che pesca dalle influenze italiane anni '80 di gruppi come Klasse Kriminale, Gangland o quelle miriadi di pelati che registravano sette pollici con il preciso intento di fare punk grezzo, lontano da qualsiasi velleità artistica o estetica.

Si fanno tangibili anche le influenze francesi, come quelle dei Komintern Sect e dei Camera Silens. Si tratta di un lavoro piuttosto diretto, composto da quattro anthem ben delineati, come l’iniziale "Insieme", oppure pezzi con una vena quasi motörheadiana, come "Diritto al Lavoro". Non mancano momenti più malinconici e realistici che, pur non ricordando la disillusione torinese a cui alcune band ci hanno abituato, rivelano un malessere diverso: una sorta di resistenza testarda, la volontà di andare avanti, continuando a suonare un genere oltranzista e strettamente codificato. Il tutto arricchito da una vena melodica, senza però mai scivolare nel post-punk, come invece accade a molti gruppi contemporanei, e ben rappresentato nella traccia finale, "NMNL".

È un secondo colpo che i Tigre riescono a mettere a segno con sorprendente facilità. O meglio, la facilità propria di un gruppo punk DIY, che si registra tutto da solo, prova a chilometri di distanza e dimostra che non solo il DIY può superare i propri limiti, ma che quei limiti stessi possono diventare il vero obiettivo.

In questa impresa, la band sarà supportata da Flamingo Records, che stamperà questa meravigliosa festa del coro libero su cassetta. Attendiamo al varco questo grosso felino minaccioso, sperando in un full length che, ne siamo sicuri, sarà altrettanto ottimo.

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Tigre return – an oi! band hailing from the worst alleys of Genoa – who, with their debut 7-inch "Contro Tigre", had already proven to be a pleasant, if not entirely unexpected, surprise. This comes as no shock since the frontman, Lobo, a long-time acquaintance of this webzine, has already been active in bands like Clear Cut, Charles Brigade, Sartre and a bunch of other projects we’ve covered in the past.

The stylistic coordinates are exactly what you’d expect from a band called Tigre (which means of course Tiger), presenting themselves as turbo-oi: a distinctly European style that draws on the 1980s Italian influences of groups like Klasse Kriminale, Gangland and those myriad skinheads who recorded 7-inches with the explicit aim of delivering raw punk, far removed from any artistic or aesthetic pretension.

French influences are also palpable, with nods to bands such as Komintern Sect, and Camera Silens. The record is a straightforward work composed of four well-defined anthems – from the opening track "Insieme" to songs with an almost Motörhead-like , such as "Diritto al Lavoro". There are also more melancholic and realistic moments which, while not echoing the Turin disillusionment to which some bands have accustomed us, reveal a different kind of malaise: a stubborn determination to keep moving forward while continuing to play an outrageous, strictly codified style. All of this is enriched by a melodic vein that never slips into post-punk like many contemporary acts, and is best showcased in the final track, "NMNL".

It’s a second striking move that Tigre manages to land with surprising ease. In fact, it’s the very ease of a punk DIY band – recording everything themselves, pushing boundaries to the extreme – that proves not only can DIY overcome its own limits, but that those very limits can become the goal.

In this endeavor, the band is supported by Flamingo Records, which will release this marvelous celebration of free-spirited gang vocals on cassette. We eagerly await the arrival of this menacing big cat, hoping for a full-length that, we’re sure, will be just as excellent.


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AUTODIFESA PROLETARIA - AUTUNNO CALDO

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 "dopo gli anni di piombo solo anni di merda"

O almeno così dice l'adagio. Il punk hc italiano però ha avuto più di un annata soddisfacente e il filone Oi! sta vivendo una revival con band che tengono alto il valore anthemico nei pezzi. Gli Autodifesa Proletaria, attivi sulla asse Bolo-Roma-lecce, entrano a gamba tesa in questa aspra e dura lotta, riprendendo quel filone del nostro beneamato rumore che prevede che i pezzi abbiano dei ritornelli riconoscibili e con liriche crude, militanti e d'impatto, usanza che si stava perdendo e che richiama gruppi come Tear Me Down, Colonna Infame e Affluente, almeno nelle intenzioni oltranziste e bellicose. La musica ci ricorda gli Erode (tributati con una cover), la Banda del Rione, il suono di band come Non Servium e i dimenticassimi Oltraggio, che fanno della potenza e dei leads melodici la loro arma principale. I prototipi di inno da ci sono tutti, dalle bordate contro la giustizia (Benvenuti in via Schievano), alla melanconia proletaria (Senza Tregua, altro gruppo che in qualche modo puoi ricordare gli AA), l'hooliganismo romantico (Nostalgia canaglia). I compagni non dimenticano nulla e coverizzano anche la celeberrima Renault 4 dei chiaccherati P38, progetto non esattamente nelle nostre corde che rielaborato in questa versione tra T.M.D. e Downset cattura decisamente l'attenzione dello staff. Band che non si dimentica di citare la questione palestinese che sta venendo fin troppo ignorata dalle band punk, ma non qui! Auguriamo agli Autodifesa Proletaria numerosi follow up di questo splendido esordio. C'è bisogno di realtà radicali al giorno d'oggi, e questa frontiera può essere un nuovo orizzonte auspicabile.

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"After the Years of Lead, only years of shit."

Or so the saying goes. The "Years of Lead" refers to a period of social and political turmoil in Italy during the 1970s and 1980s, characterized by widespread political turmoil and violcnce. However, Italian punk hardcore has had more than a few satisfying years, and the Oi! movement is experiencing a revival with bands maintaining the anthemic value in their tracks. Autodifesa Proletaria, active along the Bologna-Rome-Lecce axis, dive headfirst into this harsh and fierce struggle. They revive our beloved noisy tradition, ensuring that their tracks feature recognizable choruses with raw, militant, and impactful lyrics, a practice that was being lost and that recalls groups like Tear Me Down, Colonna Infame, and Affluente, at least in their extremist and belligerent intentions. Musically, they remind us of Erode (Tributed with a cover), La Banda del Rione, and the sound of bands like Non Servium or the forgotten heroes Oltraggio, which make power and melodic leads their main weapon. The prototypes of anthems are all there, from the assaults against "justice" (Benvenuti in via Schievano), proletarian melancholy (Senza Tregua, another group that somewhat resembles AA), romantic hooliganism (Nostalgia Canaglia),  the comrades are  not forgetting anything as they also cover the (In)famous Renault 4 by the controversial P38 (communist trap/rap collective), a project not exactly in our vein but reworked in this version between T.M.D. and Downset, it definitely captures the staff's attention. They also make sure to address the Palestinian issue, which is being ignored too much by punk bands, but not here! We wish Autodifesa Proletaria many follow-ups to this splendid debut. There is a need for radical realities today, and this can be a desirable horizon.

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INTERVISTA THE UNBORN

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1) I The Unborn sono un branco di killers mascherati devoti all’oi, allucinati dai film horror di serie B e dai Video Nasties. Come nasce l’idea di una band dedicata a queste tematiche? Raccontateci la vostra storia.

L’idea è nata proprio dal nostro amore sia per l’horror sia per la musica street punk e Oi! Inoltre, siamo persone piuttosto motivate dal punto di vista politico, e visto che il cinema del terrore vanta un bel repertorio di film dal contenuto politico o quantomeno sociale, ci è sembrata una buona idea fondere queste nostre passioni. Ci piace l’uso della metafora e in genere non impazziamo per gli slogan urlati, perciò preferiamo ricalcare l’approccio di film come Hanno cambiato faccia (1971) di Corrado Farina ed Ecologia del delitto (1971) aka Reazione a catena di Mario Bava, che intrattengono e trasmettono dei messaggi importanti, senza annoiare.

2) C’è il vostro SLASHER (street punk anthems), uscito ormai da qualche tempo ma ancora sporco di resti umani. Raccontateci di queste 12 tracce che grondano violenza e cori da sottopalco violento!

Slasher – Street Punk Anthems è uscito alla fine del 2019. Non appena abbiamo iniziato il tour di promozione, il mondo si è fermato a causa della pandemia, per cui abbiamo potuto fare una sola data tra quelle previste. Nonostante questo, il disco è andato bene e siamo molto fieri dei risultati. Si tratta del nostro unico album, che molto probabilmente rimarrà tale, visto che preferiamo formati come il singolo o l’EP, o al limite il MLP. Slasher è un tributo allo slasher e al giallo all’italiana – a cui il sottogenere slasher deve molto – e anche nella grafica abbiamo voluto rendere omaggio sia a questi filoni cinematografici sia alle nostre passioni musicali e sottoculturali, visto che sia il titolo che la copertina fanno il verso all’album A Way of Life – Skinhead Anthems (1982) dei Last Resort, mentre il finto catalogo di capi d’abbigliamento a tema horror che trovate all’interno è una parodia del catalogo dello storico negozio londinese The Last Resort, da cui deriva il nome della band in questione. Le parti grafiche sono state realizzate da Alessandro Aloe (Moriarty Graphics), con layout di Crombie Media. Alessandro è un amico e collaborare di vecchia data, infatti aveva già realizzato la copertina del nostro singolo di debutto, Obey (2017).

3) Di recente avete fatto uscire un nuovo singolo intitolato "Visitatori". Parlatecene.

Il singolo è stato prodotto da Crombie Media e la parte grafica è ancora una volta di Alessandro Aloe. Si tratta di due brani (la title-track e Quinta colonna) ispirati al franchise Visitors di Kenneth Johnson e alla gestione autoritaria e scriteriata della pandemia, che in quasi tutte le parti del mondo ha aumentato il divario tra le classi subalterne e quelle dominanti. Se i governi avessero a cuore gli strati meno abbienti della popolazione, probabilmente avrebbero fatto dei passi indietro su come la sanità pubblica è stata gestita negli ultimi decenni, e invece hanno puntato tutto sulla repressione. Quando stavamo ancora lavorando al singolo, sono aumentate le tensioni tra Russia da un lato e Ucraina, Unione Europea e Nato dall’altro, e infatti Visitatori parla anche dello scontro tra grandi potenze a discapito delle classi popolari. Lo stesso Visitors parlava di un eventuale sbocco militare della guerra fredda e del rischio di un’involuzione delle democrazie occidentali: tutto ciò sta purtroppo accadendo sotto i nostri occhi. Visitatori è per il momento disponibile solo in digitale, ma uscirà una versione su cassetta prima della fine dell’anno, sempre per Crombie Media.

4) È evidente la vostra passione per il cinema di genere: nei vostri pezzi vengono citati molti grandi registi come Romero, Cronenberg, Barker, Argento, Bava, Farina, Carpenter… e potremmo andare avanti all’infinto! Quali sono i vostri film preferiti (di genere e non)?

Non ci piacciono molto le liste dei preferiti, perché cambiano a seconda dello stato d’animo e si rischia sempre di dimenticare qualcosa. I film a cui abbiamo dedicato dei pezzi sono indubbiamente tra quelli che amiamo di più, ma ce ne sono molti altri.

5) Riallacciandoci alla domanda precedente, come vedete il panorama horror contemporaneo? Sembra che ci siano registi con idee molto attuali (Peele con il suo Get Out, Mitchel con It Follows, Aster con Hereditary) che portano il genere al suo impatto originale, con un’attenzione particolare ai temi sociali. Dall’altra parte troviamo film come l’IT di Muschietti, che sono non proprio imperdibili e abbastanza vuoti. Voi cosa ne pensate e dove vi collocate?

L’horror degli ultimi anni ci interessa moltissimo, proprio per via dell’influenza esercitata da alcuni film da te citati, ai quali vanno aggiunti almeno Babadook (2014) e The Witch (2015). Purtroppo questo filone sta perdendo qualche colpo per via dell’approccio liberal di alcuni registi, che a dispetto del voler trasmettere messaggi sociali, risultano per l’appunto piuttosto vuoti. Il recente rifacimento di Candyman – Terrore dietro lo specchio (1992), intitolato semplicemente Candyman (2021), fa parte di quest’ultima corrente: tocca argomenti importanti senza scavare a fondo ed evitando una critica radicale alla società. Visto che Peele è stato coinvolto nella produzione, ci saremmo aspettati qualcosa di meglio. Alcuni registi e produttori credono che per fare un film al passo coi tempi sia sufficiente inserire personaggi appartenenti a minoranze etniche, oppure omosessuali, ma questo approccio rappresenta un contentino per le categorie in questione. Si tratta di approccio morbido vòlto a far cassa, che non mira certo a cambiare dalle fondamenta una società malata che si nutre di discriminazioni basate sul colore della pelle oppure sul genere o sull’orientamento sessuale. Per quanto riguarda il remake di IT hai perfettamente ragione: è un lavoro molto curato ma sostanzialmente inutile. Non siamo contro i rifacimenti, i seguiti e i reboot, ma questi dovrebbero aggiungere qualcosa all’originale, altrimenti non ne vediamo il senso.

6) Diteci 5 o più dischi che vi hanno influenzato, con una piccola descrizione per ciascuno di essi.

La risposta è più o meno quella relativa ai film preferiti: un elenco di dischi influenti sarebbe parziale e poco significativo. Diciamo che ci hanno influenzato molto i gruppi Oi! più onesti e creativi, come ad esempio i Blood, mentre l’horror punk è un’influenza secondaria. Ci piacciono alcuni filoni dell’hardcore, come il NYHC, e ovviamente il punk rock di band come i Damned, anche loro molto devoti all’horror. Tuttavia, non crediamo di essere stati influenzati da alcuni dischi o formazioni in particolare.

7) Il vostro look nelle foto delle sembra essere particolarmente influenzato dal killer de “La città che aveva paura”. Casualità o citazione? Le maschere dei live, i più classici balaclava, avranno un’evoluzione o vi sentite a posto così?

Si tratta di una citazione voluta. Dal vivo preferiamo il passamontagna per ragioni pratiche, mentre usiamo le maschere di iuta solo per le sessioni fotografiche. Per il momento stiamo bene così, ma in futuro le cose potrebbero cambiare.

pic by Michela Midossi

8) Parliamo del lato grafico. Nell’EP Apoi!calypse l’artwork era a cura di Giorgio Santucci (Dylan Dog\Orfani), che ha tirato fuori proprio un bel lavoro; ne viene fuori che sicuramente l’impatto grafico è molto importante per voi. Parlatecene.

Confermiamo che per noi le grafiche per noi sono molto importanti. Giorgio Santucci è un nostro amico e concittadino, e la collaborazione con lui è stata ovviamente molto piacevole. Ha realizzato la copertina di Apoi!calypse, uscito in cassetta nel 2017 e ristampato in vinile l’anno successivo con la stessa illustrazione ma con impaginazioni differenti. Gli scaffali di molti appassionati di musica sono strapieni, e soprattutto con la concorrenza del digitale – con il quale, per inciso, non abbiamo alcun problema – è importante premiare chi decide di acquistare il supporto fisico e sostenere maggiormente la band. Anche per questo curiamo molto le confezioni dei nostri lavori, sia affidando le grafiche a bravi artisti, sia inserendo foto, testi e note all’interno.

9) Il pezzo finale del vostro precedente EP era un tributo all’arcinoto tema di Halloween del maestro Carpenter. Le soundtrack sono quindi un’altra vostra passione? Ci saranno altre aperture in questo senso nel sound dei The Unborn? Conoscete e apprezzate gli Anima Morte e il loro sound ispirato a Frizzi&Co.?

Conosciamo gli Anima Morte e abbiamo una grande passione per le colonne sonore, Fabio Frizzi incluso. Molti nostri brani contengono citazioni di colonne sonore e per il nostro prossimo lavoro abbiamo per l’appunto in mente qualcosa di molto italiano.

10) Free space.

Dopo le difficoltà dovute alla pandemia e all’ennesimo cambio di formazione, siamo di nuovo in piedi. La nuova line-up è composta da persone provenienti sia dal Viterbese che dal Grossetano: due province vicine ed estremamente periferiche, ignorate dalle proprie regioni (rispettivamente Lazio e Toscana), quindi ci capiamo anche sotto questo punto di vista. Stiamo parlando proprio in questi giorni della realizzazione di nuovi brani, che come accennavamo saranno ispirati a un certo maestro italiano dell’horror. Per ora è tutto, grazie per il vostro interessamento e – si spera – a presto!



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SCALPO – È LA LOTTA L’AVVENIRE

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BRUTALE è la parola d'ordine per questo flexi disk (sì, avete capito bene). Autodefinendo il loro rumore come "Psicoguerra Punk", gli Scalpo infilano le braccia fino al gomito nella tradizione hardcore della penisola con una dose bella densa di feedback, distorsione e carenza di buonsenso musicale. Questa Blitzkrieg sonora è debitrice di quel modo di intendere il punk che comincia coi Nabat e prosegue con i Rappresaglia degli esordi, pur guardandosi attorno  e piazzandosi degnamente a fianco di acts contemporanei come i Castillo o i Rixe. La produzione scarna però non tradisce un senso anthemico in alcuni momenti come l'epica "Generazione Veleno" o i coracci incazzati della stessa "Scalpo". Il duo, che si identifica coi nomi di "Caino" e "Veleno", confeziona uno spaccato interessante di un tipo di punk molto celebrato ma poco ripreso, un po' come - anche se in modo diverso - fecero i Fogna, altro gruppo che celebrava un passato forse poco capito. La dinamica è quella opposta all'OI! molto in voga in questo momento, quello melodico e a tratti malinconico che ci ha regalato momenti molto alti; ma ogni medaglia ha il suo rovescio ed è giusto che dell'alienazione urbana si mostri anche la faccia turpe e violenta e gli Scalpo paura di mostrarla non ne hanno. Fuori in un flexi disk pauroso per l'etichetta basca Menduku Diskak che dà la veste giusta (complici le splendide grafiche di Andoni De La Cruz) per un lavoro che non mostra difetti. Ora che hanno fatto il loro debutto in società con una line up completa. Sarebbe una bomba vederli insieme a bands come Golpe e Psicogalera, in un concerto ulta-abrasivo.

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BRUTAL is the keyword for explaining this flexi disk (you got it right a bloody FLEXI DISK). Defining their noise as "Psicoguerra Punk"(something like "Psychowar punx") Scalpo, goes balls deep in the italian hardcore punk tradition with a nice dose of feedback, distortion and lack of musical common sense. This sonic Blitzkrieg is spawned by heavy listening sessions of Nabat and Early Rappresaglia but there is an obivious similarity towards band like Castillo and Rixe. The Raw production, however, does not betray an anthemic flavour in some moments such as the epic "Generazione Velenor" or the angry gang vocals of "Scalpo". The duo that, identifies with the names of "Caino" and "Veleno", crafts an interesting slabs of a kind of punk that is very celebrated but little taken up, a bit like (albeit in a different way) Fogna another band that celebrated a past that perhaps is a little misunderstood. The path is the opposite of the new wave of italian OI! tha is going strong at moment, the one with melodies and melanchonical lyrics one that gave birth to loads of awesome records, but each side of the coin has to be shown and Scalpo in not afraid to to walk the wildside. Out in a noble flexi disk for the Basque label Menduku Diskak that gives the right look (thanks to the awesome graphics by Andoni De La Cruz) to this priceless slab. Now that they have made their live debut with a full line up, it would be a blast to see them together with bands like Golpe and Psicogalera in an ultra-abrasive concert.

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PLAKKAGGIO - VERSO LA VETTA

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Sono tanti i gruppi che al quarto full lenght hanno perso la strada, la stoffa, i membri migliori o la voglia di fare, e la vetta è perduta, distante, oscurata da fosche nubi che decretano la discesa di un buio su speranzose legioni delle più disparate subculture. Ma in questa morìa si ergono fieri dei grimpeurs  agguerriti che conoscono la strada verso la vetta... ed oltre!

Dal 2004 il collettivo Plakkaggio proveniente da Colleferro è fieramente alla provincia dell'impero, regalandoci un sincretismo pagano di heavy metal e hardcore punk che hanno rinominato New Wave of Black Heavy Metal OI!, uno stile dove nulla è nuovo ma tutto è fresco, nella sua rilettura ostinata di stilemi persi e rituali perpetrati con l'ostinazione di chi non si arrende davanti a una parete da scalare.

Riff che devono molto all'Heavy Metal 80iano del vecchio continente, ma sono permeati dall'aura stradaiola del culto skinhead degli anthem alla Cock Sparrer riletti da leggende dimenticate come i Virtue senza scordare il freddo di acts come Bathory, Enthroned, Apbrutum. Per crederci ascoltate Valhalla, che riassume in modo proficuo queste features di Epicità e strafottenza stradaiola che nessun gruppo power metal di plastica raggiungerà mai (inaspettato e spiazzante l'uso degli archi nel break) e parliamo di power metal perché l'opener cita a gran voce il periodo d'oro di Helloween e Gamma Ray, senza rinunciare alla sintesi punk che è nel DNA del collettivo.

Un plauso va a  Riccardo Parenti, che da sempre cura le grafiche del gruppo (portiamo entrambi con fierezza la maglia con la fenice) e a Zanzarude (Enrico Zanza+Federica la rude), con le loro foto trve grim frostbitten black metal.

Time to kill e Hellnation ci danno l'occasione di avere sia vinile che cd e, visto che si parla sempre di supporto, sarebbe il caso di fare splendere questo gioiello oltre i confini della scena punk che ha già conquistato. Un plauso va a Paleodoxodon Antiquus" che parla di Mammoth letali che abitavano Colleferro, che da sola meriterebbe uno split coi paleontologici Thecodontion.

La via è segnata. Avanti tutta!

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There are many bands that  have lost their way after the fourth full lenght, the burning ambition is lost in the distance obscured by dark clouds that decree the descent of a veil darkness on the subcultural legions of every kind . This plague doesn't stop this proud pack of grimpeurs that  know the way to the top and beyond.

Since 2004 the colletctive knows as Plakkaggio from Colleferro (near Rome) is proudly far away from the chaotic capital  and only care of deliver  a pagan syncretism of Heavy Metal and Hardcore Punk that they have renamed New Wave of Black Heavy Metal Oi!, a style where nothing is new but everything is fresh in its stubborn reinterpretation of lost stylistic features and rituals perpetrated with the stubborness of those who do not give up in front of an iced wall.

Riffs that are straight outta a 80's heavy metal of the old continent, but are permeated by the streetwise aura of the skinhead cult of a Cock Sparrer anthem reinterpreted by forgotten legends like Virtues without losing the cold aura of acts like Bathory, Enthroned, Apbrutum. Listen to Valhalla which profitably summarizes the Epic edge and the street arrogance that no plastic power metal babd will ever reach (unexpected and unsettling use of strings and violins  in the break) and we mentioned power metal because the openner is a loud n proud reference to the gold  era of  Helloween and Gamma Ray without refusing the punk rudeness that is in the DNA of the collective.

Kudos to Riccardo Parenti who has always been at the service of the group's graphics (we both proudly wear the shirt with the phoenix that he has desinge ages ago) and to Zanzarude (Enrico Zanza + Federica la rude) with their true grim frostbitten black metal photos.

Time to kill and Hellnation give us the opportunity to have this opus of  metallic force "Verso la vetta" (to the top) both on vinyl and cd and since there is  always big talking about support the bands it would be appropriate to make this jewel shine beyond the boundaries of the punk scene that has already conquered by Plakkaggio. An applause goes to the track "Paleodoxodon Antiquus", that talks about lethal mammoths that lived in Colleferro before the dawn of men that alone deserves a split with the paleontologists death metal masters Thecodontion.

To the top and beyond.


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ANNO OMEGA - MAGIA

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Milano 202X.  Un gruppo di punx, stanco di sottostare ai tecnonocrati, scopre la perduta arte della magia e incalza una fuoriosa lotta per un mondo nuovo, dove si può bere birra economica e portare lo smalto alle unghie in santa pace. Un mondo senza padroni di casa e affitto da pagare. Nati in seno al collettivo punk Kalashnikov e all'etichetta Heimat de Katastrophe, che si occuppa di dungeon synth et similia, gli Anno Omega arrivano come una scheggia space punk dove l'immediatezza del primo hc italiano si intereseca con il synth punk più scanzonato, quasi come se i 5°Braccio si mettessero in testa di fare i Sigue Sigue Sputnik in un'angusta sala prove di qualche squat, dopo una visione di troppo di Tetsuo di Tsukamonto. Un follow up alla già piacevole cassetta di qualche hanno fa, la magia si mostra però più compatta e dritta al punto, oltre che pregna di tematiche sociali come vuole la tradizione punk del bel paese. Un'altra tape della ganzissima label Sentiero Futuro che, in quanto a uscite succose, non si fa parlare dietro, confermandosi come una istant cult label.

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Milano 202X. A group of punx is tired of submitting their lives to the technocrats, and discovers the lost art of magic and pursues, a furious struggle to build world where everybody happily drinks cheap beer and wears colorful nail polish, where shows are free and landlords don’t exist. Born within the Kalashnikov punk collective and  Heimat de Katastrophe (a label that deals with synth dungeons and likes combining these two worlds) the Anno Omega are born, a space punk splinter where the immediacy of the first Italian hc overlaps with funny edge of  synth punk, almost as if  5° Braccio got it tried to  do some Sigue Sigue Sputnik  stuff in a cramped rehearsal room of some squat, after watching too much Tetsuo. A follow up to the already killer cassette of a few years ago, "Magia", however, is more straight to the point and full of social commentaries as required by the ita punk tradition. Another tape from the super cool Sentiero Futuro label, which in terms of tasty releases it's killin it, establishing itself as an instant cult label.


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VENOMWOLF - INTERVISTA (ITA)

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1) Ciao Duncan come va? Vi abbiamo conosciuti un po’ per caso: il mitico Costa della Iron Pegasus ha infilato una copia di “Storm Riding Power” nel pacco di dischi che gli amici hanno regalato a Zan per la sua laurea. E' stata una bella sorpresa, un discone bello tirato! Parlaci delle origini di questo progetto e di come hai dedicato la vita al culto del black/speed! Come ci si sente a uscire per la stessa label che ha buttato fuori Sabbat, Metalucifer e Desaster?

Hails! Me la cavo in questo mondo colpito dalla pandemia…mi fa piacere che vi sia piaciuto il disco! I Venomwolf sono nati come uno studio project dell’ultimo minuto. Suonavo in una band che si è dissolta qualche giorno prima di entrare in studio, quindi mi sono messo a scrivere l’EP di debutto il pomeriggio prima di registrare per non perdermi lo spazio già prenotato. Non lo ho pianificato come un progetto super serio, ma poi serio è diventato. L'etichetta ha stampato l’EP in cassetta, mi hanno chiesto di suonare qualche concerto, fare qualche data di supporto più seria e grande, così ho pensato di fare un album e Iron Pegasus mi ha contattato! Per quanto riguarda essere in etichetta con band di questo calibro, ancora non riesco a crederci, haha! Quando Costa mi ha scritto per la prima volta ho cercato di ricordare da dove conoscevo il nome ... poi ho capito che lo avevo letto dal mio CD dei Desaster - Tyrants of the Netherworld, che non ha mai lasciato la mia macchina! È davvero bello essere su un'etichetta con band così leggendarie, ed essere collegati in qualche modo a così tanti dischi fantastici ... È un vero onore farne parte. A parte i grandi nomi leggendari, ci sono anche alcune band più piccole assolutamente ottime sull'etichetta. Gli Eurynomos sono probabilmente i miei preferiti, vecchio metal spacca culi dal suono malvagio con il leggendario Okkulto che torna in scena! I Megatherion condividono un chitarrista e un bassista: hanno Carnivore dei Cruel Force alla voce e suonano come gli Hellhammer, come non amarli? Gli Infernal Assault spaccano e i Magnesium sono un'altra eccellente band giapponese.

2)- po’ è una one man band, sembra che una una testa sola sia più concentrata in una direzione musicale e penso ad atti come Toxic Holocaust, Enforcer, Midnight, Sabire e ovviamente i Bathory, cosa ti ha fatto scegliere la strada della musica solitaria?

Non ho mai deciso intenzionalmente di fare tutto da solo, Ho iniziato con la batteria, poi mi sono procurato un basso pochi mesi dopo e poi una chitarra poco dopo. Immagino di non essere mai stato veramente soddisfatto di fare una cosa sola: amo suonare tutti i diversi strumenti, per motivi diversi, e tutti mi portano ad essere creativo in modi differentemente. Scrivo principalmente con la chitarra, ma ho scritto molti riff al basso, o avevo in mente un ritmo di batteria su cui mi basavo.

Poi è diventata una necessità per la prima sessione di registrazione dei po’, e ho continuato così. Rende le cose molto più facili per organizzare la scrittura e le registrazioni, questo è certo! Sono un tecnico del suono di professione, quindi eseguo anche tutte le registrazioni da solo, il che rende le cose ancora più facili da organizzare, haha!

Parte del problema è anche non trovare le persone giuste. Non ci sono molte persone interessate a questo tipo di musica in giro, specialmente in Scozia, e ce ne sono ancora meno che suonano uno strumento, che sono interessate a essere una band, che hanno il tempo per impegnarsi, tutto quel genere di cose. I due ragazzi che ho nella band dal vivo ora provengono dalle aree di Londra e Newcastle, quindi non è proprio una situazione in cui possiamo esercitarci insieme regolarmente, ma funziona comunque. Mando loro tutte le canzoni e le tablature, le imparano, ci riuniamo e tutto si adatta!

3)- La tua musica ci dà un feeling punk (sai tutto quel D-beat e quel feedback) e questa è una fanzine con un piede nell'universo punk e l'altro nell'inferno metal! Abbiamo la domanda punk obbligatoria, ti piace questo tipo di musica? Ti influenza?  Metal Archives dice che hai suonato in una band chiamata Shreer Ignorance.

Amo il punk. In particolare il d-beat e il crust, trovo che molti dei primi dischi punk "tradizionali" siano piuttosto noiosi. Per me, il punk è tutto incentrato sull'essere arrabbiati e niente cattura quell'atmosfera meglio dei d-beat! Quindi, naturalmente, ha un'enorme influenza su di me - principalmente le band UK82 come Discharge, The Varukers, GBH e Chaos UK. Sacrilege e English Dogs hanno bisogno di una menzione speciale, poiché hanno avuto un'enorme influenza sulle cose più recenti che ho scritto. La maggior parte delle band metal che mi ispirano hanno comunque una grande influenza punk, e si adatta perfettamente a come suono e scrivo musica. Per me, il d-beat è sempre stato il pattern di batteria più energico, molto di più delle cose più "metal" come i blastbeat o qualsiasi altra cosa. Parti semplici suonate il più velocemente e duramente possibile, ecco di cosa si tratta!

4) E dalla velocità mach 3 entriamo nella lentezza abissale, sembra che tu abbia suonato in alcune bands doom metal (Atragon, Nest of Vipers), il Doom Metal è spesso etichettato come genere a sé stante, ma pensiamo sia la radice dell’heavy metal e band come Pentagram e St. Vitus hanno plasmato il suono in modo molto distintivo, cosa ne pensi?

Torniamo indietro di qualche anno, haha! Ho iniziato in band che suonavano Doom, insieme a quelle band che avete menzionato, ho avuto altri progetti nel corso degli anni che non sono mai usciti dalla sala prove. Alcuni anni fa mi sono scocciato della scena del Doom, per un po’ 'c'è stata un'ondata nel Regno Unito di band dal suono molto generico. Sono pienamente consapevole che sia un po’ 'ipocrita, dato che ascolto sempre qualsiasi clone di Discharge / Motörhead / Bathory, ma almeno le loro canzoni finiscono velocemente ...

5)- Dacci 5 (o quanti ne vuoi) dischi obbligatori per il suono di po’! Si prega di fornire una breve descrizione per ciascuno

Bathory - Bathory

Non sorprenderà nessuno, ma questa deve essere la mia prima scelta. L'atmosfera più malvagia e inquietante di sempre, i ritmi e il modo di suonare troppo veloci e la voce posseduta di Quorthon, questo album spacca in ogni modo. La prova definitiva che non si tratta del suono, del modo di suonare o della natura tecnica di un disco, ma di energia e convinzione. Ho ascoltato questo album per così tanti anni ormai, e mi fa ancora venire voglia di scatenare l'inferno e distruggere tutto. Sacrifice è la migliore canzone di sempre.

Venom - Black Metal /Welcome to Hell

Non riesco mai a scegliere il preferito tra questi due, quindi sono entrambi qui. Solo suoni assolutamente assurdi su questi dischi. Devo fare una menzione speciale anche al singolo di Bloodlust, che in realtà è stata la prima traccia di Venom che abbia mai sentito! I Venom sono la ragione per cui mi piace pubblicare singoli, è molto divertente lavorare su progetti più piccoli tra un album e l'altro.

Bludwulf – Cryptic Revelations

Un disco letteralmente assassino di una band criminalmente sottovalutata. L'atteggiamento e l'atmosfera definitivi del movimento MPDS! Non posso raccomandare abbastanza questo album, se a qualcuno piace il metalpunk dovresti davvero ascoltare questa roba.

Discharge – Hear Nothing See Nothing Say Nothing

Cosa posso anche dire su questo disco? È uno dei più grandi album di tutti i tempi. Per essere un suono così essenziale succede tanto in questo disco, il suono è semplicemente colossale e l'energia non ha eguali, anche dopo tutti questi anni. Essenziale.

Sacrilege – Behind the Realms of Madness

La perfetta combinazione di riff metal ed energia punk. Alcuni dei migliori riff di sempre, voci furiose e un suono complessivo che evoca la distruzione assoluta. Un'enorme influenza su di me. Il riff principale di The Closing Irony è il miglior riff di tutti i tempi.

Darkthrone – Circle The Wagons

Includo questo come sesto disco perché ha cambiato tutto per me - era la prima volta che sentivo qualcosa di metalpunk! Avevo 16 anni quando è uscito e non avevo mai sentito niente del genere. Conoscevo già un po’ 'di black metal, e avevo sentito i Darkthrone, ma non sapevo del loro materiale più recente che aveva elementi punk e speed metal. Inutile dire che mi ha fatto saltare la testa la prima volta che l'ho sentito!

6)  Pochi giorni fa hai oscurato il tuo avatar per il blackout tuedasy in solidarietà con la manifestazione (aggiungendo forse l'hashtag più bello di sempre #ACAB), non è molto comune nella comunità metal prendere posizione su questo tipo di argomenti doni anche parte delle entrate del tuo gruppo musicale alla causa, (complimenti!), questa presa di posizione ti ha dato problemi con i tuoi fan o simili?

Non ho avuto alcun problema con i miei fan. Si spera che sia perché sono tutte persone ragionevoli che siano consapevoli di certe tematiche e che si oppongono ai problemi della nostra società ... È abbastanza frustrante che questa non sia una cosa molto comune nella scena metal. C'è stato qualche movimento per renderlo più prominente di recente, il che è molto incoraggiante, ma è ancora un problema. C'è troppa tolleranza di atteggiamenti e comportamenti di odio e discriminatori nella scena. Il black metal in particolare è terribile per questo. È un altro motivo per cui mi piace così tanto il punk - per quanto la scena non sia ancora perfetta, almeno dicono ai nazisti dove possono andare ... Con il black metal, ci sono i veri nazisti e razzisti, e poi troppe persone che semplicemente guardando oltre, perché "i riff sono fighi" (anche se la maggior parte delle band naziste non ha nemmeno un buon riff?), o "si può separare l’arte dall’artista" o "lascia fuori la politica dal metal. " Ovviamente le stesse persone perdono la testa quando una band black metal ha temi di sinistra o antifascisti, o osa parlarne apertamente. È piuttosto disgustoso come questo sia accettato e quante band ottengono un via per comportamenti e frequentazioni super losche (mi viene in mente una band super popolare che è la base di supporto per un progetto NSBM ...).

7) Stormriding power presenta in chiusura una cover Jaguar suonata a tutta birra (una band che trovate intervistata qua) perché hai scelto questo brano in particolare? Ia NWOBHM aveva una vasta gamma di band dal suono diverso, da quella melodica a quelle più veloci? Quale sono i tuoi preferiti in questo campo? C'è qualche gemma dimenticata dalla Scozia?

Molto semplicemente, l'ho scelta perché è una canzone fantastica! Il riff principale è molto punk quindi ho pensato che sarebbe stato divertente mettergli sotto un po’ 'di d-beat e renderlo un po' più ruvido. Ho anche dovuto assolare molto più di quanto avessi mai fatto prima, quindi è stata anche una bella sfida.

Quando si tratta di NWOBHM, i miei preferiti sono probabilmente Cloven Hoof. L'omonimo e A Sultan's Ransom sono due dei miei preferiti, roba assolutamente killer. I Satan sono fantastici, sicuramente il miglior come back di quella scena! Adoro alcuni dei primi dischi di Tokyo Blade e Demon. Ritual - Widow è un altro album davvero fantastico. Black Axe avevano un grande singolo, i Virtue erano davvero bravi. Poi ci sono le band che erano un po’ 'anomale sulla scena essendo un po' più cattive: Tank, Warfare e ovviamente VENOM! Non sono molto sicuro ci siano gemme dimenticate dalla Scozia: la nostra band principale di NWOBHM sarebbero i grandi Holocaust. So che ce n'erano altri, ma non ne so abbastanza! La nostra principale gemma dimenticata qui sarebbero probabilmente gli Iron Claw, ma precedono la NWOBHM di alcuni anni - vale la pena dargli un ascolto, totale devozione al sound dei Sabbath (credo che uno di quei tipa sia responsabile della prima registrazione dei Sabbath, un bootleg di quando si chiamavano ancora Earth)!


8) Che ne dici dei testi, Curse of the Tyrant ci da delle  vibes alla dHoward \ Lovecraft, ti piace questo tipo di romanzi? Quali sono le tue influenze non musicali? (parliamo anche del meraviglioso artwork del singolo Bring down the axe)

Howard è decisamente un'influenza - Bring Down the Axe è più o meno basato su Conan , così come alcune delle nuove tracce su cui sto lavorando.
Le mie influenze sono principalmente dall’ambito del fantasy / fantascienza dark. Alcune canzoni di Stormriding Power sono basate su parti della serie Malazan Book of the Fallen. Conan il Barbaro ha una grande influenza. Mad Max è uno di loro, ovviamente - vedi Chasing Bullets per quello! Ci sono anche alcune cose più generali, come l'ovvio genere di cose alla Signore degli Anelli (probabilmente da dove viene l'ossessione per le spade / armi ...), Highlander, praticamente qualsiasi cosa con spade e guerra sangunsa farà per me! Anche le streghe, i rituali e la magia sono sempre lì, è proprio il tipo di cose che mi piacciono! Il nuovo album contiene più canzoni su Conan il Barbaro, più Malazan, un po 'di mitologia greca e anche alcune cose di Warhammer Fantasy / 40k.
L'artwork di Bring Down the Axe è stato realizzato da Daniel Artgrinder, un tatuatore killer con sede in Finlandia che fa un eccellente lavoro metalpunk. Mi sono messo in contatto, gli ho spiegato cosa volevo e lui l'ha capito subito.
Controllalo qui:
https://www.facebook.com/DanielArtgrinder/
https://www.instagram.com/danielkaosss/

9) Puoi darci una panoramica sulla scena scozzese e sulle band che meritano di essere menzionate! (Se vuoi nominare anche alcune band internazionali sono benvenute)

Lo te più per le band del Regno Unito: viaggio molto in giro per il paese, quindi questo mi permette di ascoltare molte band da più lontano, e non ne sento così tante scozzesi in questi giorni!

Grave Altar - siamo stati in tour con questi ragazzi a novembre. Nekrothrash totalmente esplosivo, questi ragazzi sono praticamente la risposta made in UK a Deathhammer / Aura Noir / Antichrist! Roba assolutamente killer, chiunque ami il vecchio stile thrash ha bisogno di ascoltare questa band!

Dungeon - questa è la band principale del mio batterista Chris. Sporco speed metal con influenze punk. Il loro EP Purifying Fire è uno dei miei dischi preferiti. Sono anche una potenza assoluta dal vivo, andare in tour con loro è un grande momento!

Skyryder - il mio bassista Andy suona la batteria per questi ragazzi (in qualche modo sono ci sono tre batteristi nella mia band ...). Questi ragazzi suonano heavy metal in stile NWOBHM, è veloci distruttivi, dominanti.

Aggressive Perfector: speed / heavy metal con un'atmosfera da film horror. Questi ragazzi sono di gran lunga uno dei migliori gruppi nel Regno Unito, dal vivo devastanti e fenomenali su disco. Tutti dovrebbero sentirli.

Inhuman Nature - thrash / hardcore da Londra. Come gli Iron Age ma un po’ 'più metal. Sono fantastici su disco, ma sono anche meglio dal vivo, solo riff assolutamente violenti.

The Vexed - il caos metalpunk ubriaco da York. Non fanno molto, ma dovrebbero, perché sono molto divertenti. Maniaci assoluti!

Live Burial - la mia band death metal attuale preferita. Mi piacciono questi ragazzi sin dal loro primo demo e negli anni hanno continuato a migliorare. Il loro nuovo album Unending Futility è assolutamente killer, è tutto ciò che puoi desiderare dal death metal!

Night Fighter - una band relativamente nuova di Glasgow, one-man black / speed metal. Inkulto ed io siamo stati insieme in alcune band nel corso degli anni, ho suonato la batteria per la sua band d-beat Göatshit, ed è stato il primo bassista dal vivo dei po’. Inutile dire che sa il fatto suo e Night Fighter è la cosa migliore che ha fatto.

Per quanto riguarda le band internazionali ...

Eurynomos - compagni di etichetta su Iron Pegasus, con il potente Okkulto (ex Desaster)! Hanno un album completo in uscita alla fine di agosto, di cui sono molto entusiasta. Spaccano alla vecchia maniera!

Ewig Frost - veri guerrieri delle Wastelands di Vienna, sono un fan di questi ragazzi da molto tempo. I Mötorpunk con un tocco di crust\ black metal, hanno un nuovo album in arrivo e non vedo l'ora di ascoltarlo!



10) Come hai modellato il suono? Il volantino parla di "batteria non triggerata" che tipo di attrezzatura e produzione hai usato? Joel Grind ha fatto un ottimo lavoro con il suono.

Haha, questo è qualcosa su cui posso andare avanti tutto il giorno ... Voglio che il suono di po’ sia il più reale e genuino possibile. Non uso amplificatori digitali o virtuali, non effetto alcuna batteria o uso drum macchine e non apporto modifiche che cambino ciò che ho effettivamente suonato. Molti dei miei album preferiti hanno piccoli errori (o grandi, come i Bathory ...) e imperfezioni che li fanno sembrare più umani e reali, e non voglio togliere quest’aspetto dalla mia musica. Se ho intenzione di fare dischi dal suono vecchia scuola, devono suonare vecchia scuola! È anche importante che ogni strumento venga suonato per davvero nei dischi. Potrei semplicemente usare una drum machine, ma non suonano mai così bene, e trovo che tolga davvero la sensazione del vecchio suono. Per quanto riguarda l'attrezzatura più specifica, è tutto abbastanza semplice. Ho una vecchia batteria Pearl a buon mercato e ho tolto le pelli risonanti per il suono stile scatola degli anni '80. Uso i piatti Paiste Alpha e un rullante Pearl Sensitone. Per il basso, è un Fender Jazz in un amplificatore e cassa Hartke. Ottengo la mia distorsione del basso da un pedale Boss DF-2, che credo sia del 1983. La mia configurazione della chitarra è cambiata leggermente nel corso degli anni, ho preso in prestito un bel po’ 'di attrezzatura per il disco Stormriding Power. Ora, però, è un BC Rich Warlock con pick up Dimarzio Super Distortions, che passa attraverso un Turbo Tubescreamer nel mio Marshall JCM2000. Ho un Boss Chorus Ensemble e un EHX Cathedral nel loop effetti: il chorus è sempre attivo. Tutto questo entra in un taxi Marshall 4x12 del 1991. Per tutte le registrazioni finora e gli spettacoli dal vivo, la mia voce passa attraverso il mio SM58. Per la cover Buried Alive del singolo Bring Down the Axe, ho usato un pedale effetti che apparteneva a Mantas stesso! Il mio amico che ci guida in tour è un amico di famiglia di Mantas, e per caso possiede uno dei suoi vecchi pedali, che ha ancora tutte le sue impostazioni salvate, ed è stato così gentile da permettermelo di usarlo per la cover dei Venom! Per quanto riguarda la produzione, adotto un approccio molto vecchio stile. Cerco di mixare tutto nel modo più organico possibile, cerco di non dedicare troppo tempo alle cose e generalmente voglio che tutto sembri il più reale e vecchio stile possibile. Quindi, chitarre ad alto volume, basso bulldozer, batteria squadrata e voce con un sacco di delay! Odio l'atteggiamento molto comune in questi tempi in cui le persone lavoreranno su un mix per una singola canzone per settimane o mesi alla fine, apportando costantemente piccoli aggiustamenti e agonizzandosi su ogni minimo dettaglio. Quanti album classici sono stati registrati e mixati nel minor tempo possibile? Joel Grind è stata la scelta naturale per masterizzare il disco, perché chi altri conosce così bene questo tipo di musica? È un ragazzo eccezionale, con cui è facilissimo lavorare.

11) Ok, la tortura è finita. Spazio libero!

Grazie per le domande e grazie a chiunque abbia effettivamente letto fin qui! Spero che questo sia stato interessante, so che tendo a divagare un po'... Il prossimo album dei po’ dovrebbe apparire nell'autunno del 2021, e si spera che ci sarà qualcosa anche prima... Bevi Buckfast, ascolta i Sacrilege, schiaccia i tuoi nemici!


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RAW - I WANT THE WORLD TO BE A BAR OF STAR WARS

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Torna uno dei gruppi Cagliaritani che più apprezziamo: i Raw!

Capitanati dal buon Kambo sono i portabandiera dell'esagerazione, i flagelli del moralismo e gli alfieri di una fiera, sguaiata e irreprensibile estetica queer, ma non quella delle produzioni netflix o della visione internettiana da quattro soldi, loro eprimono quella più viscerale, cruda e colorata, figlia di una visione alla John Waters piuttosto che quella di un gruppo come i Dwarves! 

Per questa occasione vediamo un lineup lievemente rimaneggiata: oltre a Kambo-voce, vediamo Elvio (chitarra) e Stefano (basso) (i die-hard thrashers dietro agli Abduction), Silvia (chitarra già negli Aspettando la Fine) e Daniele (Desert Hype, Charun,Haywire Desire) e Gypsy Rob (Moo Rays) che suona sempre la chitarra ma, stando al booklet, solo quando ha lo sbattimento di farlo. 

Un disco che comincia con il mitico discorso del Lord Humungus e che ci fa presagire tetri scenari dove motociclisti cannibali si stagliano in città deserte. 

E' la perfetta colonna sonora di questi tempi strani e l'ironia sui temi seri non manca, vedi titoli come I WISH YOU WERE QUEER, IF THE CATS ARE UNITED, WORMS WILL TEAR US APART, che strappano una risata, nascondono dei testi interessanti e che analizzano spesso i temi trattati con una ferocia e un polemismo che purtroppo non è sempre presente negli odierni testi punk. 

Musicalmente abbiamo la solita miscela di punk e thrash che ogni tanto sconfina nel californiano e in EVERYTHING FADES ci sono additura degli echi dark-punk. Un pacchetto ben bilanciato, dove non manca nulla: ci sono velocità, violenza, cori e momenti meno aggressivi che sapranno stamparvisi bene in testa. Il termine di paragane più azzeccato sarebbero gli Zero Boys che jammano con gli Accused, e c'è anche una cover del cult-act giappone Stalin! 

Due encomi vanno ad Elvio che ha registrato/mixato questa manata in faccia al V-studio e a Kismet Hubble, talentuosa fotografa sarda che dipinge benissimo l'immaginario blasfemo e deviato dei nostri con degli elaborati e significativi scatti, e ha pure curato il loro ultimo video. 

Se non vi piacciono i RAW probabilmente siete A) Stonzi B) fasci C) moralisti. Fate voi insomma...

 

One of the Cagliari's bands we appreciate the most is back: Raw! 

Led by the sado priest Kambo, Raw are the standard-bearers of exaggeration, the scourge of moralism and the carriers of a proud, snotty and irreproachable queer aesthetic, but not that kind of tame and polished netflix/tumblr aesthetic, but the more visceral, raw and colorful attutitude à la John Waters rather than that of a band like the Dwarves! 

For this new record we see a slightly reworked lineup: Kambo (voice) teams up with the following scumbags  Elvio (guitar) and Stefano (bass) (the die-hard thrashers behind Abduction), Silvia (guitar already in Aspettando la fine), Daniele (Desert Hype, Charun) and Gypsy Rob (Moo Rays) who always plays the guitar but according to the booklet only when he wants to. 

A record that begins with the legendary speech of Lord Humungus and that foresee a gloomy scenario whit cannibal bikers prowling out the next victim in deserted cities, a perfect soundtrack of these strange times and the irony on serious issues is not lacking either, see titles like I I WISH YOU ARE QUEER, IF THE CATS ARE UNITED,WORMS WE TEARS US APART. 

Musically we have the usual blend of punk and thrash that sometimes falls on Californian territories and in EVERYTHING FADES there are hints of dark-punk mood.

A well balanced package where nothing is missing: there is speed, violence, choruses and less aggressive moments that will be printed well in your head. The most appropriate term of comparison would be Zero Boys jamming with the Accused and for all the japcore nerds there is also a cover of the Japanese cult-act Stalin! 

Two honorable mentions goes one to Elvio who recorded/mixed this awesome slab of vinyl at the V-studio and the second to Kismet Hubble, a talented Sardinian photographer who paints very well the blasphemous and deviant imagery of this bunch of depravates with an elaborate and meaningful photoshoot. 

If you don't like RAWs you are probably A) an Asshole B) a nazi C) a moralist. Which side you are on?

 


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SPUTA - NO REDEMPTION

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Gli Sputa si rifanno all'hc americano, ma non sono americani. Gli Sputa hanno Satana in copertina, ma non fanno black metal. Gli sputa vengono da Berlino, ma non sono tedeschi... e vi starete starete facendo qualche domanda, ma procediamo con ordine.
La Band di stanza a Berlino, ma quasi completamente composta da italici guasconi, si è conosciuta nella capitale tedesca, e spinta dal clima multiculturale della città si è lanciata all'arrembaggio di tutti gli squat e situazioni analoghe che potessero accogliere il loro rumore, e dopo il rodaggio tutto sangue e sudore si lanciano in questo LP di un 20ina di minuti di feroce punk-hardcore che prende spunto da quell'ondata di gruppi che suonano old-school pur essendo attuali (per intenderci Boston Strangler, Rival Mob, Protester, e via dicendo), ma senza dimenticare un approccio europeo alla Violent Reaction o Arms Race e, ovviamente, il flavour del hc italiano che contribuisce a renderli uno schiacciassi sonoro ideale per bolgiare nel pit. 

Il lavoro di ottima fattura anche dal punto di vista sonoro non tradisce la mulitculturalità del progetto, in quanto batteria, voce e basso sono state registrate da Crofx dal DIY studio di Berlino, le chitarre al Death Star Studio in Italia mentre il master al Dead Air Studio, Massachusetts da Will Killingsworth con un risultato decisamente incisvo ma preciso. Chiosa un bell'Artwork blasfemo a cura di Davide Mancini.
Speriamo di vederli presto in terra sarda.
Il vinile è opera della cospirazione DIY di Goodwill Records, La Agonia De Vivir, Abnegat Records, Passion Means Struggle, Fresh Outbreak Records, Sedation Records, Mastice Produzioni e Choices Of Your Own Records.


Sputa are influenced by American hc, but they are not American. Sputa has Satan on the cover, but they don't play black metal. Sputa come from Berlin, but they are not German... and you will be asking yourself some questions, but let's proceed with order.

The Band is rooted in Berlin, but almost completely composed of Italian Noisemakers, met in the German capital and pushed together by the multicultural climate of the city started a quest to invade  all the squats and similar situations that could host their noise, and after this route all blood and sweat this 20-minute LP of fierce punk-hardcore is dropped! 

It takes influece from that wave of bands that play old-school while still being actual, to be clear, Boston Strangler, Rival Mob, Protester, and so on, but without forgetting a European approach to the Violent Reaction or Arms Race and, obviously, the flavor of the Italian hc which contributes to making them an ideal sonic nutcracker to make things heated in the pit. 

The work is excellent also from the soundwise of and does not betray the mulitculturality feeling of the project as voice and bass drums were recorded by Crofx by the DIY studio in Berlin, the guitars at the Death Star Studio in Italy while the master at the Dead Air Studio, Massachusetts by Will Killingsworth with a merciless and brutal sound. An awesomel blasphemous artwork by Davide Mancini is the icing on the cake.

We hope to see them soon in Sardinia.

The vinyl is the work of the DIY conspiracy of Goodwill Records, La Agonia De Vivir, Abnegat Records, Passion Means Struggle, Fresh Outbreak Records, Sedation Records, Mastice Produzioni and Choices Of Your Own Records.



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RISE OF THE STATELESS WOLF - BORN DEAD/YEAR OF THE RATS

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Siamo in un'epoca di mutamenti e di crisi di ideali, dove non esistono più delle etichette certe, e se nella maggior parte dei casi significa vuoto intellettuale e miseria artistica, per i R.O.T.S.W.  è tutt'altro.
Questa band piemontese la si potrebbe definire blackened crust, ma sarebbe fuorviante perché hanno tutti quegli stacchi sludge e poi crust-hardcore? Quale gruppo del genere finirebbe con un pezzo acustico e con inserti vagamente industriali? Davvero un'identità multisfaccettata e ricca, ma coesa, quella che traspare da questi quattro pezzi (uno è una cover dell'anthem Troops of Doom, virata più su Morbid Visions che non su Schizoprhenia).
Le influenze chiaramente si sprecano: si possono sentire i riff asfitici dei Bolt Thrower, cupi echi figli dei Dissection, tetre ricadute alla Iskra, ma tutto sapientemente amalgamato, per riuscire ad elevarsi dalla mediocrità del clone e marcando il proprio territorio con le insegne del proprio stile, che sicuramente ha bisogno di un'espansione e di un respiro più largo di un EP, ma che getta le basi per un percorso fervido.
Dalla bio in nostro possesso pare i testi siano ispirati alla vita di Emilio Salgari.
Italian Extreme Underground stampa questo nero pezzo metallo in 50 cassette.

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We are in an era of changes and crisis of ideals, where certain labels no longer exist and if in most times it means intellectual void and artistic misery, for R.O.T.S.W. it means real artistic personality else you could call it blackened crust. But would it be misleading because they have all those sludgy riff and then again crust-hardcore? Which group of this genre will end up with an acoustic track and with vaguely industrial inserts? Truly a multi-faceted and rich but cohesive identity of these four tracks (one is a cover of the Troops of Doom anthem, veering more on Morbid Visions than on Schizoprhenia).
The influences are various you can hear the asphyxical riffs of the Bolth Thrower, gloomy echoes  spwaned from Dissection, gloomy fallouts in the vein of  Iskra skillfully cohesive to be able to rise from the mediocrity of the clones and marking its own territory with the insignia of its own style that certainly needs its wider room than an EP, but which lays the foundations for a fiery path.
From the bio in our possession the lyrics seem to be inspired by the life of Emilio Salgari.
Italian Extreme Underground prints this black metal piece in 50 cassettes.

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THE UNBORN - SLASHER (STREET PUNK ANTHEMS)

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The Unborn Slasher

I "The Unborn" sfornano il primo full-lenght.
Dopo la tape e il 7" ci piazzano queste 12 tracce di OI! tinto dell'orrore che tanto contraddistingue la band. Salvo un intro e un outro detti (Trailer) ogni canzone è ispirata a una pellicola horror da classici come "Non aprite quella porta" e "Profondo rosso" a cult come "Ecologia del delitto" aka "Reazione a catena" del maestro Mario Bava.  C'è spazio pure per dell'action con "The Warriors" e per l'horror profondamente sociale come "Videodrome" e "Terrore dietro lo specchio".
Tutte queste tracce non sono solo titoloni ad effetto ma anche anthem di una certa rilevanza, con cori in primo piano e riff che, oltre a tributare 4-Skins, Last Resort e The Business, ci impiantano degli inserti di Hard Rock\NWOBHM che rendono i pezzi ancora più malvagi e d'impatto!
Questo branco di assassini mascherati quindi passa il test dell'album completo con "Rabbia e Stile". Menzione speciale per la grafica che è un mega omaggio a un famosissimo gruppo oi! e al fantastico "catalogo" con i docs sporchi di sangue e altri strumenti di morte. Una produzione Skinhead Sounds!

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The Unborn unleash their first full-length after the tape and the 7 "places these 12 tracks of horror-infused OI! is typical of the band.
Except for an intro and an outro said called trailer every song is inspired by a horror film from classics such as "Texas Chainsaw Massacre" (Non Aprite quella porta) and "Deep red" (Profondo rosso) to cult such as "Bay of Blood" (Reazione a Catena) of the master Mario Bava.
There is also room for an awesome action movie with "The Warriors" and to social Horror as "Videodrome" and "Candyman".
All these tracks are not only impressive titles but also wild rocking tunes with insane singalongs and crazy riffs that are not only inspired by 4-Skins, Last Resort and The Business with implants of Hard Rock \ NWOBHM which makes the songs even more evil and impactful!
This pack of masked assassins pass the test of the full with "Anger and Style" (Quoting an old school Mod band).
Special mention for the layout a mega tribute to a very famous  oi! band is fantastic catalog with blood-soaked docs and other instruments of death. A Skinhead Sounds production!

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FEASTEM - GRAVEYARD EARTH

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La Finlandia è una fucina instancabile di musica estrema che ha dato i natali a psicopatici come Impaled Nazarene, Mellaka, Varaus, Terveet Kädet,  Rippikoulu, Pestigore, Demilich... e la lista potrebbe andare avanti all'infinito!
Il caso in esame sono i Feastem, gruppo grind con un piede ben piantato nel punk (girava un fantastica cover dei Mellaka fatta da loro) e un altro in quello del grind più preciso e metalloso dei compatrioti Rotten Sound, e dei mai troppo compianti Nasum.
Approdati al loro quarto disco, più la consueta dose di EPs e split (uno con gli americani Kill the Client e l'altro con gli spagnoli Teething), questo "Graveyard heart" è un lavoro compatto, che si distingue per un  drumming dinamitardo del batterista Patrik Fält (che pare essere stato "campione olimpionico di blast-beat" nel 2012), ma anche per un riffing che pesca ora dal death metal ora dal punk più classico, rendendo questi 20 minuti di randellate molto meno monotoni di quanto il genere suonato potrebbe suggerire.
Registrato e mixatao al Kolotila studio a Lauttasaari di Helsinki, con il risultato di un suono bello compatto, moderno ma non plasticoso.
Tappa obbligata per ogni grind maniac, uscito questo 13 marzo per Lixiviat record in vinile. Grind-on!


Finland is an unstoppable powerhouse of extreme music that has given birth to the following psychopaths such as Impaled Nazarene, Mellaka, Varaus, Terveet Kädet, Rippikoulu, Pestigore, Demilich and the list could go on.
Feastem, of course, comes from the land of Pukko and Saunas, and delivers a solid grind attack with one foot firmly rooted into punk music (they did an awesome cover of Mellaka in one comp) and the other into the metallic side of grindcore, similiar to the countrymens Rotten Sound and the gone but not forgotten Nasum.
After 3 records and the usual dose of EPs and splits (one with the Americans Kill the Client and the other with the Spanish Teething), this "Graveyard heart" is their fourh effort. A real solid work that stands out for the explosive drumming of  Patrik Fält (their facebook page claim that he was the "Olympic blast-beat champion" in the 2012),but let's not understimate the riffage, that is really inspired from death metal and classic punk, making these 20 minutes of relentless beating much less monotonous than what the genre could suggest. Recorded and mixed at the Kolotila studio in Lauttasaari  (Helsinki), with the result of a nice compact and modern but not "fake" sound.
A must for every grind maniac outta-here. Out on March 13 for Lixiviat vinyl record. Grind-on!



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RAW - INTERVISTA (ITA)

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Provocazione!
Completini sadomaso!
Gypsy Rob!
Tutto questo e molto altro in un'intervista agli implacabili scumpunx cagliaritani Raw!


1) Citiamo dalla Bibbia :”Non affannatevi a cercare la morte con gli errori della vostra vita, non attiratevi la rovina con le opere delle vostre mani” (Sapienza 1:12). Raw sembrano fare tutto il contrario di questo insegnamento biblico, e sembrano accogliere a braccia aperte la rovina e coltivarla alacremente.Vogliamo ripercorre, per chi non vi conosce, le principali tappe della vostra rovinosa storia.

[K] “Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui ecc. ecc. “ (Apocalisse 3:20), questo passo ricorda un po’ Salvini che citofona no? Comunque si, quando decisi di formare i Raw lo feci con lo spirito con cui si ruba una macchina per farla correre, derapare e saltare con la consapevolezza che alla fine rimarrà di essa solo un ammasso fumante di lamiera. Non mi interessa (non più, da tempo) creare qualcosa per vederla crescere e affermarsi in qualche contesto, avere un seguito, essere apprezzato, lo spirito con cui decidemmo di metter su la band era quello di arrivare al baratro, alla rovina della tua citazione, il più rumorosamente possibile. Abbiamo iniziato questo “progetto” verso la fine del 2009, da lì ad oggi io sono l’unico superstite, negli anni praticamente tutti e tutte son saltati o dovuti saltare giù, chi per droga, carcere, casini personali o semplicemente per optare per percorsi di vita e creativi immatricolati e con la revisione aposto. Ho da poco provato a fare un diagramma con tutte le persone che son salite a bordo e saltate giù ma ho davvero perso il conto. Anche io in effetti (così come da accertate previsioni cliniche) sarei dovuto crepare già due volte, almeno, in qualche modo posso aver deluso le aspettative. La formazione attuale siamo io, Silvia, Elvio, Stefano, Dani e Gipsy Rob che suona sia live che in sala al posto dell’uno o dell’altra qualche pezzo quando non gli vengono inverosimili scuse per paccare all’ultimo. (Adoro questa formazione potrei quasi sperare di durare un altro anno o due.


2) I vostri live sono altamente nocivi per il vostro cantante a cui è stato fatto di tutto: fustigato, preso al guinzaglio, “pierciato” dal vivo, subìto prese da wrestling, e anche spruzzato di panna spray. Intuiamo che il vostro rapporto con i live sia abbastanza viscerale. Da dove nasce questa “pulsione di morte”? Qual è il commento più shockato che avete mai ricevuto? Da queste parti, una persona non del giro punk che vi ha visti live ci ha chiesto: “Perché si vogliono così male?”. Rispondete se volete!

[K] Premetto che ho di mio forti tendenze masochiste e un’innata attrazione verso il dolore e l’autodistruzione, se poi ci metti anche un’abbondante dose di esibizionismo, travestitismo e tanti altri “ismo” in pratica, volenti o nolenti, voi che state davanti ai live, state tutt* facendo sesso con me. Di commenti, più che altro riferiti, ne ho sentiti di tutti i colori rivolti sia alla band che a me. In
qualche cittadina i nostri live sono diventati acceso argomento di discussione in consiglio comunale con tanto di diapositive “cose non degne di una comunità civile” ecc.; ma questo non mi stupisce quanto la volta che la parrocchia di … non ricordo esattamente, Donori mi pare, aveva mandato un messaggio alla pagina facebook del gruppo per chiedere la nostra partecipazione alla manifestazione musicale della festa della Madonna Santa Vergine di non mi ricordo cosa… Non ho mai capito se fosse ingenuità legata all’aver visto qualche foto in cui indossavo abiti cerimoniali o una trappola inquisitrice con tanto di pira nella pubblica piazza.


3) L'ultima vostra fatica è uno split LP con Spike Polite (Regan Youth), Strange Fruit e Bosozoku (il più grande gruppo della storia e simbolo della sinergia tra Kambo e Roberto). Come avete deciso con chi condividere il disco e, soprattutto, come siete vi siete messi in contatto con le suddette bands?

[K] Con Spike ci abbiamo suonato assieme ad un queer fest nel nord Italia; lo trovo uno spirito affine per molti versi anche se lui ha avuto la fortuna (o condanna) di aprire diversi show, specie ultimo periodo, di Mr Jesus Christ Allin e attualmente canta nei Reagan Youth che sono uno dei miei gruppi preferiti (avrete intuito dal “New Order? No Order! Disorder” tatuato sul petto). Gli Strange Fruit sono la band di Ruggero della Professional Punkers di Milano, organizzatore del suddetto show e incrociato in tante occasioni sia sul palco che come promoter e con il quale, anche in questo caso,  mi son sempre trovato molto in linea, anche se mi inquieta il fatto che non lasci mai trasparire alcuna
emozione o sentimento neanche in situazioni estreme. I Bosozoku sono un side project in cui mi ero trovato coinvolto e a cui ho diedi il mio contributo improntandolo sulla nipponfilia (bōsōzoku appunto). È un gruppo che non è mai esistito formalmente, compare ogni tanto come l’herpes e da un fastidio atroce.


4) I vostri testi hanno il consueto spirito di protesta che ogni gruppo punk dovrebbe avere, unito ad un'ironia malsana che non può non strappare un sorriso. Titoli come “Nazi trans fuck off” o “In god we trust, for kids we lust” sono dissacranti al punto giusto. Quali sono i temi che preferite toccare? In
che misura un vostro testo deve essere serio e quanto deve essere dissacrante?

[K] Viviamo in un mondo dove tutto è orribilmente sbagliato, grottesco, idiota e malsano; continuiamo a ripetere acriticamente a noi stessi, come un mantra, che tutto ciò è normale e necessario; le torture e stermini di altre specie, le devastazioni, le imposizioni morali, le catene, i confini, la prevaricazione, i preconcetti, Dio. Basta avere un minimo di sensibilità perché sia chiaro
che ciò non è affatto normale né tantomeno accettabile. L’ironia è quel filtro che ti consente di convivere, in prima persona o come osservatore, con realtà estremamente ostili; un po’ come succede nella filmografia gore splatter. I testi che scrivo non fanno altro che rispecchiare questa tecnica di sopravvivenza in questo inferno chiamato esistenza.


5) Nel vostro ultimo lavoro spunta fuori una canzone dedicata a Judge Death, storica nemesi di quel fascistone di Dredd! I fumetti sembrano dunque essere una vostra fonte di ispirazione. Quali sono i vostri preferiti? Quali altri media extra-musicali vi influenzano?

[K] Adoro la figura di Death! Incarna l’estremizzazione del giustizialismo a tal punto da ritenere che l’esser vivi è di per se un crimine a cui debba esser applicata la pena capitale. Si, penso che i fumetti (un certo tipo di fumetti), di cui sono assiduo lettore sin dalla giovane età e dei cui personaggi ho marchiato il 90% del corpo, siano una forma narrativa sottovalutata e, nell’opinione corrente,
associata a sterili nerdismi adolescenziali, mentre, in realtà, è capace di affrontare tematiche sociali con critico acume più di qualsiasi altra, basti pensare alle opere di Alan Moore, per dirne uno. Nei pezzi ci sono spesso richiami più o meno espliciti a particolari fumetti, ma anche a film, canzoni e addirittura videogames; questa tendenza sarà portata all’estremo nei pezzi che stiamo al momento registrando per il nuovo disco di cui, magari, vi dirò dopo


6) Fateci un elenco di 5 o più album (con una breve descrizione per ognuno) che sono stati fondamentali per il suono dei RAW.

[K] uhmm vediamo, parlo per me
  1.  Adolescents (omonimo), un connubio perfetto tra nichilismo dei testi, poesia, hardcore e sonorità surf, l’album la cui immediatezza, spontaneità e genialità costituiscono per me lo zenit della creatività punkhardcore e punto di riferimento da sempre
  2. D.R.I. – Dealing with it! lo ascoltai appena uscito e per me (ma presumo per il punkhc in generale) fu rivoluzionario, canzoni brevissime tirate a mille ma suonate con gusto, il cantato che inizia nello stesso istante in cui parte la canzone; credo abbiano inevitabilmente influenzato tutto ciò che è venuto dopo, noi in particolare.
  3. S.O.D. Speak English or Die: credo l’inclusione di questo album sia d’obbligo visto che penso che esso sia inevitabilmente il perfetto connubio tra thrash e punk hc e considerato che nei Raw han sempre militato thrashers incalliti e incallite (Sorre, Cioppa, Sayba e attualmente Elvio e Ste che sono i thrashers più thrashers che abbia mai conosciuto).
  4. Plasmatics -New Hope for the Wretched: venero W.O.W. come una dea, è inevitabile che l’Opera omnia dei Plasmatics sia fonte d’ispirazione, così come lei lo è per me anche per l’aspetto scenico e il modo di rapportarsi col pubblico.
  5. lo butto così senza pensarci Iron Maiden - Iron Maiden \00/_



7) Una vostra introduzione diceva che la chiesa ha inventato il BDSM e che Dio è uno stalker. I pochi abiti che Kambo indossa sul palco rimandano a un ruolo ecclesiastico (non di meno è stato insignito del titolo di “Vescovo dal fallo nero”). Nello split coi Mucopus ci sono poi riferimenti all'Eden. Vogliamo approfondire il ruolo che hanno la chiesa, la fede e le tematiche religiose per i R.AW.

[K] ahaha si, il titolo che citi infatti era relativo alla querela del consigliere prima citata. La Chiesa o meglio la religione cattolica e in generale tutte le religioni monoteiste sono la chiave di volta di tutta l’architettura del sistema di celle, mentali e fisiche, nei quali siamo costretti a vivere. Liberiamoci di
Dio e le mura portanti verranno giù. C’è chi dice che sia da condannare l’uomo per la sua applicazione erronea  del cristianesimo, qualcuno si spinge a condannare la Chiesa salvando comunque la purezza del dogma cristiano;
io sono convinto debba essere fatto a pezzi, invece, proprio tutto l’apparato di stronzate che ci propinano  come religione. A Morte Dio, a Morte Gesù, a testa in giù come è giusto che stiano tutti i tiranni!


8) Normalmente nella scena HC si tende a stendere uno sguardo un filo acritico sulla scena stessa. Qui,al contrario, vi vogliamo chiedere quali sono gli aspetti che odiate di più e che vorreste vedere finire di questo beneamato giro punk.

[K] io trovo che quello che non va sia cercare troppo ciò che non va. Chi vende ricette, prontuari, kit o teoremi su come deve o dovrebbe essere la fantomatica scena punk e HC sta vendendo pomate alla glicerina come pozioni per allungare il pene. Cerchiamo piuttosto di essere noi stessi, il più possibile liberi da ogni condizionamento morale e tabù. Unica regola? Fuori dal cazzo fasci, macho sessisti,omofobi, intolleranti e moralisti che di tale libertà sono l’antitesi.


9) Tutti hanno dei side projects, e questo è il momento di pubblicizzarli senza alcuna pietà! Idem per tutti i gruppi amici sardi/italiani e via dicendo che volete lodare.

[K] Al momento gli unici side projects attivi dei membri dei Raw (che poi non li definirei “side” perché i rispettivi membri sono confluiti nei Ra successivamente all’esistenza delle rispettive bands) sono gli Abductions, autentico thrash alla Nuclear Assault di cui sono incondizionato fan sin dalla prima volta che li sentii e dei quali è in uscita a brevissimo il loro disco in LP e gli Haywire Desire band garage punk in cui suona Daniele, ex Scarecrew che han modificato il nome dopo l’ingresso alla voce della cantante Yaprak e i Moo-Rays, anch’essi garage punk e fondati da Gipsy. Per quanto riguarda i gruppi sardi/italiani di amici e amiche da lodare, aiuto, ce ne sono una marea, al di là delle ipocrisie, mi limito a dire che l’aspetto migliore del suonare è il fatto che a volte si stringano rapporti viscerali con altre persone che ritengo la mia morlock-famiglia, al di là del sottogenere musicale che si suoni, dei gusti personali e dei confini geografici di merda. La maggior parte dei gruppi, poi, sanno promuoversi egregiamente da soli senza bisogno che li pubblicizziamo noi, anzi, un nome lo voglio fare perché mi fa rabbia il fatto che siano una delle migliori band punk mai nate in Sardegna ma siccome son dei disagiati misantropi non son conosciuti come meriterebbero: i Four Units di Porto Torres, se siete amanti del genere seguiteli e non ve ne pentirete


9) Un vostro pezzo si intitola "Is Mirrionis is better than Brooklyn" e, a questo proposito, Kambo ci ha raccontato scene da guerriglia urbana: metal-heads contro gaggi, con sfondo proprio di Is Mirrionis. Ci vuoi parlare di questo quartiere e di questo episodio?

[K] Erano i primissimi ’80, dopo varie peregrinazioni in vari paeselli dove trovavano lavoro i miei decisero di trasferirsi a cagliari nei palazzoni di via is mirrionis
all’angolo con via cornalias, dove albergava la famigerata banda di is mirrionis che in quegli anni mieteva vittime e omocidi a cagliari e interland; il giorno in cui ci trasferimmo lo ricordo sempre come un sogno,arrivammo in macchina la sera tardi e c’era, sotto casa, una rissa paurosa, roba che vedi solo nei film di genere, una delle due fazioni aveva giubotti in pelle nera borchiati, bracciali e capelli lunghetti o con orribili mullet, c’erano spranghe, catene, attacchi, incorse. I miei di fronte a quello scenario, fermi in macchina si davano la colpa a vicenda “ma dove cristo siamo finiti?!!!” “maledetta teppaglia” ecc. Io non avevo idea di cosa fosse il metal né tantomeno il punk, sapevo solo che ovunque andassimo mi sentivo in perenne disagio ed escluso dalle dinamiche dei coetanei, quella volta, invece, ebbi come un’illuminazione; chiunque fossero, qualunque cosa fossero quelle semidivinità, DOVEVO esserne parte. Diciamo che tutto quello che sono è stato in qualche modo ispirato da quell’episodio 🙂 Ho un attaccamento romantico per quel quartiere, anche se oggi è quasi tutto cambiato e pochi e poche dei miei amici e amiche di allora ci vivono ancora.


10) Spazio libero.

[K] Approfitto per annunciare che stiamo attualmente registrando il nuovo album che dovrebbe uscire quindi prima dell’estate, sono 12 nuovi pezzi scritti nella nuovissima formazione con l’ingresso di Silvia alla Chitarra più una cover dei giapponesi the Stalin; dico con un briciolo d’orgoglio che i pezzi, buttati giù e strutturati in brevissimo tempo con il malsano apporto di tutti e tutte tra birre risate e insulti, sono quelli che più mi piacciono tra quelli scritti sinora. Stay tuned. Grazie per l’intervista bellezze, a presto :-*



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